Nota tattica di Inter-Napoli: bene, ma una sola fase

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15 marzo 2018, 19:33
Luciano Spalletti Inter

“Nota tattica”, una rubrica che mira a sottolineare un dettaglio, in positivo o in negativo, dell’ultima partita dell’Inter, meglio se qualcosa di sommerso o particolare. Dopo Inter-Napoli parliamo di fase difensiva e offensiva.

BENE IN DIFESA – L’Inter contro il Napoli è tornata a disputare una partita da squadra dopo tempo immemore, e questo è un grande risultato per un gruppo in crisi di personalità e identità. Finalmente si è vista una squadra corta, che sapeva cosa fare insieme e lavorava insieme, con applicazione e sacrificio, il che ha prodotto una notevole fase difensiva che ha permesso di sterilizzare l’ottimo impianto offensivo degli uomini di Sarri. Tutte cose venute meno a giornate o quantomeno momenti alterni in modo costante negli ultimi quattro mesi, che non a caso hanno sempre visto l’Inter regalare letteralmente gol e occasioni agli avversari di turno. Per di più correndo complessivamente meno del Napoli (115.568km contro 116.086), un dato abbastanza raro in questa stagione.

MA L’ATTACCO? – Qui però finiscono i punti positivi, perché come ha sottolineato in modo colorito anche Spalletti poi c’è un’altra fase di gioco di cui l’Inter si è più o meno dimenticata. In fase offensiva i nerazzurri hanno sbagliato tutto quello che potevano sbagliare, pur creando buoni presupposti forzando il Napoli a ben 51 palle perse (dati Lega Serie A). Guardando la heathmap del campo coperto dall’Inter nel primo tempo:

E nel secondo:

Risulta evidente come gli uomini di Spalletti abbiano passato la maggior parte del tempo nella loro metà campo: analizzando il dato del possesso palla del 36% dell’Inter ben il 66% (vale a dire oltre 13 minuti) è avvenuto nel proprio territorio. Un modo per non concedere palla al Napoli di sicuro, ma anche un presupposto dal quale diventa molto difficile segnare, se non sfruttando al massimo le occasioni costruite, sfruttando qualità e intelligenza.







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