Inter-Frosinone: 4 gol, ma anche 4 notizie per sorridere in vetta

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23 novembre 2015, 02:18
mancini allenamento sorriso

L’Inter torna in vetta solitaria e lo fa nel migliore dei modi: prima larga vittoria stagionale, merito del 4-0 inflitto al Frosinone. Tantissimi gli spunti positivi per Mancini, che può essere soddisfatto per ogni minimo dettaglio, pur dovendo ora pensare alla trasferta di Napoli

LA FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Roberto Mancini per affrontare il Frosinone: Handanovic; Nagatomo, Murillo, Miranda, Telles; Melo, Kondogbia; Biabiany, Jovetic, Ljajic; Icardi.

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IL MODULO – Questa volta i dubbi erano veramente ridotti al minimo storico: alla fine si è scesi in campo con il 4-2-3-1, un atteggiamento offensivo quasi pre-annunciato, anche se forse inatteso da alcuni. Mancini ha deciso di attaccare il Frosinone sulle fasce e per questo si è affidato a quattro esterni tutt’altro che difensivi, senza però trascurare il gioco per vie centrali, dove non mancano qualità e quantità.

PRIMO TEMPO – Nella prima frazione di gioco è il Frosinone a mostrarsi pericoloso in un paio di circostanze, quando l’Inter deve ancora trovare le misure. Successivamente gli uomini di Mancini fanno vedere un buon giro palla e si iniziano a notare alcune varianti tattiche da non sottovalutare: Telles in difesa attaccando si trasforma in un potenziale offensivo aggiunto; Ljajic è decisivo nei movimenti tra le linee, che permettono all’attacco nerazzurro di non dare punti di riferimento; Jovetic è l’unico vero costruttore di gioco in avanti, pur essendo ancora troppo solista. Icardi, invece, è irriconoscibile, ma paga soprattutto l’atteggiamento pimpante dei suoi compagni di reparto. In mezzo al campo si soffre lo svantaggio numerico perché il Frosinone aggredisce costantemente la mediana a due dell’Inter, che più volte va in confusione. Al 29′ arriva l’1-0: il gol lo segna Biabiany, che sfrutta una respinta di Leali su tiro velenoso di Jovetic. Dopo il vantaggio, la mediana inizia a trovare molta più fiducia: Melo non lascia passare nulla e Kondogbia, dopo alcuni errori iniziali, è più preciso nel palleggio e negli inserimenti. Il primo tempo termina 1-0 per l’Inter, che questa volta sembra pronta a fare più di un gol.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre con gli stessi ventidue, ma stavolta è l’Inter a partire a razzo: Biabiany spreca subito il raddoppio e poco dopo il Frosinone va vicino al pareggio dopo un flipper in area di rigore su sviluppi calcio d’angolo. Al 53′ arriva il 2-0: a segnarlo è Icardi, che sotto porta non può sbagliare, ma è ancora una volta decisiva la vena artistica di Ljajic, assistman personale dell’argentino (dopo Bologna). Al 60′ primo cambio, fuori Nagatomo e dentro Ranocchia: non cambia il modulo, ma Murillo si sposta nel ruolo di terzino destro, permettendo al centrale italiano di far coppia con Miranda. Finalmente l’inter crea azioni su azioni, non trovando la terza rete per un soffio. Tasso tecnico altissimo per la squadra di Mancini, che mostra anche buone trame di gioco offensivo e la solita solidità difensiva. Murillo è insuperabile anche a destra, Jovetic sciupa il 3-0 in contropiede. All’85’ secondo cambio, fuori Biabiany e dentro Perisic: tatticamente cambia zero, l’Inter ne guadagna in fisicità e fiato. Ed ecco subito il gol, un vero spettacolo. All’87’ arriva il 3-0: Murillo inizia l’azione, continua Perisic che serve in profondità Jovetic, che di tacco serve ancora Murillo, freddissimo sotto porta. All’88’ terzo e all’ultimo cambio, fuori Icardi e dentro Brozovic: l’Inter si dispone con il 4-3-3 per i minuti finali (come si può notare nell’immagine sotto allegata, ndr), con il croato mezzala destra. Al 92′ arriva il 4-0: è proprio Brozovic a chiudere la partita con una conclusione magistrale. La partita termina 4-0 per l’Inter: risultato forse un po’ troppo largo per quanto visto in campo, perché il Frosinone di certo non ha fatto peggio di altre squadre che hanno incontrato i nerazzurri finora, ma nulla da dire sulla prestazione degli uomini di Mancini, positiva dall’inizio alla fine.

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IL PROTAGONISTA – Questa volta, più che esaltare il singolo, sarebbe da esaltare il gruppo. Partita vinta come meglio non si poteva e tutti positivi, dall’allenatore (Mancini) all’ultimo entrato in campo (Brozovic). Andando nello specifico, però, un giocatore che si è distinto più di altri c’è: Jeison Murillo. Il difensore colombiano è stato autore della solita partita pulita in fase difensiva, praticamente zero i suoi errori, ma se oltre a questo consideriamo che è andato in gol giocando la parte finale del match da terzino destro… qualcosa non torna! L’Inter credeva (e sperava) di aver acquistato il nuovo Ivan Cordoba, ma una sgroppata del genere ce la si sarebbe aspettata dall’erede di Maicon! Una bellissima scoperta questo ragazzo classe ’92, che offusca parzialmente anche l’eccellente prestazione del compagno Ljajic.

IL COMMENTO – Alt. Questa volta, per favore, tutti zitti. Che non si sprechino commenti tanto inutili quanto fuori luogo dopo una vittoria del genere: l’Inter ha vinto 4-0, segnando quattro reti (senza rigori o autogol) e terminando la partita in undici contro undici, preservando anche i diffidati in ottica Napoli. Se qualcuno voleva divertirsi, si è divertito. Dispiace per il Frosinone, indubbiamente, ma il calcio è così: i tifosi nerazzurri avrebbero preferito un altro 1-0 contro loro in cambio del 4-0 contro il Milan, ma questi sono solo dettagli! Andando ad analizzare quello che ha detto il campo, oltre ai quattro gol, ci sono anche altre quattro notizie che fanno sorridere Mancini: 1. l’Inter torna in vetta solitaria a quota 30 punti, lasciando il Napoli a -2 e quindi andando a giocarsi la trasferta di lunedì senza troppe pressioni e senza nulla da perdere; 2. Handanovic ha terminato la nona partita a reti inviolate, merito di una difesa solidissima che continua a mietere vittime offensive, ma che stavolta va anche in gol con Murillo (prima rete di un difensore nerazzurro); 3. il centrocampo ha retto anche senza Medel, quest’anno imprescindibile sia in fase difensiva (e dunque in difesa) sia in quella offensiva (il gol decisivo contro la Roma potrebbe pesare tantissimo a fine stagione) e dalla panchina chiunque si alzi sa essere utile (l’esempio di Brozovic è lampante); 4. Icardi è tornato al gol (il quarto stagionale), ma è tornato al gol anche Biabiany (dopo un anno di stop), segno che l’attacco non è così sterile come si faccia credere, anche perché i tre slavi (Ljajic e Jovetic dall’inizio, Perisic nel finale) inventano calcio come pochi in Italia. Se a queste quattro notizie si aggiunge il fatto che l’Inter continua a migliorare dal punto di vista del gioco, senza però confermare di giornata in giornata un undici di base e un modulo di partenza, significa che la via intrapresa da Mancini&Co. è quella giusta: avanti così, ragazzi!