Quello che Mancini non dice – Chi gioca contro il Napoli?

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29 novembre 2015, 21:26
quello che mancini non dice

Roberto Mancini, alla vigilia del match contro il Napoli, ha espresso parole decisamente significative in conferenza stampa. Lo scontro diretto sarà un test fondamentale e ancora è impossibile prevedere quali saranno le reali scelte del tecnico di Jesi. Cerchiamo di tracciare un quadro delle possibilità in base al recente passato e all’avversario

LE PAROLE DI MANCINI«Icardi fuori? Tutto è possibile. Questa volta non posso neanche dirvi quattro titolari, mancano più di 24 ore e tutti i giocatori devono essere pronti. Difficile trovare una soluzione tattica. Solitamente le squadre che vincono i campionati sono quelle che prendono meno gol, che difendono bene e con tutti i giocatori. Se non difendi contro squadre come Juventus, Roma e Napoli è difficile vincere. Al momento credo sia giusto così. Tanti allenatori lo fanno a meno che non si hanno in rosa undici fenomeni. Per noi avere tutti i giocatori pronti è importante. Ne girano 4-5 gli altri 7-8 sono sempre gli stessi. Se hai tanti attaccanti puoi utilizzarli a seconda delle situazioni».

QUALE FORMAZIONE PER AFFRONTARE IL NAPOLI – Analizziamo reparto per reparto le possibili scelte di Roberto Mancini in vista del big match contro il Napoli. Se per quanto riguarda i centrali di difesa e il portiere ci sono pochi dubbi, capire già da ora quali potrebbero essere i terzini titolari sembra un enigma. A destra potrebbe essere confermato Nagatomo, ma forse la velocità e la fisicità di D’Ambrosio potrebbero essere importanti in copertura, come accaduto contro la Roma. Sulla sinistra Mancini potrebbe, invece, rispolverare Juan Jesus, per le spiccate proprietà difensive. Il vero dubbio, però, è in attacco: quattro calciatori (Perisic, Ljajic, Jovetic, Icardi) per tre maglie. Se volessimo attenerci alle indicazioni degli allenamenti, l’allenatore escluderebbe Ljajic, ma i grandi numeri del serbo e l’intesa mancante tra Jovetic e Icardi potrebbero indurre Mancini a lasciare fuori, almeno in partenza, uno tra l’argentino e il montenegrino.