Murillo-Miranda, uno avvisa e l’altro no: doccia fredda Inter

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28 novembre 2016, 17:01
miranda murillo

Stefano Pioli richiama all’ordine Joao Miranda: il tecnico dell’Inter, nella consueta conferenza stampa pre-match, dice a chiare lettere di aspettarsi molto di più dal centrale brasiliano. L’ex Atletico, che ci aveva abituato a prestazioni di alto livello, sembra vivere un momento decisamente negativo. Cade così l’unica certezza difensiva dell’Inter

ILLUSIONIChe fine ha fatto Joao Miranda? Il centrale difensivo nerazzurro non è più lui: stanco, disattento, molle. Il brasiliano, giunto nel 2015 dall’Atletico Madrid, aveva abituato i tifosi nerazzurri a prestazioni di alto livello: era lui l’unica certezza della retroguardia, colui che guidava il più giovane e inesperto Jeison Murillo. E in effetti i due sudamericani, con Roberto Mancini in panchina, hanno disputato un’ottima prima parte di stagione. L’Inter finalmente si era illusa di aver trovato una coppia difensiva collaudata. Un’illusione, appunto. L’ennesima.

DOCCIA FREDDA – Se per il difensore colombiano le prime avvisaglie c’erano già state, la battuta d’arresto del brasiliano arriva come una vera e propria doccia fredda. Lo dimostrano le 16 reti già incassate dalla difesa dell’Inter, colpa sicuramente di una dinamica di squadra che non funziona ma spesso l’errore del singolo fa la differenza. Il Miranda visto nel derby o contro l’Hapoel Beer Sheva, per fare due esempi recenti, è la bruttissima copia di quello visto la stagione precedente o ancora prima all’Atletico. E con Frank de Boer alla guida le prestazioni non sono state di certo migliori, se non in rarissimi casi. Stefano Pioli però sa di aver bisogno del suo miglior difensore e lo richiama all’ordine chiedendo maggior impegno e leadership: basterà per svegliare Miranda dal sonno profondo in cui sembra essere caduto? Questa sera contro la Fiorentina avremo le prime risposte.

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Viviana Campiti

Viviana Campiti

Nata e cresciuta in Calabria, dove si laurea in Scienze dell'Educazione. Amante del calcio in tutte le sue forme, dalla Terza Categoria alla Serie A. Interista per predisposizione naturale e onestà intellettuale. Pazza come Maicon, passionale come Stankovic, fedele come Zanetti. Nel tempo libero ama il cinema, ma soprattutto scrivere.