Fiorentina-Inter: centrocampo nullo, male tutti. Tanti Joao Mario

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6 gennaio 2018, 01:07
Borja Valero João Mário

Un altro pareggio per l’Inter, che non sa più vincere: a Firenze termina 1-1 in séguito al pareggio di Simeone in pieno recupero dopo il vantaggio di Icardi a inizio ripresa, ma si tratta di un punto piuttosto stretto per la Fiorentina, che fa la partita e avrebbe meritato sicuramente di più. Malissimo l’Inter, che non riesce a trovare mai la giocata giusta

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare la Fiorentina: Handanovic; Cancelo, Ranocchia, Skriniar, Santon; Vecino, Gagliardini; Joao Mario, Borja Valero, Perisic; Icardi.

FIFU

MODULO – Novità importante per l’Inter di Spalletti, che conferma il 4-2-3-1 cambiandone però la filosofia di gioco: alto a destra gioca non c’è Candreva bensì Joao Mario, che ha caratteristiche diverse dall’esterno italiano. Non si punta sulla corsa, ma sui movimenti verso il centro per creare maggiore scompiglio in mezzo.

PRIMO TEMPO – L’Inter attacca da destra con il solo Cancelo, sùbito pimpante nel dribbling e al cross, mentre Joao Mario è perlopiù accentrato. Con Borja Valero basso, la disposizione tattica dell’Inter somiglia più a un 4-3-3 specchiato a quello della Fiorentina, che ha il dominio del centrocampo grazie al pressing asfissiante sui mediani nerazzurri. L’Inter fatica ad andare al tiro e subisce malamente il contropiede della Fiorentina, che sfrutta sempre l’uomo in più derivato dalla pessima copertura dell’Inter in fase ripiego. Spalletti prova a invertire gli esterni alti per provare a cambiare marcia: Joao Mario va a sinistra, Perisic a destra. La Fiorentina fa la partita, ma in zona gol è imprecisa. Da segnalare il nulla cosmico della mediana nerazzurra, che non fa filtro: tutti i problemi nascono da qui. Il primo tempo termina 0-0: brutta Inter, poca Fiorentina.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza modifiche, ma pian piano la Fiorentina inizia a aumentare il ritmo. Al 55′ l’Inter va inaspettatamente in vantaggio grazie al gol di Icardi: colpo di testa su punizione di Cancelo, respinta di Sportiello sui piedi e palla ribattuta in rete. Al 65′ primo cambio per l’Inter: fuori Joao Mario, dentro Dalbert. Il brasiliano prende posizione da terzino sinistro, così Santon scala a destra e Cancelo si alza a mo’ di ala. Aumenta la stanchezza, aumenta la sofferenza dell’Inter. Al 75′ secondo cambio (forzato) per Spalletti: fuori Ranocchia, dentro Nagatomo. Il giapponese gioca da terzino destro con Santon centrale in coppia con Skriniar. Al 82′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Cancelo, dentro Candreva. L’italiano agisce da ala destra nel 4-2-3-1 finale (come da immagine sotto allegata, ndr). Sofferenza clamorosa dell’Inter nel finale che culmina con il pareggio della Fiorentina con Simeone al 91′: dormita collettiva della difesa nerazzurra, punita dall’argentino nell’area piccola. Il secondo tempo termina 1-1: bruttissima Inter, molta Fiorentina.

FIST

PROTAGONISTA – Un’altra brutta prova per l’Inter, che stavolta non azzecca proprio nulla, così come il suo giocatore più atteso: Joao Mario. Il portoghese non è il peggiore in assoluto, dato che gioca una partitaccia al pari di molti dei suoi compagni (il migliore è ancora il connazionale Cancelo) e c’è addirittura chi fa peggio (Perisic?), ma da lui ci si aspettava una marcia in più sia a livello tecnico sia tattico: da ala non crea pericoli e sulla trequarti non fa la differenza, anzi sbagliando alcuni appoggi e rifiutandosi di fare la doppia fase sono più i guai causati che altro. Prestazione terribile a dir poco, difficile trovare alibi. Non è il caso di pensare male, ma in alcune situazioni sembra quasi che Joao Mario stia remando contro per dare un ulteriore motivo all’Inter di cederlo a gennaio: sarà veramente così? Deludente.

COMMENTO – La pessima prestazione dell’Inter non è figlia delle giocate di Joao Mario, che è solo l’anello più debole – psicologicamente parlando – di una squadra che non va. Spalletti è costretto a chiudersi in difesa per difendere il vantaggio, ma quando di presenti con tre terzini di riserva (Cancelo e Dalbert larghi, Santon reinventato centrale) non puoi chiedere altri straordinari al pur ottimo Skriniar. E lo stesso si può dire in attacco, dove se non segna Icardi ci sono solo fantasmi: Perisic non tocca palla, Candreva entra e sbaglia l’impossibile (a porta vuota), Eder guarda la partita alla panchina. Tutti male, ma i centrocampisti di più: la coppia Vecino-Gagliardini non riesce a completare mezza giocata utile in oltre novanta minuti. La distanza tra difesa e attacco è clamorosa perché il centrocampo è assente, totalmente. Il filtro è pari a zero, come la densità, le marcature e il pressing: i mediani dell’Inter subiscono solamente, senza reagire. Una roba mai vista di recente: non c’è fase difensiva, non c’è fase offensiva. L’Inter perde la partita a centrocampo, dove neppure il grande ex Borja Valero riesce a brillare in cabina di regia, eppure riesce a tornare da Firenze con un punto immeritato. Sarebbero stati tre senza il gol regalato a Simeone a tempo scaduto, pertanto il paradosso è ancora più spaventoso: l’Inter più brutta della stagione rischia di stappare il bottino pieno a un’ottima Fiorentina, poi forse ci ripensa… Così non si può andare avanti, Spalletti lo sa. E Spalletti non può fare altro, anche perché è irreale terminare i cambi per mettere pezze a tutte le lacune manifestate minuto dopo minuto, senza poter neppure schierare Brozovic (unico centrocampista in panchina). Urge fare mercato, di qualità: in difesa, in attacco, ma anche a centrocampo eh.