Vecchi: “Con la Juve voglio vedere un’altra Inter! Zaniolo sta fuori perché…”

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21 aprile 2018, 13:07
Vecchi

Stefano Vecchi – allenatore dell’Inter Primavera -, intervistato dai microfoni di “Sportitalia” a pochi minuti dall’inizio di Juventus-Inter, stravolge la formazione dopo la brutta prova contro il Torino e spiega i motivi della mancata convocazione di Zaniolo, già rimproverato pubblicamente proprio in seguito alla prestazione di martedì

OBIETTIVO PLAY-OFF – L’Inter Primavera è chiamata alla reazione dopo la sconfitta di martedì, Stefano Vecchi non lo nasconde: «Non abbiamo fatto di certo una buona gara contro il Torino, siamo abituati a fare di meglio, ma abbiamo trovato contro una squadra tosta e più determinata di noi: questo fa la differenza in questo campionato, al di là dalle qualità tecniche delle squadre. Oggi contro la Juventus mi auguro di vedere un’altra squadra in campo. Rispetto a martedì cambio tutti e tre in mezzo al campo, ma non è stata una gara buona da parte di tutti i reparti, anche se ci poteva stare il pareggio. Mettiamo forze nuove: ci sono sei classe 2000, siamo più giovani, abbiamo voglia di vedere a che punto sono questi ragazzi e sono certo che faremo una buona gara. L’Atalanta è solo tre punti sopra e se la Fiorentina vince il recupero va a un punto sotto, questo è il nostro obiettivo: ci stono tante squadre che lottano per i play-off, stiamo lottando per arrivare in fondo ed è fondamentale arrivare nei primi due posti».

ZANIOLO PUNITO – «Abbiamo tanti ragazzi fuori: mancano Manuel Lombardoni, Xian Emmers e Jens Odgaard, che stanno recuperando da un infortunio, poi Mouhamed Belkheir, che è in nazionale. L’assenza di Nicolò Zaniolo, invece, fa parte del percorso di crescita di una stagione in cui si vuole arrivare alle vittorie, far crescere i ragazzi e i giocatori, e ciò passa attraverso le qualità tecniche dei giocatori, a cui bisogna insegnare ad allenarsi sempre al massimo, pensare a se stessi e per la squadra: sono principi che bisogna far passare all’interno del gruppo. Zaniolo è un ragazzo con doti straordinari, ma se si accontenta di fare quello che sta facendo – ogni tanto un gollettino e qualche buona giocata – non è questo il mio intento: devo cercare di far esprimere al massimo i giocatori affinché superino i propri limiti e se ciò non succede la cosa mi fa alterare».






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