Chievo-Inter: vince l’altruismo! Sofferenza finale causata dai cambi errati

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22 aprile 2018, 20:40
Spalletti D'Ambrosio Inter-Milan

L’Inter continua a macinare punti restando a contatto ravvicinato con le romane: l’1-2 esterno in casa del Chievo permette alla squadra di Spalletti di inseguire la qualificazione in Champions sempre a una lunghezza, eppure la sofferenza finale stava per culminare con una pesante beffa. Prestazione double-face in cui spicca l’altruismo dei singoli: “vince” D’Ambrosio, “perde” Spalletti nella lettura della partita

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare il ChievoVerona: Handanovic; Cancelo, Skriniar, Miranda, D’Ambrosio; Borja Valero, Brozovic; Karamoh, Rafinha, Perisic; Icardi.

MODULO – Come fatto intender alla vigilia, Spalletti non cambia l’Inter vista nell’ultima uscita, ma nel 4-2-3-1 odierno Borja Valero trova spazio dal primo minuto davanti alla difesa al posto dell’infortunato Gagliardini. Confermato il binario destro Cancelo-Karamoh, Spalletti prepara la sfida puntando sulla tecnica: doppio regista in mezzo, Rafinha sulla trequarti.

PRIMO TEMPO – L’approccio dell’Inter alla partita appare fin da subito quello della squadra che vuole vincere, ma con poche idee e per di più confuse. Il primo brivido arriva al 12′ con il palo di Pucciarelli ad Handanovic battuto dopo una palla praticamente regalata al Chievo. Manovra lenta e disordinata con Rafinha sempre schiacciato a formare una linea a tre: sembra un 4-3-3 con Karamoh troppo largo a destra e Perisic più accentrato da sinistra, ma soprattutto con le mezzali che fanno la doppia fase in maniera poco convincente. Il primo tempo termina 0-0: poca qualità e zero cattiveria per trovare il vantaggio.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza novità tattiche e con il pedale sull’acceleratore. Al 52′ l’Inter va in vantaggio, sebbene sia necessario attendere il giudizio del VAR prima di esultare per il gol di Icardi: l’argentino a porta vuota non può sbagliare, ma è da esaltare l’assist vincente di D’Ambrosio, che ha la lucidità di servire Icardi anziché ribattere a rete dopo la respinta di Sorrentino sui suoi piedi in seguito al tiro di Brozovic dalla distanza. Dopo il vantaggio l’Inter appare più sicura: gestisce meglio la palla e va alla ricerca del secondo gol. Al 61′ arriva il raddoppio grazie al gol di Perisic, che conclude l’azione dopo l’uno-due tra Karamoh e Rafinha, superando di giustezza Sorrentino. Ancora una volta da sottolineare la giocata dell’assist-man: Rafinha superlativo in un fazzoletto. Al 67′ arriva il primo cambio: fuori Karamoh, dentro Santon. L’italiano si piazza a centrocampo largo a sinistra nel 3-4-2-1 con Perisic sul centro-destra e Rafinha sul centro-sinistra sulla trequarti. Scelta di dubbio gusto, dato che l’Inter perde qualità nella giocata e quantità nella proposta offensiva. Al 76′ secondo cambio per Spalletti: fuori Borja Valero, dentro Vecino. L’uruguayano torna in campo ed è staffetta al fianco di Brozovic. Anche in questo caso la situazione peggiora: Vecino appare ancora imballato e non regge il compito tattico affidatogli. Al 89′ terzo e ultimo cambio: fuori Perisic, dentro Candreva. Altra staffetta sulla fascia, ma neanche il tempo di organizzarsi che arriva l’1-2 del Chievo: al 90′ il gol di Stepinski, che si inserisce tra le maglie della difesa dell’Inter e anticipa Handanovic in uscita, manda in crisi le sicurezze nerazzurre. Letale la palla persa da Vecino a ridosso dell’area di rigore. Nel finale è assedio gialloblù, ma fortunatamente l’Inter regge e mantiene il risultato. Il secondo tempo termina 1-2: vittoria importante e inizio ripresa da Inter, ma la sofferenza finale non è giustificabile.

PROTAGONISTA – Se l’Inter riesce a portare a casa i tre punti è soprattutto merito di chi ha fatto in modo che una partita così chiusa si sbloccasse, ma non l’autore del gol o il VAR: D’Ambrosio. Inutili girarci intorno: l’assist del terzino nerazzurro non rientra nelle cose che ti aspetti dalla sua prestazione né da quella di altri giocatori. In quella situazione prendi palla e calci in porta, senza pensarci. Invece D’Ambrosio raccoglie palla (senza farsi trovare in fuorigioco) e serve Icardi (senza farlo andare in fuorigioco) diventando l’eroe del giorno. Una giocata talmente intelligente e tecnica da non essere nelle corde di D’Ambrosio, per questo vale di più: complimenti! Altruista.

COMMENTO – Altri tre punti importanti che tengono l’Inter incollata alla Champions in attesa di un mezzo passo falso di una delle due romane, che corrono a braccetto mantenendo il +1, sebbene la prossima partita non sia esattamente una passeggiata: a Milano arriva la Juventus, che in queste ore verrà a sapere se potrà arrivarci con metà scudetto cucito o scucito… Intanto la situazione in casa Inter non cambia: la squadra c’è, la rosa no. I titolari fanno quello che devono – anzi possono -, purtroppo le riserve non danno una mano. E Spalletti stavolta ci mette del suo: difendere il doppio vantaggio con Santon (difensore) al posto di (Karamoh) vale come un autogol, per fortuna il Chievo accorcia solo al 90′, ma è evidente che la difesa a tre/cinque ha tolto alcune certezze a partita in corso e annullato totalmente l’attacco, dove la coppia Perisic-Icardi si è “limitata” ai gol, mentre Rafinha nel finale non è aveva davvero più per fare da raccordo tra il caos difensivo e la pochezza offensiva. Vecino da rivedere dopo il lungo stop, Candreva deleterio nel recupero: perché? Probabilmente bisognava continuare con l’assetto iniziale, semplicemente facendo rifiatare i giocatori più stanchi, senza dividere l’undici in due blocchi senza collegamenti. Un errore che Spalletti stava per pagare con il pareggio-beffa nel finale e sicuramente servirà per non ripeterlo nel finale di stagione. Come già specificato, l’Inter gioca una partita double-face (male all’inizio e alla fine, bene nel mezzo), ma deve ringraziare soprattutto l’altruismo dei suoi singoli: gli assist di D’Ambrosio e Rafinha per Icardi e Perisic sono da applausi per motivi diversi. E da qui bisogna ripartire: dove esiste un limite tecnico, la testa deve avere la meglio. Servirà contro la Juventus, servirà contro la Lazio e nelle partite centrali: l’Inter è momentaneamente fuori dalla Champions, che però è “ancora” lì.







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