Fiorentina-Inter: Pioli assiste al crollo totale senza intervenire

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23 aprile 2017, 02:41
Pioli

Dopo i due punti persi al 97′ nel derby, l’Inter a Firenze – se possibile – riesce a fare peggio: sotto 1-0, ribalta la partita nel primo tempo, poi crolla nella ripresa andando sul 5-2 e nei minuti finali agguanta il 5-4, che serve solo a illudere e far aumentare il fastidio per gli ennesimi tre punti buttati al vento. Pioli ha sicuramente colpe per avere più in pungo la squadra,
ma il crollo mentale dei giocatori è altrettanto ingiustificato

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Pioli per affrontare la Fiorentina: Handanovic; D’Ambrosio, Medel, Miranda, Nagatomo; Gagliardini, Kondogbia; Candreva, Joao Mario, Perisic; Icardi.

FIPF

MODULO – Non modifica il 4-2-3-1 visto a San Siro contro il Milan, ma l’Inter di Firenze non può limitarsi ad attaccare sulle fasce e sperare nell’invenzione di Joao Mario in mezzo dato che la Fiorentina fa della velocità e della fitta rete di passaggi il suo punto forte, dunque va limitata sia sulle corsie laterali effettuando la doppia fase sia in mezzo facendo densità. Riflettori puntati su tutti gli esterni e sulla coppia in mediana.

PRIMO TEMPO – Ritmi molto blandi per lunghi tratti della prima frazione, l’Inter fatica a costruire un’azione corale, mentre la Fiorentina gioca in contropiede con più ordine. L’Inter soffre proprio la qualità della Fiorentina, veloce a giocare palla a terra allargandosi immediatamente sulle fasce. Joao Mario fatica a trovare una posizione indicativa in campo, essendo spesso troppo schiacciato sulla mediana senza fare pressione o defilato sulle corsie laterali. Al 23′ Vecino dimenticato in area segna su assist dalla sinistra del solitario Milic, ma l’azione inizia in mezzo al campo dove l’Inter non crea filtro e si sviluppa sulla fascia dove viene bucata la marcatura, Medel e la catena D’Ambrosio-Candreva i principali colpevoli. Fin dall’inizio è pessima la marcatura dell’Inter su Borja Valero, liberissimo di avanzare palla al piede senza trovare Gagliardini e Medel in opposizione. Al 28′ l’Inter crea la sua prima vera azione della partita e così arriva il pareggio di Perisic, che appoggia a porta sguarnita su assist di Candreva dalla destra, ma è interessante il passaggio di Kondogbia che dà via alla triangolazione tra le due ali. L’Inter trova fiducia e continua ad attaccare, infatti al 34′ Icardi raddoppia da vero bomber dopo aver ricevuto un filtrante da Joao Mario, resistito al contrasto di Sanchez e bruciato Tatarusanu in diagonale. Inter ora più sicura di sé e piuttosto compatta in tutti i reparti, perfino Icardi si fa vedere in difesa a spazzare come un terzino. Il primo tempo termina 1-2: Inter male nei primi minuti, cresce dopo il pareggio.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza cambiamenti in squadra, ma al 51′ l’Inter corre il primo rischio: D’Ambrosio trattiene leggermente Babacar dopo un rilancio tragicomico di Nagatomo, l’arbitro Valeri assegna il rigore (generoso), ma per fortuna Handanovic para il rigoraccio di Bernardeschi, a cui non riesce il cucchiaio. L’errore non demoralizza i viola, che continuano ad attaccare a pieno organico costringendo l’Inter sulla difensiva. Al 62′ Astori pareggia svettando di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ancora una volta marcatura inesistente, pecca ancora Gagliardini in ritardo. L’Inter non fa in tempo a riordinarsi in campo che al 64′ Vecino avanza indisturbato e punisce Handanovic da fuori area, incredibile la falla creatasi in mezzo al campo. Nonostante il vantaggio viola nel giro di due minuti, Pioli non modifica assetto all’Inter, che soffre sia al centro sia sulle fasce. Infatti al 70′ Babacar lanciato in contropiede porta a spasso Medel, che arretra con la punta viola anziché affrontarlo, e piazza la palla nell’angolino basso alla sinistra di Handanovic. L’Inter crolla a picco. Al 73′ primo cambio per l’Inter: fuori Nagatomo, dentro Eder. L’italo-brasiliano affianca Joao Mario sul centro-sinistra della trequarti, permettendo il passaggio al 3-4-2-1 con D’Ambrosio terzo di destra e il duo Candreva-Perisic a tutta fascia. Al 75′ secondo cambio per Pioli: fuori Kondogbia, dentro Brozovic. Il croato si piazza alla destra di Eder facendo retrocedere Joao Mario davanti alla difesa, precisamente alla sinistra di Gagliardini (come da immagine sotto allegata, ndr). Al 79′ Babacar in leggero fuorigioco umilia D’Ambrosio-Medel in completo ritardo sulla marcatura e segna la sua personale doppietta. I cinque gol subiti portano i nerazzurri a giocare in maniera sempre più disordinata e frenetica, ma il blackout mentale è letale. Al 88′ Icardi si inventa un gol girando su se stesso su suggerimento di Perisic dalla sinistra, palo-rete per lui. Al 91′ sempre Icardi svetta di testa su angolo battuto da Candreva e fa tripletta, dimostrandosi l’unico a crederci. Nel finale perfino Handanovic prova l’arrembaggio in area sui calci piazzati, ma il pareggio non arriva. Il secondo tempo termina 5-4: ribaltone clamoroso della Fiorentina, Inter allarmante.

FIST

PROTAGONISTA – Sconfitta pesante da digerire e analizzare, sta di fatto che il secondo tempo praticamente non giocato condiziona ogni tipo di valutazione e sono in pochissimi a salvarsi, sicuramente non chi ha giocato male entrambe le frazioni: Gagliardini. Il classe ’94 appare in difficoltà fin da subito, non riuscendo mai a contrastare Borja Valero, centrocampista dotato di grande intelligenza tattica e spiccate qualità tecniche, tutte pagate da Gagliardini nel confronto diretto. Colpevole praticamente in tutti i gol a causa del mancato filtro in mezzo al campo, nei primi tre è completamente assente ingiustificato in fase difensiva. Una prestazione che stona parecchio con le prime e, nonostante un calo giustificabile, preoccupa un po’ questo approccio meno “intelligente” alla partita dell’ex centrocampista dell’Atalanta: qual è il vero Gagliardini? L’Inter ha bisogno del brillante centrocampista completo e concreto delle prime settimane nerazzurre, non della brutta copia inconcludente e a tratti dannosa. Sveglia!

COMMENTO – Partendo dal presupposto che una sconfitta simile non ammette giustificazioni, quindi il futuro di Pioli dovrebbe essere segnato – con l’addio – anche senza ricercare i perché dell’ennesima prestazione shockante dell’Inter, resta inspiegabile il doppio volto dell’Inter. Nel primo tempo reagisce immediatamente al gol subìto dopo un inizio sottotono, nella ripresa affonda minuto dopo minuto regalando alla Fiorentina ogni gioia nella metà campo nerazzurra. Crollo mentale e fisico. Mentale e tattico. Mentale e tecnico. Il crollo mentale è troppo evidente, questa Inter è troppo debole a livello psicologico, ma c’è di più. Perché i giocatori decidono quando giocare e quando non farlo, dunque sono artefici del proprio destino… europeo. Nel primo tempo l’Inter dà l’impressione di voler tornare (almeno) in Europa League come chiesto dalla proprietà, nella ripresa tornano i fantasmi che vedrebbero Handanovic&Co. boicottare perfino il sesto posto pur di non avere il “fastidio” di dover giocare la seconda coppa europea. Insomma, qualcosa non va e l’Inter si rende ridicola in campo. E Pioli cosa fa? Anzi, Pioli cosa non fa? Praticamente nulla. L’assetto dell’Inter rimane invariato fino al quarto gol della Fiorentina, l’approccio è sbagliato dall’inizio alla fine e il doppio cambio effettuato in due minuti è sinonimo di caos totale: prima mette Eder arretrando Candreva-Perisic a centrocampo, poi inserisce Brozovic e forma la coppia Brozovic-Eder alle spalle di Icardi costringendo Joao Mario a giocare davanti alla difesa, infine è costretto a chiedere a tutti i suoi giocatori di lanciarsi in avanti alla ricerca dei gol, così Candreva-Brozovic e Perisic-Eder fanno ancora più confusione e Icardi deve risolvere da solo le faccende sotto porta. In tutto ciò, resta inutilizzata la terza sostituzione: ovviamente anche stavolta l’acerbo “Gabigol” Barbosa non avrebbe potuto aiutare l’Inter apportando un po’ di velocità, tecnica e soprattutto fame negli ultimi metri… Ma questo è solo un pensiero che lascia il tempo che trova. Tempo che non trova più Pioli, perché è ormai finito: il crollo dell’Inter è totale e lui assiste passivamente, in modo rinunciatario, gli manca solo una bandiera bianca da alzare e sventolare… Europa League ormai buttata al vento e la prossima giornata offre Inter-Napoli: stavolta è finita davvero, Pioli. Neanche una reazione di orgoglio potrebbe salvare questa Inter dall’ennesima umiliazione stagionale.