Inter-Benevento: tutto male tranne 2 gol, 3 punti e Cancelo

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25 febbraio 2018, 02:44
Skriniar Ranocchia

L’Inter “vendica” il 2-0 di Genova con lo stesso risultato casalingo ai danni del Benevento: Skriniar e Ranocchia nel giro di tre minuti regalano altrettanti punti all’Inter, che torna momentaneamente al terzo posto in classifica. Sono solo questi gli aspetti positivi della serata, dal momento che la prestazione offerta rasenta il ridicolo. Positivo il solito Cancelo

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare il Benevento: Handanovic; Cancelo, Skriniar, Ranocchia, D’Ambrosio; Vecino, Gagliardini; Candreva, Rafinha, Perisic; Eder.

MODULO – Come ampiamente previsto e prevedibile l’Inter scende in campo con il 4-2-3-1, unico sistema di gioco che può promuovere la spinta sulle fasce dell ali prescelte e soprattutto la presenza dal primo minuto di un Rafinha ancora non del tutto pronto atleticamente per uno sforzo simile: meno compiti tattici in ripiego difensivo, più libertà di inventare nel cuore della trequarti.

PRIMO TEMPO – La prima novità interessante rispetto all’ultimo schieramento è il ritorno di Skriniar sul centro-destra, posizione abituale in coppia con Miranda, ma sempre ceduta a Ranocchia, che stavolta agisce sul centro-sinistra: probabilmente l’idea di Spalletti è quella di sfruttare pienamente le qualità del centrale slovacco sia in marcatura sia soprattutto in impostazione. L’inizio dell’Inter è sottotono: malissimo nel giro palla, ancora peggio quando vanno al cross Candreva e D’Ambrosio, molto meglio se a farlo è Cancelo. Il Benevento fa la partita e l’Inter subisce, girando intorno senza trovare il modo di imporre il proprio gioco. La linea mediana è completamente persa (male Vecino, malissimo Gagliardini), ma sulla trequarti le cose non vanno meglio: Rafinha è spesso fuori dal gioco e non ha spunti illuminanti, anche perché Eder è ovunque fuorché in area di rigore e Perisic inesistente. Il primo tempo termina 0-0: prestazione ridicola dell’Inter, molto bene il Benevento.

SECONDO TEMPO – Nella ripresa l’Inter scende in campo con lo stesso undici e lo stesso approccio, creando ulteriore malcontento: non c’è niente che vada bene, forse cambiare sarebbe la scelta più sensata. L’unico schema provato e tentato invano è quello del lancio lungo che dalla difesa prova a by-passare il centrocampo per arrivare in attacco, ma il risultato è quasi sempre il fuorigioco. Un tiro di Vecino dopo una decina di minuti accende l’Inter, fino a quel momento in bambola. Al 65′ primo cambio per l’Inter: fuori Rafinha, dentro Karamoh. Il francese si piazza largo a destra con Candreva che si accentra, sempre sulla trequarti. Al 66′ l’Inter va in vantaggio grazie al gol di Skriniar, che si fionda su una palla in area e di testa piega le mani a Puggioni sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Cancelo. Al 69′ l’Inter raddoppia immediatamente con il gol di Ranocchia, bravissimo a tuffarsi di testa su punizione calciata da Cancelo. Il doppio vantaggio da fiducia all’Inter, che può gestire palla e risultato. Al 81′ il Benevento rimane in dieci per l’espulsione di Viola (doppio giallo), autore di un fallo su Eder. Successivamente arriva il secondo cambio per Spalletti: fuori Perisic, dentro Brozovic. Il numero 77 croato agisce in mezzo, di conseguenza Candreva si sposta a sinistra. Nell’ultimo quarto d’ora non esistono imbrigliature tattiche: Candreva si abbassa spesso sulla linea mediana, da dove fa partire qualche lancio in direzione Eder, mentre Brozovic si muove su tutto il fronte offensivo sfruttando la maggiore freschezza fisica. Il secondo tempo termina 2-0: Inter finalmente cinica e vincente.

PROTAGONISTA – Quando vinci con due gol dei centrali difensivi e contemporaneamente tutti gli altri giocatori in campo fanno male, bisogna premiare chi ha permesso tutto ciò: Cancelo. Eh sì, perché il portoghese prima batte l’angolo da cui nasce il gol di Skriniar e poi la punizione impattata da Ranocchia per la sua rete. Riassumendo in maniera molto spicciola: due calci da fermo che valgono come due “assist”. Per quanto riguarda la prestazione di Cancelo in sé, bisogna esaltare i cross ben messi in mezzo (l’unico a farlo) e la solita corsa generosa. Riscattarlo dal Valencia richiederà uno sforzo economico non indifferente, ma ne vale la pena. Ossigeno.

COMMENTO – Senza girarci troppo intorno, l’Inter gioca il peggior primo tempo dell’anno. Sicuramente della stagione. Del post-2010. Probabilmente della sua storia. Per oltre un’ora non vede palla e trova il vantaggio quando sembrava poter affondare sotto i colpi dell’ottimo Benevento. Un gol liberatorio quello di Skriniar, ancora di più quello – bellissimo – di Ranocchia: i due gol vanno salvati all’interno di una prestazione oscena, anche perché proprio i due centrali difensivi sono quelli più brillanti. E se la coppia Skriniar-Ranocchia è protagonista di una partita d’impegno e orgoglio, culminata con una “doppietta difensiva”, lo stesso non può dirsi per le altre coppie: Vecino-Gagliardini da censurare e Candreva-Perisic terribili come non mai, così come D’Ambrosio ed Eder. Oltre ai marcatori, dunque, si salva solo l’assist-man Cancelo, rimandando alla prossima da titolare il giudizio su Rafinha. Quest’Inter resta poca roba e si sa, ma la rosa resterà questa fino a fine stagione: interessano solo i tre punti, che per fortuna sono arrivati. Non si tratta di tre punti meritati in campo, ma fanno classifica e va bene così (nonostante un paio di dubbi episodi arbitrali per parte da rivedere). La stagione è sempre più corta eppure per l’Inter rischia di diventare lunghissima: il calendario inizia a diventare complicato, la prossima è il derby, servirà la migliore peggiore Inter per non fallire l’appuntamento.






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