Benevento-Inter: Brozovic esegue, ma gli esterni complicano tutto

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1 ottobre 2017, 19:35
Brozovic Perisic Spalletti

L’Inter raggiunge l’obiettivo pre-sosta, ovvero la sesta vittoria su sette partite: nell’1-2 di Benevento è decisiva la splendida doppietta di Brozovic in 3′, ma è tanta la sofferenza rispetto a quanto preventivabile. Oltre al solito insuperabile Skriniar, da sottolineare alcune giocate sulla trequarti

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare il Benevento: Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Miranda, Nagatomo; Vecino, Borja Valero; Candreva, Brozovic, Perisic; Icardi.

BIFU

MODULO – Una sola modifica nell’undici titolare dell’Inter, che riparte dal 4-2-3-1 con Vecino in mediana e soprattutto Brozovic trequartista: il terzino sinistro è Nagatomo, chiamato a coprire e spingere alle spalle di Perisic, quindi non cambia il tipo di preparazione della partita.

PRIMO TEMPO – L’Inter fa la partita e come al solito attacca da destra, da dove arrivano i primi cross fuori misura. Appena si cambia lato, cambia il risultato: al 19′ Brozovic segna di testa con un preciso inserimento su assist dalla sinistra di Candreva, bravo a trovare il tempo, dosare la potenza e direzionare la palla. Al 22′ Brozovic raddoppia calciando una punizione con il contagiri sotto il sette. Al 25′ la traversa di Memushaj fa tremare l’Inter, brava a restare alta in difesa per mettere in fuorigioco Iemmello, che segna a gioco fermo sulla ribattuta. Nel frattempo Candreva si sposta sempre di più al centro, mentre a scalare sulla destra è Brozovic. Da segnalare un cambio gioco errato di Perisic, che dà vita a un contropiede pericolosissimo del Benevento: leggerezza non da poco. Al 34′ Icardi fermato in fuorigioco, sarebbe stato lo 0-3, comunque interessante la manovra da sinistra verso il centro conclusa dal filtrante di Brozovic. Al 42′ D’Alessandro segna superando Handanovic con una conclusione che colpisce il palo e si insacca in rete, ma è incredibile come la difesa dell’Inter sia riuscita a sbagliare la chiusura difensiva in sette (otto considerando anche Handanovic) contro due dopo aver subìto un contropiede rapidissimo. Il primo tempo termina 1-2: meglio l’Inter, ma leggerezza imperdonabile nel finale.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza novità tattiche, ma sulla falsariga – negativa – del finale di prima frazione. Al 51′ primo cambio per l’Inter: fuori Candreva, dentro Joao Mario. Il portoghese si piazza largo a destra sulla trequarti, tornando ad agire da esterno come in Patri. Il ritmo cala vistosamente, anche se è sempre l’Inter a fare la partita. Al 58′ il palo di D’Alessandro salva un’Inter distratta in difesa. In attacco male Perisic, beccato troppe volte in fuorigioco. Inter troppo lenta e compassata, rischia sulle ripartenze veloci del Benevento: Vecino si sacrifica beccando un’ammonizione necessaria per fermarne una sulla linea di centrocampo. Al 78′ secondo cambio per Spalletti: fuori Borja Valero, dentro Gagliardini. L’italiano va a fare legna in mezzo al campo al fianco di Vecino, ma si rende protagonista anche di un pallone perso con troppa leggerezza, su cui – per fortuna – riesce a rimediare successivamente. Aumentano i lanci lunghi da ambo le parti, in difesa svetta Skriniar, mentre in attacco Icardi è impreciso. Al 85′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Nagatomo, entra Dalbert. Solita staffetta sull’out sinistro in difesa (come da immagine sotto allegata, ndr), ma stavolta il brasiliano perde due palloni clamorosi che mandano il Benevento in porta: gestione della partita e della palla in sé ingenua, sarà argomento di cui discutere in vista dei prossimi impegni. Nonostante la sofferenza nel finale, l’Inter riesce a respingere tutti gli attacchi, invece in attacco manca più volte l’appuntamento con il terzo gol, cercato con tanta insistenza e poca precisione. Il secondo tempo termina 1-2: tre punti esterni importanti per l’Inter, che sale a quota 19, ma quanta paura!

BIST

PROTAGONISTA – Due gol (decisivi) in tre minuti, il giocatore su cui focalizzarsi non può che essere lui: Brozovic. Il croato da trequartista – stavolta – fa quello che gli chiede Spalletti: corre, serve i compagni, s’inserisce e segna. Non solo: si muove su tutto il fronte offensivo allargandosi spesso, soprattutto a destra, per non dare punti di riferimento agli avversari. A volte è impreciso, forse un po’ svogliato nella doppia fase, ma è pur sempre Brozovic, quindi non gli si può chiedere di essere perfetto in tutto e per tutto. Ritrovato?

COMMENTO – La prestazione dell’Inter a Benevento non è stata spettacolare, ma neanche da buttare come altre. Sicuramente, per un Brozovic che partendo dal centro si rende protagonista, c’è un contorno che non funziona. O se funziona, non lo fa al meglio. Per andare sùbito al sodo: bocciate entrambe le catene laterali. A destra D’Ambrosio-Candreva si può riassumere così: D’Ambrosio peggiore in campo, viene letteralmente scherzato da D’Alessandro e compagnia; Candreva è il primo a essere sostituito, anche se va detto che è suo l’assist per il vantaggio (che però avviene sull’altra fascia, per sottolineare maggiormente e paradossalmente il problema odierno). A sinistra Nagatomo-Perisic delude le aspettative: Nagatomo è l’assente ingiustificato nel contropiede che porta al gol del Benevento, anche se per il resto non demerita fino alla sostituzione; Perisic è in giornata no, perché non riesce a concretizzare nessuno dei palloni toccati. Ma non è neanche questo il problema, il peggio arriva dalla panchina: Karamoh non riesce a entrare, al suo posto lo fa Dalbert, che in pochissimi minuti riesce a sbagliare tutto compromettendo quasi la vittoria. A rendere ciò tutto più assurdo ci pensa Joao Mario, che da “finto esterno” a destra fa quasi meglio delle ali in rosa e meglio di se stesso da trequartista, soliti errori di “leggerezza” a parte. Per il resto, con un Icardi poco preciso e servito, una linea mediana non molto ispirata (anche se Vecino cresce alla distanza), e un Miranda che fa la voce grossa quando serve, ma nell’azione del gol ha le sue colpe come il resto della squadra, l’unica grande certezza si chiama Skriniar: un muro assurdo, niente da aggiungere. L’Inter torna da Benevento con i soliti dubbi e qualche certezza: bisogna lavorare sodo per ridurre la forbice con le squadre di vertice, adesso tocca sfidare Milan e Napoli. Ma solo dopo la sosta, che si spera possa essere utile e rigenerativa per chi non andrà in nazionale (Dalbert, Cancelo, Gagliardini, Borja Valero e Karamoh in primis).