Nota tattica di Inter-Milan: il baricentro troppo basso

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18 ottobre 2017, 19:00
Luciano Spalletti

“Nota tattica”, una rubrica che mira a sottolineare un dettaglio, in positivo o in negativo, dell’ultima partita dell’Inter, meglio se qualcosa di sommerso o particolare. Dopo Inter-Milan parliamo del baricentro dei nerazzurri.

ABBASSAMENTO – Inter-Milan è stata una partita con diverse cose positive per gli uomini di Spalletti, ma con una negativa che si è vista anche altre volte e sistematicamente finisce sotto silenzio: l’Inter nel secondo tempo, per gestire, riposarsi o entrambe le cose, ha nettamente abbassato il suo baricentro, lasciando campo e pallone agli avversari.

SECONDO TEMPO DIVERSO – Come si vede nella grafica fornita dalla Lega Serie A l’Inter ha tenuto un baricentro abbastanza basso, e questo malgrado un primo tempo di controllo della palla:

Si deduce che nel secondo tempo gli uomini di Spalletti hanno lasciato l’iniziativa al Milan, quasi totalmente. Il baricentro dei rossoneri, per fare un paragone immediato, è risultato a 54,99m. Una scelta che, va detto, può anche avere senso per puntare alle ripartenze, ma che va fatta con criterio e attenzione.
L’Inter ad oggi non è una squadra che può permettersi di giocare col fuoco: Spalletti ha portato ordine e soprattutto avvicinato le linee di centrocampo e difesa (vedete il dato “lunghezza” nella foto sopra), il che porta a una maggiore compattezza generale, ma questo non significa che i nerazzurri siano diventati impenetrabili se si chiudono in area. In molti soffrono ancora di amnesie in posizionamenti e marcature e inoltre la squadra in generale non è estremamente reattiva quando c’è da uscire sul portatore di palla, situazione da cui nascono molti dei tiri da fuori subiti. Infatti il Milan da quando ha avuto in mano il controllo del gioco ha prodotto due gol, per quanto con una certa componente di casualità, e altre occasioni.
In più per sfruttare il baricentro basso bisogna muoversi bene in ripartenza, mettendoci organizzazione e voglia di correre. Non sempre gli uomini di Spalletti hanno dimostrato la capacità di fare questo sforzo anche a livello fisico, perdendo la palla per troppi, troppi minuti. In compenso quando lo hanno fatto sono stati estremamente pericolosi.