Vecchi: “Inter male. Finalmente una finale! Se Bakayoko…”

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22 ottobre 2016, 15:32
Vecchi

Stefano Vecchi – allenatore dell’Inter Primavera -, intervistato dai microfoni di “Sportitalia” al termine di Inter-Crotone del Campionato Primavera – Girone C, si complimenta con gli avversari e fa notare gli errori della sua squadra, prossimamente impegnata in Supercoppa Italiana

OTTIMO CROTONE, INTER MALE – Un’altra vittoria per l’Inter Primavera, ma stavolta Stefano Vecchi non può essere entusiasta né per risultato né per prestazione: «Il Crotone è un’ottima squadra, organizzata e con individualità spiccate sotto l’aspetto del dinamismo, per questo abbiamo trovato difficoltà. Noi abbiamo sbagliato molto e non giocato con la stessa intensità delle ultime partite, ma è anche merito del Crotone perché ha fatto bene e ci ha messo in difficoltà. Complementi a loro, hanno fatto un’ottima impressione. L’Inter non è stata bella come al solito».

MODULO IMPEGNATIVO – «Nel 3-5-2 gli esterni devono fare su e giù sulle fasce, Axel Bakayoko è più offensivo, ma se facesse meglio le due fasi sarebbe molto più pericoloso in avanti. A Loris Zonta ho chiesto di modificare qualcosa nelle giocate, ma l’ho chiesto soprattutto a Mouhamed Belkheir perché non mi stava piacendo, così ho provato a sparigliare le carte in campo: invece di migliorare, stavamo peggiorando, per questo ho cambiato qualcosa nell’intervallo».

TESTA ALLA SUPERCOPPA – «Con la Roma ci giochiamo il primo trofeo stagionale, bello: si può vincere qualcosa. Bello anche il contesto, che abbiamo già provato l’anno scorso giocando in uno stadio vero e lo faremo di nuovo quest’anno: è un premio per noi e per la società, che arriva sempre in fondo mettendo a disposizione di tutto lo staff squadre forti per tutte le categorie. E’ giusto portarla in finale (di Supercoppa Italiana, ndr)».

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.