Ma l’Inter ha bisogno di un DG o di un Leonardo?

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15 novembre 2015, 18:52
leonardo

Non solo mercato di giocatori, nel weekend di sosta per le nazionali si torna a parlare anche di mercato dirigenziale. Dopo l’allontanamento di Fassone, l’Inter è ancora alla ricerca di un dirigente generale: tre i nomi ipotizzati, ma è questa la via giusta?

CERCASI POST FASSONE – Sembra proprio che la poltrona lasciata libera da Marco Fassone debba essere occupata per forza, se non a inizio 2016, almeno per l’inizio della stagione calcistica 2016/17: poco più di sei mesi a disposizione per trovare l’uomo ideale per ricoprire la carica di direttore generale nell’organigramma nerazzurro. In giornata sono stati ipotizzati i soliti tre nomi per l’Inter: il nome più pesante è quello di Franco Baldini, ma in lista ci sono anche i meno noti Giovanni Gardini e Andrea Zanzi. Esperienza da vendere dopo tanta gavetta, ma l’Inter dovrebbe essere un punto d’arrivo e a scelta va ponderata al minimo dettaglio.

BISOGNO DI DG – Senza voler nulla togliere ai tre dirigenti citati – e a tutti quelli che potrebbero far parte del calderone nerazzurro da qui fino alla decisione finale del Presidente Erick Thohir -, la decisione di prendere un DG potrebbe anche non essere quella ideale. Parliamoci chiaro: la presenza di Michael Bolingbroke come uomo di punta della dirigenza nerazzurra basta e avanza, evitando così ulteriori malumori tra il “pupillo” di Thohir e i dirigenti “sottomessi”. Anche perché è già nutrito il numero dello staff restante: tante le figure dirigenziali, molteplici le mansioni, uno solo il progetto.

DIRIGENTE IDEALE – In realtà, l’Inter potrebbe fare il salto di qualità andando a piazzare un colpo da novanta a livello dirigenziale: non un DG vero e proprio, piuttosto l’unico elemento di raccordo possibile tra dirigenza e spogliatoio. La spalla ideale del CEO londinese, il già citato Amministratore Delegato Bolingbroke, ma anche del Direttore Sportivo Piero Ausilio. Già amico del Vice-Presidente Javier Zanetti e del First Club Team Manager Dejan Stankovic, nonché persona stimata nell’ambiente nerazzurro, milanese, italiano, europeo e internazionale: sto parlando di Leonardo, al secolo Leonardo Nascimento de Araujo.

RITORNO DI LEONARDO – Le competenze di Leonardo vanno oltre il semplice compito dirigenziale “generale”: non sarà (stato) un grandissimo allenatore, ma il brasiliano ha dimostrato di essere decisivo quando chiamato in causa in altri ambiti. Osservatore, emissario, consulente di mercato e non a caso direttore sportivo, Leonardo rappresenta esattamente la figura totale ricercata da Thohir per trasformare l’Inter da una realtà italiana a quella internazionale. All’Inter è già passato e, come pochi, ha stregato Massimo Moratti: un ritorno non è da escludere e avrebbe del clamoroso come quello di Roberto Mancini, che potrebbe giovare della sua vicinanza. Dopo l’addio al Paris Saint-Germain, Leonardo ha svolto il “semplice” ruolo di marito e padre, ma la sua vita continua a svolgersi a Milano: arriverà la chiamata dell’Inter?