Mancini lascia l’Inter con l’equivoco tattico Candreva-Banega

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9 agosto 2016, 21:21
Mancini Candreva Banega de Boer

L’Era de Boer è iniziata ufficialmente oggi, il Mancini bis è terminato ieri, ma qualche scoria è ancora rimasta in casa Inter. Su tutte, l’affrettato e costoso acquisto di Candreva, che adesso costringerà de Boer a prendere delle contromisure per non bruciare l’investimento fatto dall’Inter, che pure aveva iniziato alla grande il mercato prelevando a zero Banega, “anti-Candreva” per eccellenza a livello tattico: ecco un approfondimento sull’equivoco tattico dell’Inter lasciato in eredità a de Boer da Mancini

CANDREVA ARRIVATO ORA… – L’acquisto di Antonio Candreva avrebbe dovuto portare all’automatica conferma di Roberto Mancini sulla panchina nerazzurra, ma così non è stato. L’acquisto dell’ormai ex ala destra della Lazio è pessimo dal punto di vista economico, perché investire circa 25 milioni di euro per un giocatore voluto fortemente da un altro allenatore non fa felice nessuno, mentre dal punto di vista tecnico-tattico può portare anche qualche sorriso al neo tecnico Frank de Boer, che avrà il compito di superare l’equivoco tattico creatogli da Mancini prima di andar via. Sì, perché sia nel 4-2-3-1 ideato da Mancini ed ereditato da de Boer sia nel 4-3-3 dello stesso tecnico olandese, il profilo di Candreva non è esattamente l’ideale per il gioco offensivo dell’Inter. Ma come, vi chiederete: l’Inter aveva bisogno di un’ala destra e ha preso Candreva che è tra le migliori in circolazione, ma non va bene? Paradossale, ma è così. Avendo già Ivan Perisic come ala tattica sulla sinistra e il solo Mauro Icardi come attaccante puro nel quartetto offensivo, l’Inter necessita(va) di un profilo diverso sulla fascia destra: un’ala sì, ma un attaccante e non un centrocampista come Candreva. La differenza tra una punta esterna capace di andare facilmente in doppia cifra, garantendo almeno 15 gol oltre a numerosi assist, e Candreva – bravissimo nella doppia fase e quindi elemento tattico ed equilibrante prezioso, ma pur sempre distante dall’area di rigore – è nettissima. Candreva era perfetto per il 4-2-3-1 “imbastardito” in 4-4-2 lineare su cui stava lavorando Mancini, ma è praticamente un doppione inutile nello stesso modulo che propone de Boer, molto più incline verso il movimentato 4-2-1-3. Piccoli dettagli, ma fondamentali. Di certo Candreva a destra è un notevole upgrade rispetto a Jonathan Biabiany – ottimo velocista e niente più – e Marcelo Brozovic, adattato a “finto esterno” con risultati altalenanti.

… MA BANEGA GIA’ C’ERA – La scelta dell’ultimo elemento a completamento del poker offensivo, infatti, andava fatta in base al potenziale già a disposizione dell’Inter, che aveva già previsto quel “1” nell’assetto tattico del tecnico olandese: oltre ai già citati Perisic e Icardi, bisogna(va) tener conto della natura di Ever Banega, fiore all’occhiello del mercato nerazzurro e non solo. Il centrocampista argentino non è un attaccante, il che già fa capire come aumenti il deficit dell’Inter in zona gol, bensì un centrocampista atipico e anarchico, com’è stato più volte definitivo: Banega dà il meglio di sé sulla trequarti, dove garantisce molti più assist che gol, ma si trova spesso a giocare palla e costruire gioco sulla linea mediana, davanti alla difesa e se capita anche decentrato sulle corsie laterali per ricevere dai terzini e lanciare le ali. Insomma, è Banega il perno della nuova Inter: lo era per Mancini, lo sarà anche per de Boer. Anzi, no: per Mancini non lo era, perché Mancini non lo voleva. L’ex tecnico nerazzurro, infatti, in quel ruolo aveva chiesto a gran voce sempre e solo Yaya Touré, che a differenza di Banega – pur non essendo un altro “10” puro” – i gol li garantisce (o garantiva?) eccome. Dunque, avendo in campo Banega (centrocampista) e Perisic (centrocampista-attaccante) sulla trequarti e Icardi (attaccante) in area di rigore, è logico completare ed equilibrare il reparto con un attaccante. Prima il “10” era Stevan Jovetic (attaccante, appunto) e con lui poteva andar bene un’ala destra come Candreva, ma con Banega no. Soprattutto in caso di 4-3-3, che porterebbe l’Inter ad avere un tridente d’attacco Candreva-Icardi-Perisic fortissimo a livello fisico, ma piuttosto scarso in zona gol… oltre a limitare Banega, che dovrebbe partire dalla linea mediana e poi alzarsi sulla trequarti.

ORA CI PENSA DE BOER – Detto dell’equivoco tattico generato dalla coppia Candreva-Banega, che per correttezza di priorità (qualità, ruolo e tempistiche) andrebbe scritta come coppia Banega-Candreva, il compito di de Boer non sarà facile, ma neanche impossibile. Se l’Inter oltre a Candreva cercava una punta esterna come Domenico Berardi – lui sì ideale per completare il quartetto offensivo -, adesso è facile pensare che l’acquisto di un giocatore simile possa essere concretizzato anche per de Boer. Al gruppo Suning piace Gabriel “Gabigol” Barbosa, che piace anche allo stesso de Boer: non è esattamente il profilo ideale per ragioni tattiche, trattandosi di un giovane sudamericano senza alcuna base tattica per giocare fin da subito ad alti livelli in Europa, ma de Boer sa lavorare con i giovani e dovrebbe essere in grado di svezzare il talentuoso attaccante brasiliano del Santos. Inoltre, se ti chiamano “Gabigol” vuole dire che tanto scarso sotto porta non devi essere… e all’Inter servono i gol, stop. De Boer ha già blindato Icardi, che in caso di clamoroso addio verrebbe sostituito da un altro attaccante dal gol facile, mentre Candreva non verrà buttato: ala destra, trequartista, mezzala destra, anche mediano e chissà se de Boer non gli trovi una nuova collocazione tattica “di fine carriera”, per sfruttare al meglio le sue importantissime doti atletiche in velocità e la sua esagerata predisposizione al sacrificio sia offensivo sia difensivo. Non voglio credere che Candreva verrà reinventato terzino destro da de Boer, ma che si adatti a ogni necessità sì. Utile per la doppia fase in caso di difesa a tre, perfetto largo nel centrocampo a quattro e se serve anche in mezzo, abituato sulla trequarti e pronto a sostituire chiunque, da Perisic al prossimo arrivo in attacco (Gabigol?) passando per Banega: Candreva sarà utile all’Inter sia come titolare sia come alternativa e mossa tattica a partita in corso, ma ovviamente de Boer avrebbe preferito spendere a modo suo la cifra in cui – grazie all’ex tecnico Mancini, in collaborazione con il Direttore Sportivo Piero Ausilio – sguazza ancora Claudio Lotito

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