L’Inter, il calcio vecchio e gli allenatori stilisti

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23 novembre 2015, 23:03
Inter-Frosinone #EpicBrozo

Il tredicesimo turno di Serie A si è concluso e adesso si tirano le somme. La Roma fa solo un punto a Bologna, raggiunta da un gol dell’ex giallorosso Destro. La Fiorentina, dopo un avvio shock, riesce a pareggiare i conti nel derby contro l’Empoli ma non va oltre il 2-2. Il Napoli vince a Verona, e arriva a quota 28 punti. La Juventus continua la sua scalata e lo fa ai danni del Milan, battuto e sorpassato dai bianconeri in classifica. E poi c’è l’Inter, che vince contro il Frosinone e si conferma la Regina della Serie A e di un calcio stilisticamente vecchio, parola di Arrigo Sacchi

INNOVATOREArrigo Sacchi, ex allenatore del Milan e della Nazionale italiana, è sicuramente tra i massimi esperti del calcio italiano, del quale è stato un innovatore proprio ai tempi in cui Silvio Berlusconi decise di affidargli la sua creatura. Fiducia ampiamente ripagata dal ″Profeta di Fusignano″, che si rende protagonista di una vera e propria rivoluzione, sia per quanto riguarda i metodi di allenamento e sia per quanto riguarda il modulo di gioco. Il suo modello ispiratore era il cosiddetto calcio totale della Nazionale olandese, di cui era un grande ammiratore. Ha vinto tanto Sacchi al Milan, grazie anche ai suoi tre fuoriclasse olandesi (Rijkaard, Gullit e van Basten). Silvio Berlusconi, in una vecchia intervista alla “Gazzetta dello Sport”, dava questa definizione di Sacchi: «Un tecnico con la paranoia della vittoria».

MA COME? – Sacchi, dopo aver smesso di allenare per problemi di eccessivo stress, si è dedicato a diversi ruoli dirigenziali, e adesso lavora per Mediaset Premium come opinionista sportivo. La “Gazzetta dello Sport” riporta l’ultima dichiarazione rilasciata da Sacchi che, ospite di un convegno, parla così dell’Inter e del gioco proposto da Mancini: «L’Inter è la dimostrazione di un calcio antico, vecchio, rivisitato da una persona con idee chiare. In certe nazioni questo tipo di calcio non sarebbe apprezzato. Ma va bene in un Paese come l’Italia, dove la vittoria è tutto». Ma come, non era lui quello con la ′paranoia della vittoria′? O forse le vittorie vanno bene solo quando arrivano grazie al suo calcio innovativo? Il signor Sacchi dovrebbe dimostrare rispetto per il lavoro di tutti i tecnici, e non solo per quelli più affini alla sua idea di calcio. Soprattutto se il lavoro frutta una prima posizione in classifica, che in qualsiasi Paese del mondo verrebbe apprezzata, a meno che Sacchi non voglia essere innovativo anche in questo caso basando il calcio non sulla vittoria ma su altri aspetti. Perché a quanto pare è questo che sostiene l’ex allenatore rossonero.

DOLCE & GABBANA – Prosegue Sacchi: «In tanti Paesi il calcio è uno spettacolo sportivo. Qua, invece, non è uno spettacolo perché non c’è estetica. Ora siamo in un momento buono perché abbiamo un gruppo di allenatori stilisti, ottimisti, più creativi, che insegnano di più e vanno a giocarsela apertamente ovunque». Ah, meno male che adesso abbiamo la nuova generazione di allenatori stilisti! Mancini dovrebbe vergognarsi di non far parte di questa categoria, e di essere anche primo in classifica con il suo calcio vecchio e sorpassato. Ma non sarà forse che di vecchio qui ci sono solo le opinioni di un ex allenatore fossilizzato su un’unica idea di calcio? Il mondo del calcio è bello perché vario, ognuno ha il suo modo di interpretare le partite. C’è chi punta sullo spettacolo estetico (ben venga) e chi invece punta sulla concretezza, ben conscio del fatto che i miglioramenti possono arrivare, avendo a disposizione una squadra con un discreto tasso tecnico. E contro il Frosinone la squadra di Mancini ha fatto vedere anche sprazzi di bel gioco, abbinato ai lampi dei suoi giocatori più talentuosi. Ma ovviamente era il Frosinone, e quindi il discorso non vale. Perché con il Frosinone in casa tutti sono in grado di vincere e divertire (non sempre è andata così), perché comunque sono arrivati quattro gol ma le ombre non mancano. Ma se l’1-0 in casa non va bene e stesso dicasi per il 4-0 (con quattro marcatori differenti), mi chiedo: cos’è che va bene per questa Inter? A questo punto Mancini può fare solo una cosa: alzare il telefono (come solo lui sa fare) e chiamare il suo stilista personale per chiedere consigli. Cappotti, pantaloni e sciarpe? No, consigli sull’estetica. Del calcio.