Inter-Fiorentina: Spalletti re-inventa, scopre pro e contro della rosa attuale

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21 agosto 2017, 02:20
Luciano Spalletti amichevole

Mai come in questi casi la frase adatta è: buona la prima! Vale per Spalletti in panchina, vale soprattutto per sua Inter in campo: 3-0 al debutto stagionale contro una buonissima Fiorentina, impossibile chiedere di più considerando il mercato ancora da completare, una pesante preparazione estiva e i troppi errori di misura sotto porta, che avrebbero reso il risultato nettamente più rotondo

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare la Fiorentina: Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Miranda, Nagatomo; Vecino, Borja Valero; Candreva, Brozovic, Perisic; Icardi.

MODULO – Come previsto, l’Inter scende in campo con il già testato 4-2-3-1, dove la grande novità apportata a sorpresa da Spalletti è Brozovic scelto come trequartista, quindi pensato per fungere da raccordo tra centrocampo e attacco. Confermate, invece, le catene laterali estive (e della passata stagione): D’Ambrosio-Candreva a destra, Nagatomo-Perisic a sinistra.

PRIMO TEMPO – La facilità di gioco dell’Inter palla a terra è una novità piacevole al pari dei fraseggi a centrocampo, tutta la squadra si muove in campo con un’idea chiara. Al 6′ Icardi porta l’Inter in vantaggio su rigore, guadagnato per un fallo di Astori su ottimo lancio di Nagatomo quasi da metà campo. Il raddoppio di Icardi arriva al 15′ con un colpo di testa sontuoso su delizioso cross dalla destra di Perisic. Le azioni offensive vengono costruite indistintamente per vie centrali, grazie al lavoro di Borja Valero – un continuo saliscendi tra mediana e trequarti -, e per corsie laterali, dove è ottima perfino la spinta di Nagatomo a sinistra a supporto di un inarrestabile Perisic, meno bene la coppia D’Ambrosio-Candreva a destra. Un’Inter veloce, che sa quello che deve fare con la palla tra i piedi, che sa muoversi nello spazio e, soprattutto, sa cooperare: difesa altissima guidata dalla coppia Skriniar-Miranda che è impeccabile (Skriniar ottimo anche nell’impostazione dell’azione, gestendo la palla per primo), centrocampo dinamico presente su tutti i palloni (spicca Vecino nel recupero con successivo scarico, precisissimo), trequarti senza punti di riferimento (Candreva è spesso centrale, Perisic fa l’assist da destra e Brozovic è ovunque) e Icardi al servizio di tutti. Il primo tempo termina 2-0: molto bene l’Inter soprattutto perché la Fiorentina accusa il colpo, poi nel finale si riprende.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza novità tattiche e già nei primi minuti inizia a sentirsi la stanchezza, soprattutto nelle gambe di Borja Valero, ciò comporta il crollo dell’Inter in mezzo al campo e dà vita alla sofferenza nel primo quarto d’ora di gioco. Spalletti se ne accorge e corre subito ai ripari, infatti al 63′ arriva il primo cambio per l’Inter: fuori Borja Valero, dentro Joao Mario. Cambia il cervello dell’Inter in cabina di regia, non la qualità: il portoghese illumina fin da subito ristabilendo le distanze e gli equilibri in mezzo al campo, così l’Inter torna a macinare gioco. L’ingresso di Joao Mario sprona anche Brozovic, che è chiamato ad abbassarsi ed allargarsi più spesso, soprattutto verso sinistra, in funzione della manovra nerazzurra. Al 71′ secondo cambio per Spalletti: fuori Brozovic, dentro Gagliardini. L’italiano si piazza sulla linea mediana alla sinistra di Vecino, con il quale si interscambia in continuazione. Altra modifica azzeccata, dato che la freschezza di Gagliardini spacca la partita e i suoi inserimenti creano più di un problema alla difesa viola. Tra le giocate più interessanti, da segnalare soprattutto un filtrante clamoroso di Joao Mario sprecato dalla coppia Icardi-Gagliardini, con quest’ultimo che si coordina male e calcia alle stelle. Al 79′ l’Inter chiude la partita con il gol di Perisic, che in volo di testa impatta il cross dalla destra di Joao Mario. Al 83′ arriva il terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Icardi, dentro Eder. Semplice variazione del terminale offensivo, più che altro per permettere la standig ovation al capitano. Buona Inter anche nei minuti conclusivi, anche se il poker non arriva a causa dei continui errori al tiro. Il secondo tempo termina 3-0: l’Inter crea tanto e spreca di più, così non completa la rimonta.

PROTAGONISTA – Nonostante la bella doppietta di Icardi, il vero uomo in più dell’Inter è quello dato per perso fino a poco tempo fa: Perisic. Il croato non è solo bravo a segnare il 3-0, dato che sono più gli errori sotto porta, ma è soprattutto prezioso nella doppia fase: in attacco è una continua spina nel fianco per gli avversari, che non riescono a limitarlo; in difesa è il primo a raddoppiare a supporto di Nagatomo, chiudendo più di una situazione rischiosa. Un Perisic simile vale per due, sarebbe un vero peccato perderlo in questi ultimi giorni di mercato: riuscirà l’Inter a murare gli attacchi del Manchester United? Indispensabile.

COMMENTO – Il netto 3-0 dell’Inter al debutto non deve illudere, perché c’è ancora tanto da lavorare. Quel che è certo è che Spalletti ha già fatto tanto per riportare un gruppo di calciatori – praticamente distrutti psicologicamente – a fare quello che gli riesce meglio, giocare a calcio. In pratica si re-inventa Nagatomo e Brozovic calciatori, assurdo! Titolari (solo) oggi, ovviamente non in futuro. E i pochi innesti utilizzati (Skriniar in difesa, Vecino e Borja Valero a centrocampo) sono la dimostrazione che l’upgrade qualitativo c’è stato (rispetto a Medel, Kondogbia e numericamente Banega), ma che non basta. Perché le cose buone sono arrivate anche dalla vecchia guardia (Joao Mario, Perisic e Icardi), una vecchia guardia ripristinata da Spalletti, perché l’Inter una base buona l’aveva e l’ha ancora, ma ciò che manca sono le pedine fondamentali. Mancano alcuni titolari pronti a fare la differenza quando aumentano la pressione e la qualità degli avversari, mancano alcune riserve pronte a subentrare senza far crollare quanto di buono si sta costruendo. Insomma, l’Inter sul mercato deve trovare il contorno (due centrali difensivi affidabili), la ciliegina sulla torta (la variante tattica Schick?), ma anche una nuova fetta di torta non sarebbe male, ad esempio sulla fascia destra. L’anello debole, infatti, continua a essere l’out destro: D’Ambrosio si limita a difendere la sua area senza aggiungere nulla alla manovra dell’Inter, azzerando la pericolosità offensiva sul suo lato; Candreva corre tantissimo, ma paradossalmente rallenta la manovra con le sue ricercatissime – e inutili – giocate, non a caso le uniche cose concrete arrivate da destra sono frutto di cross di Perisic (2-0) e Joao Mario (3-0). A ore arriverà Cancelo, chissà con quale idea tattica (terzino o ala?), sperando che non sia l’unico innesto a destra, mentre a sinistra c’è curiosità per il lancio di Dalbert. In conclusione, bisogna ragionare anche sul ruolo di Borja Valero: in mezzo al campo fa la differenza, ma forse ha bisogno di un alter ego perché rischia di non reggere tutta la stagione a causa del “fiato corto”, e Joao Mario oggi rappresenta una lussuosa “riserva”. Con il mercato ancora aperto e con una Roma da affrontare, Spalletti può dirsi soddisfatto: buona la prima, anzi buonissima, ma adesso serve continuità… e qualche investimento da Inter!