Inter-Bologna: KO-ndogbia per 28′, Gnoukouri fa il Joao Mario

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25 settembre 2016, 22:37
Kondogbia Gnoukouri

Si ferma a tre la striscia di vittorie dell’Inter, che non va oltre l’1-1 in rimonta contro il Bologna: partita double face per la squadra di de Boer, che inizia sottotono nel primo terzo di gara e poi domina gli ultimi due, pur non riuscendo a trovare la rete dei tre punti. Decisiva la sostituzione lampo di de Boer, che ha inserito Gnoukouri al posto di Kondogbia al 28′

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da de Boer per affrontare il Bologna: Handanovic; Santon, Ranocchia, Miranda, Miangue; Kondogbia, Medel; Candreva, Banega, Perisic; Icardi.

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MODULO – Il doppio pesante forfait a pochi minuti dall’inizio costringe l’Inter a rivedere qualcosa a livello tattico, confermando però il 4-2-3-1 su cui si è lavorato negli ultimi giorni. Torna Banega come perno centrale tra centrocampo e attacco, andando dunque a fare le veci di Joao Mario, ma la principale novità riguarda Ranocchia in difesa al posto di Murillo: in questo caso Miranda è costretto ad agire sul centro-sinistra, posizione in cui in passato ha sofferto un po’. Confermato, infine, lo spostamento di Santon a destra per lanciare Miangue a sinistra

PRIMO TEMPO – Il primo dettaglio tattico che si può notare è la scelta di de Boer di utilizzare Kondogbia sul centro-destra, zolla del campo in cui è richiesta minore attenzione difensiva grazie al supporto di Santon e Candreva. Infatti sul centro-sinistra agisce Medel con il compito di aiutare il debuttante Miangue e coprire Perisic, più propenso a rimanere sulla trequarti anziché rientrare. Nonostante questo “aiuto” da parte di de Boer, la prova di Kondogbia è pessima fin dai primi tocchi. Al 14′ il Bologna va in vantaggio con Destro dopo una palla persa proprio da Kondogbia: la difesa dell’Inter viene presa in controtempo per via centrale, ma anche Handanovic ha le sue colpe. Inter senza ordine, faticano tutti i reparti. Al 28′ primo cambio per l’Inter: fuori Kondogbia, dentro Gnoukouri. Non cambia nulla a livello tattico. Con l’ivoriano in mezzo, però, cambia musica: la palla ora gira in maniera naturale e lo schema di gioco preferito prevede il lancio di Candreva sulla fascia destra in cerca del cross giusto. Al 37′ l’Inter pareggia: gol pazzesco di Perisic, che colpisce al volo di sinistro su cambio di gioco dello stesso Candreva. L’ingresso di Gnoukouri ha messo ordine in mezzo e qualità nella manovra, che si sviluppa principalmente sulle fasce, dove sopratutto Candreva sembra inarrestabile. Il primo tempo termina con il risultato di 1-1: Inter malissimo per oltre metà tempo, poi dominio totale.

SECONDO TEMPO – Nella ripresa l’Inter scende in campo senza ulteriori variazioni e il pressing continua, ma cala vistosamente Banega: se nel primo tempo l’argentino spesso affiancava Icardi per abbassare ulteriormente la difesa del Bologna, nella ripresa Banega si limita a gestire i palloni che gli arrivano, senza trovare gli spazi giusti. Al 65′ secondo cambio per l’Inter: fuori Banega, dentro Eder. Confermato il 4-2-3-1, l’italo-brasiliano si piazza alle spalle di Icardi. La manovra offensiva dell’Inter ora è molto più confusa. Al 73′ terzo e ultimo cambio per de Boer: fuori Candreva, dentro “Gabigol” Barbosa. Il talento brasiliano inizia largo a destra sulla trequarti (come da immagine sotto allegata, ndr), ma pur di farsi dare palla arretra fino alla linea mediana, permettendo a Eder di agire come ala destra anziché fare densità in area insieme a Icardi. L’ordine ritrovato con Gnoukouri viene perso nel finale, dove si cerca il gol vittoria all’arrembaggio: non arriva. La partita termina 1-1: un punto che sta stretto per quanto visto, ma figlio di assenza pesantissime.

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PROTAGONISTA – La mossa che ha fatto discutere (al pari – se non addirittura in maniera maggiore – della tripla sostituzione contemporanea) è la stessa che ha stravolto positivamente la gara e l’Inter, che dal 28′ del primo tempo ha modificato l’inerzia della partita grazie a un’unica novità: Gnoukouri. L’ingresso del classe ’96 ivoriano al posto di Kondogbia ha ridato ordine al centrocampo dell’Inter, migliorando la gestione della palla per vie centrali ed esaltando contemporaneamente il lavoro degli esterni. Tutti i palloni sono passati dai piedi di Gnoukouri e praticamente tutti sono stati giocati con sapienza: cose semplici, pochi tocchi e tanta sostanza proprio come richiesto da de Boer. L’attuale bocciatura di Kondogbia – dopo quella di Brozovic – sarà meno traumatica con un Gnoukouri in grande spolvero: adesso servono conferme, però.

COMMENTO – Vincere giocando senza Murillo e sopratutto Joao Mario sarebbe stato un capolavoro, farlo con Ranocchia e Kondogbia (questo Kondogbia…) sarebbe stato eccessivo. Ma se Kondogbia fallisce clamorosamente l’occasione datagli da de Boer, Ranocchia, dopo un inizio negativo, risulta tra i migliori in campo: preciso in tutte le chiusure difensive, al 95′ ha anche l’occasione di segnare il 2-1 di testa, ma impatta la palla con poca coordinazione e convinzione. De Boer è capace di rendere Ranocchia un centrale affidabile? Troppo presto per dirlo, vedremo. Intanto una riflessione su Gnoukouri: al classe ’96 ivoriano non è stato chiesto di “fare il Joao Mario“, eppure il modo con cui approccia alla partita ricorda quello del centrocampista portoghese. Sarà che Banega ha fatto meno del previsto, mettendo così in luce Gnoukouri, ma la prova dell’ivoriano fa ben sperare per il futuro: un centrocampista simile può fare solo comodo alla filosofia di de Boer. Il pareggio casalingo contro questo Bologna (tutt’altro che una corazzata, difesa piuttosto imbarazzante) può essere visto come due punti persi o come un guadagnato in rimonta: è un discorso che interessa poco, il problema è che l’Inter rischia di essere già diventata JM-dipendente. E non parlo tanto di Jeison Murillo: solo Joao Mario può innalzare – da solo – il livello, comunque medio-alto, di questa Inter.

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.