Inter-Crotone: Vecchi azzecca i cambi, Brozovic tutto il resto

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6 novembre 2016, 22:11
Vecchi Brozovic

La svolta stagionale arriva forse all’ultima chiamata: ultima per Vecchi (che tornerà in Primavera), ultima per l’Inter prima della sosta, che servirà al nuovo allenatore per affrontare al meglio Milan&Co. A San Siro arrivano i tre punti contro un Crotone che si arrende solo nel finale: 3-0 meritatissimo e frutto dell’ottima lettura di Vecchi, stupisce Brozovic in mezzo al campo

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Vecchi per affrontare il Crotone: Handanovic; D’Ambrosio, Ranocchia, Miranda, Santon; Candreva, Brozovic, Joao Mario, Perisic; Banega; Icardi.

ICFU

MODULO – Nessuna modifica tattica rispetto a Southampton: l’Inter di Vecchi apre e chiude la sua breve parentesi durata appena tre giorni con un compattissimo 4-4-1-1, che non limita affatto il gioco offensivo. Non cambia la strategia di cercare la manovra per vie laterali, ma a Banega in posizione centrale viene richiesto maggior apporto in fase di non possesso.

PRIMO TEMPO – Il primo dettaglio che balza all’occhio è l’approccio di Brozovic alla partita: il croato porta palla e guida la manovra, diventando da subito il fulcro del gioco nerazzurro. Gli esterni sono più alti rispetto ai due mediani e Banega è piuttosto mobile tra i reparti come al suo solito, difficile parlare di sistema di gioco rigido. Al 20′ Vecchi è già costretto al primo cambio causa infortunio: fuori Ranocchia, dentro Murillo. Il colombiano si posiziona sul centro-sinistra, così Miranda si sposta alla sua destra. Possesso palla esagerato da parte dell’Inter, che muovendosi molto tra le linee riesce a trovare gli spazi, ma non la precisione per l’ultima giocata: cross sbagliati o mal sfruttati, nessun tiro in porta. Il primo tiro pericoloso arriva con Candreva dalla distanza al 30′, quando il gol di D’Ambrosio sulla ribattuta viene annullato per fuorigioco millimetrico. Inter aggressiva in mezzo al campo, molto più timida in attacco e sulla fascia sinistra: la manovra si sviluppa quasi esclusivamente a destra. Al 40′ da segnalare una giocata nonsense di Murillo, che non serve Handanovic creando un rischio all’Inter. Il primo tempo termina 0-0: la porta avversaria è un miraggio per l’Inter, il Crotone gioca in difesa.

SECONDO TEMPO – Nella ripresa l’Inter scende in campo con lo stesso undici che ha chiuso la prima frazione, ma in aggiunta c’è un altro piglio come spesso è accaduto in stagione: il Crotone è chiuso non nella sua metà campo, ma addirittura nella propria area di rigore, dove l’Inter bazzica creando occasioni su occasioni. Ma ancora niente gol. Al 63′ secondo cambio per l’Inter: fuori Banega, dentro Eder. Si passa al più offensivo 4-2-4 con l’italo-brasiliano al fianco di Icardi, anche se più volte si sposta dietro o a lato per ricevere palla. Monologo nerazzurro: Miranda guida la difesa nerazzurra sulla linea mediana, il Crotone difendendo lo 0-0 schiera più uomini davanti alla porta difesa da Cordaz. All’82’ terzo e ultimo cambio per Vecchi: fuori Candreva, dentro Jovetic. Il montenegrino affianca Icardi, la fascia destra tocca a Perisic, così Eder scala a sinistra. E all’84’ segna proprio Perisic, che va in volata su lancio di Icardi e buca Cordaz. Nel finale Vecchi riordina la squadra con il 4-2-3-1, in cui il trio Perisic-Jovetic-Eder da destra verso sinistra giostra dietro Icardi (come da immagine sotto allegata, ndr). All’88’ Icardi si guadagna un rigore che non sbaglia e al 93′ prima segna in fuorigioco, ma dopo 30″ ha un’altra occasione e la sua doppietta è regolare: assist di Eder dalla destra, l’argentino va a botta sicura. La partita termina 3-0: Inter in rete solo nel finale, ma per le occasioni create fin dall’inizio il risultato è perfino stretto.

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PROTAGONISTA – In una sonora vittoria è troppo facile lodare chi segna e fa segnare (tra l’altro Perisic e Icardi sono stati i peggiori in campo fino all’1-0), ma nell’arco dei novanta minuti a stupire è principalmente un giocatore: Brozovic. Il croato è senza dubbio quello che ha pagato di più il passaggio di consegne Mancini-de Boer, ma non solo a causa del mese passato fuori rosa per motivi disciplinari: il giocatore molle visto fino alla settimana scorsa oggi si è trasformato in un centrocampista totale concreto. Giocando sul centro-destra della linea mediana, Brozovic è il primo a chiedere palla arretrando fino alla linea difensiva. Usa il piede destro e quello sinistro allo stesso modo per cambiare gioco o impostare la manovra sia in orizzontale sia in verticale. Rincorre gli avversari, ruba palla, serve i compagni e va al tiro. Insomma: Brozovic difende e attacca, attacca e difende. Un giocatore simile, fosse continuo, sarebbe titolare sempre e ovunque: il nuovo allenatore potrebbe ripartire da lui.

COMMENTO – Con de Boer si è parlato più volte di malafede da parte dei giocatori stessi, accusati anche di remare contro il proprio allenatore. Mettendo a paragone Atalanta-Inter (in particolare il primo tempo, drammatico per quanto indegno) con Inter-Crotone, il dubbio può venire: l’Inter di Vecchi ha dominato la partita dal primo all’ultimo minuto con gli stessi giocatori di de Boer. Meriti dell’allenatore? Sì, tanti (ma anche i giocatori hanno messo del loro…). Vecchi ha studiato alla perfezione il Crotone, limitandone oggi possibile attacco, ma è stato molto più bravo a leggere la partita: non è facile sostituire dopo un’ora un Banega in crescita né inserire lo spento Jovetic a poco meno di dieci minuti dalla fine, eppure con queste due mosse ha ribaltato completamente la situazione. Dallo 0-0 bloccato nonostante le decine di occasioni create, al 3-0 finale nel giro di nove minuti. La mossa vincente è stata senza alcun dubbio la sostituzione di Candreva, che ha portato Perisic a destra: questo dovrebbe far riflettere molto in sede di mercato. Non si può aspettare il gol dopo cento cross sbagliati/sprecati, meglio cercare la concretezza con attaccanti di ruolo. L’Inter ritrova un pizzico di fiducia prima della sosta, che porterà ad Appiano Gentile un nuovo allenatore: intanto questi tre punti sono tutti per Vecchi, che ha fatto capire che la rosa dell’Inter è valida, forse solo un po’ svogliata.

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.