Nota tattica di Bologna-Inter: il pressing avversario

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21 settembre 2017, 16:30
Spalletti

“Nota tattica”, una rubrica che mira a sottolineare un dettaglio, in positivo o in negativo, dell’ultima partita dell’Inter, meglio se qualcosa di sommerso o particolare. Dopo Bologna-Inter parliamo delle difficoltà contro il pressing.

E COME QUELLA SCORSA, E COME QUELLA PRIMA – La partita col Crotone e, in parte, quella contro la SPAL erano stati dei campanelli di allarme. L’Inter le ha vinte entrambe, ma era già in scena un copione nuovo: gli avversari si stavano adattando alle idee di Spalletti e avevano messo in atto le prime contromosse. Fare densità in zona centrale, evitare la circolazione palla verticale dai centrali ai mediani, raddoppiare sugli esterni alti, soprattutto Perisic.
Tutto questo si è visto anche contro il Bologna, e infatti l’Inter ha faticato molto ad arrivare in area avversaria, sia per via centrale che sugli esterni. Il primo tempo specialmente è stato un pianto assoluto, come mostra chiaramente la heatmap dei nerazzurri presa dai dati della Lega Serie A:

Considerato che come suggeriscono le frecce l’Inter attaccava da destra a sinistra, nella trequarti dei rossoblù sembra sia stato eretto un muro sostanzialmente.

TUTTO, CON PRESSING – Il Bologna però oltre a questo ha pensato bene di fare un passo in più, per altro sfruttando una strategia già messa in atto contro il Napoli, e ha aggiunto a questi dettami un pressing alto, feroce e organizzato. Gli uomini di Spalletti non solo hanno subito questa mossa, ma sono andati proprio nel panico. La scena di Handanovic che su rinvio dal fondo non sa cosa fare visto che tutti i possibili ricevitori vicini sono marcati ha attanagliato i tifosi interisti per tutto il primo tempo. L’incapacità di decidere di lanciare lungo è sembrata talmente assurda da risultare inspiegabile, se non con una sorta di shock.
Perso il piano A di impostazione del gioco, l’Inter ci ha messo circa cinquanta minuti per provare a ipotizzare un piano B, e una mano è arrivata sia da un fisiologico calo di intensità degli avversari che dal risultato.