Vecchi: “Inter presuntuosa, per fortuna KO solo 1-0! Miangue…”

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7 gennaio 2017, 17:04
Vecchi

Stefano Vecchi – allenatore dell’Inter Primavera -, intervistato dai microfoni di “Sportitalia” al termine di Roma-Inter di TIM Cup Primavera, commenta la sconfitta criticando in toto la sua squadra ed “esultando” per il risultato ancora immeritatamente recuperabile

ERRORI DI PRESUNZIONE – Non le manda a dire alla sua Inter Primavera un infastiditissimo Stefano Vecchi: «Sono errori di presunzione e scarsa umiltà quando i difensori portano palla, giocano di suola e tentano il tunnel, perché poi perdi palla e rischi di prendere gol: c’è qualcosa che non quadra in questo. Ci è andata bene perdere solo 1-0, anche se abbiamo creato qualche occasione per segnare, ma abbiamo rischiato troppo. Non tanto per la Roma, che si è dimostrata forte anche oggi e soprattutto più forte di noi, ma perché regaliamo tanto. Non si può giocare in questo modo contro squadre così forti. Se ci fosse andata meglio, avremmo potuto segnare un gol, ma la Roma ha avuto molte occasioni e siamo stati fortunati a subire solo un gol».

PARTITA DA ANALIZZARE – «Nel primo tempo siamo partiti abbastanza bene, poi ci siamo persi strada facendo dopo il primo errore: abbiamo perso fiducia e non abbiamo dimostrato nulla di quello che avremmo dovuto dimostrare in campo. Siamo scomparsi dal campo e commesso troppi errori, più del normale. Nel secondo tempo siamo stati più spregiudicati e giocato molto meglio, pur concedendo troppo a una squadra forte come la Roma. Siamo venuti fuori alla fine come al solito, ma dobbiamo evitare certi errori prima. Dopo questa sconfitta riprendiamo il campionato e speriamo di riprendere a vincere così come abbiamo finito nel 2016 per rimanere in testa alla classifica, però prima dobbiamo analizzare approfonditamente questa partita: è una partita da ricordarsi, non da dimenticarsi».

MIANGUE SOTTOTONO – «Da un giocatore come Senna Miangue mi aspetto molto visto quello che sta facendo in Prima Squadra, ma so che non è facile per lui calarsi in questa realtà su campi difficili e contro squadre forti come la Roma: non è facile nemmeno per chi scende dalla Prima Squadra».

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.