Chievo-Inter: de Boer spiazza tutti, anche l’Inter. Tutto da rifare

Articolo di
22 agosto 2016, 01:01
de Boer

Il debutto italiano di de Boer è da dimenticare in tutto e per tutto: il Chievo gioisce per il 2-0 sull’Inter, che scende in campo mostrando lacune di ogni genere. Il tecnico olandese azzarda tatticamente, i giocatori non lo seguono atleticamente e tecnicamente si vede il nulla cosmico: inizia male la stagione 2016/17 della nuova Inter targata Suning

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da de Boer per affrontare il ChievoVerona: Handanovic; D’Ambrosio, Ranocchia, Miranda; Candreva, Kondogbia, Medel, Banega, Nagatomo; Icardi, Eder.

MODULO – A sorpresa l’Inter si schiera con il 3-5-2, assetto tattico che prevede Medel schiacciatissimo a ridosso della difesa a tre (Ranocchia in mezzo tra D’Ambrosio e Miranda) ed Eder piuttosto libero di svariare alle spalle di Icardi, andando a creare più che altro un 3-1-4-1-1 tecnicamente privo di qualità: Candreva e Nagatomo larghi rispettivamente a destra e sinistra devono fare entrambe le fasi di gioco, mentre la costruzione del gioco spetta alla coppia Kondogbia-Banega.

PRIMO TEMPO – La mossa tattica di de Boer costringe l’Inter a fare molto possesso palla nella fase iniziale della gara, ma mantenendo ritmi lenti. Nonostante la difesa a tre compattata dal supporto degli esterni e soprattutto di Medel, il primo svarione arriva dopo 4′ per colpa di una leggerezza di Ranocchia, che agisce da leader difensivo: questo equivale a un campanello dall’allarme per l’Inter. Il gioco dell’Inter è prevedibile e manca di inventiva: Banega in qualità di mezzala sinistra non riesce a dare il meglio di sé e ne risente l’intera squadra. Il primo tempo termina con il risultato di 0-0: partita noiosa, colpe comuni.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre con la stessa Inter dal punto di vista tattico, ma subito votata all’attacco: al 49′ Candreva affonda sulla destra e viene murato, dando inizio al contropiede del Chievo che culmina con l’1-0 firmato Birsa, bravo a sfruttare un grave errore della linea difensiva nerazzurra. L’Inter soffre troppo le ripartenze del Chievo sia a causa della mediana che non fa filtro sia per la difesa che non si dimostra all’altezza. Al 60′ primo cambio per de Boer: fuori Candreva, dentro Perisic. Il croato numero 44 si piazza largo a sinistra, di conseguenza Nagatomo si sposta a destra nel centrocampo a cinque dell’Inter, che inizia ad attaccare di più sul lato di Perisic. Al 70′ secondo cambio per l’Inter: fuori Banega, dentro Brozovic. Il croato numero 77 gioca da mezzala sinistra proprio come l’argentino, quindi non cambia nulla. Al 74′ terzo e ultimo cambio: fuori Eder, dentro Palacio. L’argentino fa da spalla a Icardi, agendo principalmente sul centro-destra. L’Inter prova a rientrare in partita, ma non va in porto neanche mezzo cross e all’81’Birsa fa doppietta con una bellissima conclusione da fuori dopo un altro errore difensivo. La partita termina 2-0: sconfitta meritata, Inter da rivedere.

PROTAGONISTA – Trovare un giocatore dell’Inter meritevole della sufficienza è un’impresa – solo Kondogbia ci va vicino -, ma puntare il dito contro il solito Ranocchia è come sparare contro la croce rossa, piuttosto fa riflettere la prestazione dell’onnipresente uomo davanti alla difesa: Medel. Il cileno ha tutte le attenuanti del caso, a partire dalla condizione fisica molto (più) precaria (degli altri), però proprio per questo non ha senso continuare a puntare su di lui in qualità di “regista”. Regista difensivo, regista in mezzo al campo, regista di un non-calcio sempre più evidente. La difesa a tre fa acqua da tutte le parti e il centrocampo non crea nulla: a che serve far raccordare a Medel il nulla cosmico? Questa è la vera risposta che deve dare de Boer.

COMMENTO – Il debutto italiano di de Boer è andato male, malissimo. Diciamocela tutta: peggio di così non poteva andare. Oltre ai già nominati Ranocchia e Medel, a deludere sono in tanti. Le colpe vanno subito divise tra allenatore – che ha scelto il modulo a sorpresa per facilitare la vita alla sua squadra – e giocatori: D’Ambrosio terzo di difesa è un esperimento che deve finire, perché sia da terzino sia da centrale nella migliore delle ipotesi non va oltre il compitino; Miranda messo fuori ruolo (terzo di sinistra) è un autogol tecnico-tattico; Nagatomo utilizzato alternativamente a destra e sinistra – in difesa e a centrocampo – è sinonimo di un giocatore utile a tappare i buchi, non a essere titolarissimo; Banega da mezzala viene limitato e di conseguenza l’Inter è stata nulla sulla trequarti; infine, no comment su Icardi, che si muove bene (alla ricerca del rinnovo…). Ci si aspettava il 4-2-3-1 o al limite il 4-3-3, invece è stato tutto confusionario. Insomma, de Boer stecca la prima: pazienza, in genere è dagli errori che si inizia ad apprendere, quindi che sia da lezione! Però deve passare il messaggio giusto: il materiale tecnico su cui deve lavorare oggi de Boer è scarso a priori e la preparazione fisica di tutta la squadra è solo un ulteriore alibi che l’Inter ha dato al tecnico olandese per giustificare l’addio di Mancini. Bisogna ripartire con nuovi giocatori (mercato ancora aperto), nuove idee (modulo di base, non esperimenti) e tanto tanto lavoro tecnico, tattico, atletico e soprattutto psicologico: quella dell’Inter 2016/17 targata Suning inizia a essere una vera e propria Mission Impossible per de Boer.