Vecchi: “Inter mix d’identità, meglio dell’anno scorso! Suning…”

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24 settembre 2016, 13:02
Vecchi

Stefano Vecchi – allenatore dell’Inter Primavera -, intervistato dai microfoni di “Sportitalia” a pochi minuti dall’inizio di Inter-Virtus Entella del Campionato Primavera – Girone C, si prepara a sfidare l’altra capolista per avere la testa solitaria in classifica, ma si aspetta anche altro dai suoi ragazzi

PERICOLO ENTELLA – Forte del primo posto in classifica a pari punti proprio con gli avversari odierni, Stefano Vecchi si aspetta un ulteriore salto di qualità da parte della sua Inter Primavera: «Due gare, due vittorie: non possiamo non essere contenti. C’è molto da lavorare e migliorare, speriamo di vedere in campo già qualche miglioramento. Finora abbiamo fatto risultati positivi e prestazioni discrete. La Virtus Entella è forte, non solo per i punti guadagnati finora: lo dimostra da anni, ha un Settore Giovanile che ottiene sempre risultati importanti. Avremo di fronte una squadra forte, sarà un test importante per noi. L’Entella è molto pericolosa, ha elementi offensivi validi e rapidi, possono mettere in difficoltà chiunque: hanno battuto la Roma 3-2 al debutto…».

SETTORE GIOVANILE TOP – «Questa nuova Inter è un insieme di tante identità: ci sono classe ’98 e ’99, italiani e stranieri, confermati e nuovi. L’importante è vedere passi avanti nella coesione. Stiamo usando un modulo nuovo quest’anno (il 3-5-2, ndr) rispetto al passato, vogliamo vedere miglioramenti. Quest’anno qualche individualità in più l’abbiamo, ci sono giocatori importanti: l’anno scorso i ’99 erano comprimari, quest’anno possono fare bene. Abbiamo valori singoli migliori rispetto all’anno scorso, però l’anno scorso eravamo gruppo e avevamo grande temperamento: speriamo di riuscire a ottenere la stessa coesione. Il gruppo Suning punta sui giovani? Il mio riferimento resta Roberto Samaden, lui ha contatti con la dirigenza e mi trasmette che c’è grande attenzione nel Settore Giovanile per migliorarlo ulteriormente. Già produciamo risultati e giocatori importanti, quindi bene così».

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.