Inter-Atalanta: D’Ambrosio impressiona, Icardi(testa). Male in mezzo

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20 novembre 2017, 02:41
Spalletti D'Ambrosio Inter-Milan

L’Inter torna alla vittoria casalinga dopo il pareggio pre-sosta contro il Torino: nel 2-0 sull’Atalanta è decisivo il solito Icardi, autore di una doppietta, ma entrambi i gol sono frutto di azioni nate e sviluppatesi sulla fascia destra, dove D’Ambrosio ha dato letteralmente spettacolo

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare l’Atalanta: Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Miranda, Santon; Vecino, Gagliardini; Candreva, Borja Valero, Perisic; Icardi.

IAFU

MODULO – Dopo cinque partite giocate con lo stesso undici, Spalletti cambia un solo nome alla sua Inter: confermato il 4-2-3-1, a sinistra in difesa c’è Santon, che prende il posto di Nagatomo. L’idea è quella di sfruttare la fisicità sia sulla catena laterale destra con la coppia D’Ambrosio-Candreva sia a sinistra con Nagatomo-Perisic.

PRIMO TEMPO – L’Inter fa la partita allargando il gioco sulle fasce, costringendo l’Atalanta a difendersi con una linea a cinque anziché a tre, ma gli attacchi – prevalentemente da destra – non vanno a buon fine per mancanza di precisione al tiro e/o alla conclusione. La disposizione in campo e l’approccio tattico dell’Atalanta non facilita la manovra dell’Inter per vie centrali, dov’è sempre raddoppiata costantemente: la coppia Vecino-Gagliardini soffre più del solito, mentre Borja Valero è costretto a giocare a tutto campo, facendo vedere ottime cose in entrambe le fasi di gioco. Infatti proprio le giocate in verticale di Borja Valero rientrano nelle cose da salvare della prima frazione, anche perché stavolta è davvero l’unico ad abbinare dinamismo e impostazione tra quelli in campo. Il primo tempo termina 0-0: molta fatica per l’Inter, ma nessun pericolo.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza modifiche tattiche, ma con la stessa spinta dell’Inter alla ricerca del gol. Al 51′ la punizione di Candreva dalla destra diventa un assist per il gol di Icardi di testa. Al 60′ la scena si ripete con D’Ambrosio al cross e Icardi in area per la personale doppietta di testa. Al 72′ primo cambio per l’Inter: fuori Candreva, dentro Brozovic. Il croato va a fare l’ala destra, ma con il solito atteggiamento poco incline al sacrificio. L’Inter inizia a gestire il risultato, senza strafare. Al 83′ secondo cambio per Spalletti: fuori Borja Valero, dentro Joao Mario. Staffetta sulla trequarti per i due, ma anche in questo caso non si segnala un brillante contributo, anzi l’Inter di conseguenza smette di cercare la giocata in verticale in favore di una manovra più macchinosa da allargare orizzontalmente. L’Atalanta ormai molla e l’Inter assapora i tre punti. Al 89′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Icardi, dentro Eder. Altra staffetta, stavolta in area di rigore (come da immagine sotto allegata, ndr). Il secondo tempo termina 2-0: una grande Inter colpisce l’Atalanta e gestisce il doppio vantaggio.

IAST

PROTAGONISTA – Sarebbe facile – e forse anche giusto – dire Icardi per la doppietta, ma quella non è più una novità, la vera sorpresa arriva dalla fascia destra difensiva: D’Ambrosio. La prestazione del terzino italiano si può riassumere in alcune pillole: prima si guadagna furbescamente la punizione da cui genera l’1-0, che vale quindi come mezzo assist; poi s’inventa un’azione straripante in cui recupera palla, evita che vada fuori e arriva sul fondo, sterzando per crossare di sinistro per la testa vincente di Icardi in occasione del 2-0, ovvero assist pieno; infine vuole strafare alla ricerca del gol personale, ma senza far mancare solidità in fase difensiva, attento. Se questo è il vero D’Ambrosio non possiamo saperlo, una cosa però è chiara: attualmente non ci sono esterni bassi più concreti del numero 33 nerazzurro per la maglia titolare della Nazionale Italiana, la doppia tribuna regalatagli dall’ex CT Ventura fa ancora male. Prestazione importante, ma senza ricamarci sopra in attesa di conferme. Sorprendente.

COMMENTO – Squadra che vince non si cambia. E infatti l’Inter contro il Torino non ha vinto, per questo Spalletti ha cambiato: fuori Nagatomo, riecco Santon. Su Santon si potrebbe dire tutto e il contrario di tutto, mi limito a questo: il Santon visto contro l’Atalanta sembra ancora un giocatore valido, quindi recuperabile. Alt: nessuna illusione, solo una costatazione per chi si aspettava una prestazione drammatica, che non c’è stata. Normale amministrazione, qualche buon intervento, poche sbavature e, soprattutto, nessun danno. Su Icardi che dire? La sua doppietta non è sorprendente come la prestazione di D’Ambrosio o la titolarità di Santon, ormai fa parte della routine. Anche se la doppietta di testa è una novità, quella sì. Icardi è un centravanti straordinario e questo deve far riflettere: pur facendo finalmente gioco, l’Inter continua a vincere grazie ai suoi gol. Se mancano i gol di Icardi, è più facile che la partita finisca 0-0 anziché con un altro risultato, positivo o negativo che sia. Perché anche la difesa funziona, dato che Miranda si è mostrato ad altissimi livelli come non succedeva da tempo, affiancando il sempre eccellente Skriniar. Questa è l’Inter di oggi, un’Inter che fa benissimo in area di rigore – sia quella sua sia quella avversaria -, ma ha ancora alti e bassi nella zona nevralgica del campo (Vecino e Gagliardini da rivedere, ma ci può stare dopo la sosta) e gli esterni brillano a targhe alterne (Candreva e Perisic troppo distanti da Icardi). Gennaio si avvicina, il mercato pure: si deve investire in più ruolo, ma prima bisogna continuare a inanellare vittorie in campionato fino a dicembre. Secondo posto recuperato, ora serve un’altra accelerata per stare più tranquilli in vista dei prossimi scontri diretti.