Inter-Chievo: dominio mai visto, 3 novità assolute per Pioli

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15 gennaio 2017, 02:36
Gagliardini Pioli

Continua il filotto di vittorie dell’Inter, che con la rimonta sul ChievoVerona arriva alla quinta vittoria consecutiva in campionato, la sesta a San Siro e tocca quota 36 punti in classifica, a ridosso della zona Champions League: i gol di Icardi, Perisic ed Eder sono solo i tre palloni finiti alle spalle di Sorrentino, ma il risultato più coerente sarebbe stato molto più ampio. Esagerato il debutto di Gagliardini, Pioli ha tre motivi per sorridere davvero

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto dal tecnico nerazzurro per affrontare il ChievoVerona: Handanovic; D’Ambrosio, Murillo, Miranda, Ansaldi; Gagliardini, Kondogbia; Candreva, Joao Mario, Perisic; Icardi.

MODULO – Come prevedibile, Pioli decide di insistere sul sistema di gioco che ha permesso all’Inter di ottenere le ultime vittorie: ancora 4-2-3-1, ma con due importanti modifiche. La pesante assenza dello squalificato Brozovic in mezzo al campo viene sopperita dal debutto di Gagliardini, invece Banega si siede in panchina per far rilanciare dal primo minuto Joao Mario: la formazione nerazzurra ne guadagna in fisico, centimetri e corsa.

PRIMO TEMPO – Fin dai primi minuti di gioco appare chiara l’idea tattica di Pioli: Joao Mario oscilla continuamente da destra a sinistra per ricevere palla, sono Candreva e Perisic ad accentrarsi più spesso per supportare Icardi. Ottimo il primo slalom di Gagliardini, che serve Ansaldi per il cross: Icardi non trova di testa la porta, ma la seguente continua a essere la manovra più utilizzata dall’Inter una volta arrivata sul fondo. Piovono cross da destra e soprattutto da sinistra, notevole anche il primo tiro in porta di Gagliardini: Sorrentino si salva in angolo. L’Inter domina assolutamente la partita senza dare possibilità al Chievo di uscire dalla propria metà campo nella prima mezz’ora di gioco. Al 34′ il Chievo va in vantaggio al primo vero tiro in porta: Pellissier anticipa D’Ambrosio sugli sviluppi di un calcio d’angolo, beffa clamorosa. L’Inter continua ad attaccare fino al fischio dell’arbitro, ma non riesce a trovare il gol a causa di un Sorrentino come al solito in serata di grazia. Il primo tempo termina 0-1: per l’Inter 44′ di dominio annullati da 1′ di blackout firmato D’Ambrosio.

SECONDO TEMPO – A inizio ripresa continua lo stesso motivetto: l’Inter fa la partita, crea, va al tiro e alla fine Sorrentino para tutto. Al 60′ primo cambio per l’Inter: fuori Ansaldi, dentro Eder. L’italo-brasiliano si piazza al fianco di Icardi nel 3-4-1-2 pensato da Pioli, quindi D’Ambrosio va a fare il terzo di destra nella difesa guidata al centro da Miranda e le ali si occupano di entrambe le fasi di gioco arretrando di qualche metro sulle rispettive fasce. Con Eder in campo l’Inter ritrova la facilità di andare al tiro dalla distanza, però anche lui deve fare i conti con un super Sorrentino. Al 69′ l’Inter pareggia con Icardi, che trova la zampata vincente su cross di Candreva. Al 70′ secondo cambio per Pioli: fuori Joao Mario, dentro Banega. L’argentino sostituisce in tutto e per tutto il portoghese da vertice alto di centrocampo. E’ un assedio totale alla porta clivense: l’Inter gioca veramente bene in tutti i suoi fraseggi. Al 82′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Candreva, dentro Palacio. L’argentino agisce in posizione centrale con Icardi, Perisic si sposta a destra ed Eder si allarga a sinistra. Al 86′ Icardi ruba palla a centrocampo e serve Perisic, che buca Sorrentino su iniziativa personale dalla sinistra. Dopo il vantaggio l’Inter continua ad attaccare alla ricerca del terzo gol e proprio al 93′ Eder chiude i conti con un preciso destro nell’angolino su intelligente intuizione di Palacio dalla destra. La partita termina 3-1: tre punti strameritati dall’Inter, che per pura casualità (Sorrentino…) trova il vantaggio solo nel finale.

PROTAGONISTA – A essere sinceri il match winner è Perisic (gol del 2-1), anzi è stato ancora più decisivo Icardi (gol dell’1-1 e assist del 2-1), però la vera sorpresa della serata si riscontra nel giocatore più atteso: Gagliardini. Il classe ’94 scuola Atalanta si piazza al fianco di Kondogbia e, dopo i primi dieci minuti trascorsi nell’anonimato senza aver ricevuto mezza palla dai propri compagni, inizia a dettare legge. La sua legge. Corre in lungo e in largo, arrivando a coprire una distanza di oltre 12 Km, ma lo fa con intelligenza e qualità: sa dove spostarsi per ricevere e gestire meglio la palla, ma soprattutto capisce in anticipo dove inserirsi per spaccare in due il muro difensivo del Chievo. Ruba palla e va più volte vicino al gol, oltre a rendere la manovra dell’Inter più pulita del solito (da segnalare la prestazione super di Kondogbia, rinvigorito dalla presenza di Gagliardini al suo fianco sulla linea mediana). Centrocampista totale, ma meglio volare bassi: è solo il debutto con l’Inter (a San Siro), chissà come approccerà nelle prossime uscite. Buona la prima, anzi buonissima!

COMMENTO – Inter batte Chievo 3-1 al ritorno, dopo aver perso 2-0 all’andata. Già questo basta per mettere in evidenza la differenza tra l’Inter di Pioli (dominante con il 4-2-3-1 diventato dopo un’ora di assedio 3-4-1-2) e quella di de Boer (dominata con il 3-5-2), ma in realtà c’è altro. Anche l’Inter dell’olandese spesso dominava, crossava, andava al tiro, non segnava… e alla fine perdeva. Quella di Pioli, invece, ha carattere per reagire, rimontare lo svantaggio e portare a casa tre punti meritatissimi senza perdere identità ed equilibri. Quella vista a San Siro contro il Chievo è un’Inter dominante in tutto: possesso palla, passaggi (spesso in verticale), cross, tiri, corsa, pressing e concentrazione, stona solo la marcatura di D’Ambrosio sul gol di Pellissier. In particolare, dopo Inter-Chievo sono tre le novità che balzano all’occhio e su cui Pioli può costruire un impero: 1. Gagliardini esagerato. L’unico acquisto – finora – del mercato invernale è già apparso immerso totalmente nei meccanismi interisti, facendo entrambe le fasi con precisione e margini di miglioramento inquantificabili oggi. Pioli dovrà scegliere: Gagliardini o Brozovic… oppure entrambi? 2. Icardi randagio. Il bomber argentino continua a segnare (17 gol) e far segnare (7 assist), ma è clamoroso il modo con cui va a rincorrere gli avversari e rubare palla a centrocampo per far ripartire l’azione del 2-1 firmato Perisic: è Icardi o Medel? 3. Kondogbia rinato. Sul centrocampista francese andrebbe aperta una parentesi ampissima ed è meglio non farsi false illusioni, però è evidente che quando decide di giocare come sa è difficile contenerlo. Avere Kondogbia come mediano difensivo al posto di Medel (ormai centrale difensivo) e Melo (prestato al Palmeiras) permette all’Inter un grosso salto di qualità a livello tecnico, se poi gioca con questa attenzione non vi è nemmeno un disequilibrio tra i reparti: qual è il vero Kondogbia? Pioli può ripartire da questi tre punti, oltre a quelli guadagnati nuovamente sul campo. Il calendario dice Inter: Palermo e Pescara prima della Juventus, Empoli e Bologna (avversario anche martedì in TIM Cup, da vincere) dopo, per rincorrere un terzo posto fino a poco tempo fa insperato.