Nota tattica di Inter-Atalanta: Gagliardini davanti alla difesa

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24 novembre 2017, 13:00
Roberto Gagliardini Inter-Udinese

“Nota tattica”, una rubrica che mira a sottolineare un dettaglio, in positivo o in negativo, dell’ultima partita dell’Inter, meglio se qualcosa di sommerso o particolare. Dopo Inter-Atalanta parliamo di Roberto Gagliardini.

NUOVO MODULO – Mettiamo subito in chiaro una cosa: in Inter-Atalanta Gagliardini non è stato tra i migliori per rendimento. Anzi, nel primo tempo ha proprio sofferto soprattutto nella gestione della palla, risultando spesso lento e approssimativo, e in generale sul piano fisico non è sembrato particolarmente brillante (anche se per km percorsi è stato il secondo della squadra dietro solo a Vecino, spesso lo si è visto in affanno e in difficoltà ad accelerare). Va sottolineato però che Spalletti, da un certo minuto in poi, lo ha provato in un ruolo nuovo, inedito: centrocampista davanti alla difesa nel 4-3.3.

NUOVO RUOLO – Nello svolgimento della partita infati Spalletti ha cambiato modulo, passando dal solito 4-2-3-1 al 4-3-3 per meglio opporsi alla formazione di Gasperini. Il tecnico ha riposizionato i suoi schierando Vecino e Borja Valero come interni, e tenendo appunto Gagliardini come perno davanti alla difesa. Questo schieramento, in particolare, si è visto per tutto il secondo tempo. Per il centrocampista di Dalmine questo ruolo è una novità: all’Atalanta, all’Inter e anche nelle sue esperienze azzurre ha praticamente sempre giocato in una mediana a due, spesso con un centrocampista più posizionale al suo fianco.
Guardando le grafiche Squawka dei suoi passaggi nel primo tempo:

e nel secondo:

si nota come abbia cambiato il suo raggio d’azione. Il cambiamento, in questa partita, ha aiutato Gagliardini: come dicevamo, nel primo tempo schierato nel modo “classico” ha faticato a trovare verticalità, ma soprattutto tempi di gioco, rallentando spesso l’azione con tocchi superflui. Nel secondo invece ha gestito meglio la palla, pur con un paio di errori di sufficienza (le due frecce rosse dietro la metà campo nella seconda grafica), un difetto che lo attanaglia in questo inizio di stagione. Merito del modulo: tocchi semplici, riferimenti chiari, due compagni in appoggio che probabilmente gli hanno reso tutto più agevole.