Inter-Bologna: Spalletti “vede” il cambiamento, mossa Karamoh

Articolo di
11 febbraio 2018, 19:41
Karamoh

Finalmente l’Inter torna alla vittoria dopo oltre due mesi e lo fa in casa contro il Bologna: il 2-1 porta le firme di due riserve come Eder e Karamoh, quest’oggi promossi titolari a causa dell’infortunio di Icardi e della bocciatura di Candreva. I tre punti odierni riportano l’Inter al terzo posto, ma le notizie positive per Spalletti arrivano soprattutto dalle novità in rosa

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare il Bologna: Handanovic; Cancelo, Skriniar, Miranda, D’Ambrosio; Vecino, Borja Valero; Karamoh, Brozovic, Perisic; Eder.

IBFU

MODULO – L’Inter torna al 4-2-3-1 cambiando le corsie laterali, in particolare quella destra: Spalletti lancia la fresca coppia Cancelo-Karamoh a destra, mentre tocca a D’Ambrosio coprire le spalle a Perisic sulla sinistra. Il trequartista a esclusione è Brozovic, dal momento che Rafinha non ha ancora i novanta minuti nelle gambe.

PRIMO TEMPO – Neanche il tempo di organizzarsi e l’Inter al 2′ trova subito il modo per andare in vantaggio grazie al gol di Eder, ma gran merito va dato a Karamoh, che ispira il filtrante che porta Brozovic a trovare il cross perfetto dalla destra su cui Eder si fionda come un rapace. Il sistema di gioco dell’Inter è dinamico infatti, dal 4-2-3-1 iniziale diventa 4-3-1-2 in fase di non possesso con Karamoh più accentrato al fianco di Eder con alle spalle Brozovic – che ha il compito di pressare il portatore di palla avversario dalla difesa -, mentre ad arretrare da mezzala sinistra è Perisic. Al 25′ un clamoroso svarione di Miranda, che svirgola un campanile lanciando Palacio, permette al Bologna di pareggiare, dato che l’argentino è freddo nel trafiggere Handanovic: gol di Palacio, gol dell’ex. La prestazione dell’Inter va in calando rispetto all’inizio ed è tutto il quartetto di centrocampo a non brillare: Borja Valero lento e macchinoso da vertice basso e Brozovic gira a vuoto da vertice alto, mentre Vecino non azzecca né una giocata né un movimento da mezzala e Perisic, paradossalmente, fa meglio in fase di ripiego difensivo che in fase di spinta offensiva. Il primo tempo termina 1-1: Inter in vantaggio alla prima occasione e punita al primo errore, tanto per cambiare…

SECONDO TEMPO – La ripresa per l’Inter si apre con il primo cambio forzato nell’intervallo: fuori Miranda, dentro Lisandro Lopez. L’argentino si piazza sul centro-destra facendo scalare Skriniar sul centro-sinistra. Al 48′ traversa di D’Ambrosio sugli sviluppi di un calcio d’angolo, successivamente traversa di Skriniar, che ribatte colpendo lo stesso legno a porta vuota. L’Inter attacca solo da destra sfruttando la velocità di Cancelo e Karamoh oltre alle sovrapposizioni di Eder, ma ciò permette al Bologna di non preoccuparsi della coppia D’Ambrosio-Perisic a sinistra. Al 58′ secondo cambio per Spalletti: fuori Brozovic, dentro Rafinha. Il brasiliano si piazza sulla trequarti a tutto campo. Al 63′ Karamoh s’inventa un gol capolavoro concludendo in porta dalla distanza con un mancino potente e preciso dopo un dribbling nello stretto, da segnalare l’uno-due con Rafinha. Al 68′ il Bologna rimane in dieci per l’espulsione di Mbaye, che – già ammonito – entra in tackle su Rafinha. Al 73′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Karamoh, dentro Gagliardini. L’italiano si schiera sul centro-sinistra nel 4-2-3-1 finale con Rafinha ala destra e Borja Valero trequartista. Da segnalare il dolore alla spalla percepito da Perisic, che gioca a mezzo servizio fino alla fine. Nonostante il vantaggio nel punteggio e nell’uomo in più, l’Inter gestisce malissimo la palla e, non riuscendo a trovare la rete della tranquillità, rischia anche di subire il pareggio in contropiede. Al 94′ il Bologna rimane in nove: espulso anche Masina, direttamente, dopo la consultazione del VAR per un intervento killer sulla gamba di Lisandro Lopez. Il secondo tempo termina 2-1: l’Inter torna alla vittoria, meritatamente!

PROTAGONISTA – Facilissimo, anzi scontato visto il gol decisivo: Karamoh. L’ala francese spacca la partita e lo fa scendendo in campo dal primo minuto: propizia il primo gol fornendo la palla che Brozovic trasforma in assist per Eder, poi crea il presupposto per tentare il bolide dalla distanza trovando con classe la prima (pesante) rete in maglia nerazzurra. Corre, si muove su tutto il fronte offensivo, certo difensivamente non dà l’apporto richiesto, ma con che coraggio glielo si può chiedere alla prima vera occasione stagionale? Per ora basta vedere che salta l’uomo e sa essere decisivo sfruttando le migliori qualità, poi ci sarà tempo per crescere a 360°. Talentuoso.

COMMENTO – Cambiare si può. Giocare senza Candreva si può. Lanciare Karamoh si può. Giocare senza mettere Cancelo fuori ruolo per favorire D’Ambrosio si può. Vincere si può. Spalletti non ha osato, ha semplicemente fatto quello che doveva fare già molto tempo fa: dare fiducia ai migliori talenti in rosa, anche se acerbi. Cancelo-Karamoh a destra dall’inizio, Rafinha in mezzo a partita in corso. La verità sta tutta qui: la nuova Inter può funzionare al posto di quella ormai vecchia e stereotipata. Spalletti deve continuare a dare fiducia ai giovani, magari riproponendo nelle prossime uscite anche Dalbert (D’Ambrosio sciagurato, a sinistra più del solito), senza dimenticare che presto tornerà Icardi e potrebbe verificarsi un ulteriore cambio di modulo, che sia la difesa a tre o semplicemente l’attacco a due. La qualificazione in Champions League passa da qui: dalla freschezza di Karamoh, dalla voglia di rivalsa di Rafinha, dal talento di Cancelo, dalla carica di Skriniar e dalla leadership di Icardi (si spera…). Sicuramente non da Brozovic, che insiste nel “remare contro” con atteggiamenti da giocatore estraneo alla squadra e disinteresse dall’obiettivo stagionale. Il terzo posto non è per nulla al sicuro, neppure il quarto considerando la forza della Roma e la possibile ripresa della Lazio: Spalletti, spazio alle novità.







ALTRE NOTIZIE