Le reazioni dopo Napoli-Inter: l’orgoglio e la rabbia

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2 dicembre 2015, 16:09
Mancini Ljajic Telles

Napoli-Inter, sfida di cartello della quattordicesima giornata di Serie A, ha decretato la vittoria della squadra partenopea, che sorpassa i nerazzurri in classifica e si piazza in vetta dopo ben venticinque anni dall’ultima volta. Tre punti che nel finale di partita rischiano di essere vanificati dagli uomini di Sarri, per merito di un’Inter che tira fuori orgoglio, talento e personalità. Forse un tantino in ritardo, per questo c’è anche tanta rabbia

NATALE IN ANTICIPO – Finalmente tutti hanno assistito alla grande sfida, quella tra il magico Napoli di Sarri e la cinica Inter di Mancini. Una partita più attesa del Natale – che tra l’altro è alle porte. I pronostici, quasi tutti favorevoli alla squadra partenopea, sono stati rispettati. Gli azzurri hanno vinto con due gol dell’inarrestabile Higuain, conquistando la vetta della classifica che era proprio dei nerazzurri. Tutti felici, tutti soddisfatti. Buon Natale! 

SPRECO INIZIALE – L’Inter, come successo altre volte, sbaglia l’approccio iniziale. Passiva, impaurita, molle. E infatti va sotto dopo appena due minuti dal fischio d’inizio dell’arbitro Orsato. Murillo e Nagatomo vanno in difficoltà davanti al centravanti argentino del Napoli, che con una vera e propria sassata punisce un incolpevole Handanovic. Tutto da rifare ancora prima di iniziare. La squadra di Sarri domina la prima frazione di gioco e si dimostra indubbiamente superiore per quanto riguarda manovra, fraseggio e pericolosità. Squadra ben organizzata quella partenopea, dove tutti si cercano e si trovano, correndo e pressando in maniera asfissiante. Ma è Higuain a fare la differenza, inutile girarci intorno. Un attaccante in grado di far reparto da solo, fisicamente in forma come pochi e sempre decisivo. Quello che stupisce – in negativo – della squadra di Mancini è la totale assenza di idee. I nerazzurri costruiscono poco, e sprecano anche quello. Troppi i lanci lunghi, troppi i palloni persi. Oltre a qualche scelta tecnica che fa discutere, come per esempio quella di lasciare Jovetic seduto a scaldare la panchina. Icardi in campo è impalpabile, e infatti viene sostituito a fine primo tempo, dopo la generosa espulsione di Nagatomo che fa infuriare Mancini. Già, il giapponese. A posteriori la scelta di schierarlo in campo dal primo minuto non appare felicissima, non solo per il rosso rimediato ma anche perché Telles, che fa il suo ingresso in campo al posto del numero 9 nerazzurro, non sfigura affatto e dimostra di essere migliorato anche sotto l’aspetto difensivo. In mezzo al campo Guarin ha qualche difficoltà, impreciso e sprecone. Nel secondo tempo però cambia tutto, a causa dell’inferiorità numerica Mancini si trova a dover ridisegnare la squadra, e lo fa in maniera lodevole.

ORGOGLIO NERAZZURRO – La squadra nerazzurra premia le scelte del suo allenatore, sfoggiando una prestazione completamente opposta a quella della prima frazione di gioco. Dopo l’esclusione di Icardi arriva anche quella di Guarin, sostituito da Biabiany. Cambia poco inizialmente, dato che l’Inter viene nuovamente punita dal solito Higuain, che si infila tra Miranda e Murillo beffandoli e mettendo la palla in rete. Sembra tutto finito, ma è proprio in questo momento che viene fuori la ″Pazza Inter″. Nonostante l’uomo in meno i ragazzi di Mancini non si arrendono. Lottano, corrono il doppio di quanto fatto nel primo tempo e fanno tremare il ′San Paolo′ quando Ljajic, con un tiro preciso e chirurgico, batte Reina e riapre la partita. A questo punto l’Inter se la gioca a viso aperto e dà l’impressione di poter pareggiare. Finalmente i fanatici del bel gioco possono dire di aver visto la squadra di Mancini giocare a calcio – visto che per molti esperti finora l’Inter ha praticato un altro sport -, che migliora ancora di più con il tardivo ingresso in campo del grande escluso Jovetic. Sono però i minuti finali a regalare quelle emozioni che i tifosi nerazzurri da troppo tempo aspettavano di rivivere. L’Inter va infatti vicina a un clamoroso quanto insperato pareggio, prima con un gran colpo di testa del numero 10 nerazzurro che si scaglia sul palo a portiere battuto. Poi, per non farsi mancare proprio nulla, è Miranda che colpisce nuovamente di testa ma trova un eccezionale riflesso del portiere partenopeo, che devia il tiro sul palo. Incredibile – avranno pensato tutti – la squadra fortunata per eccellenza oggi è stata abbandonata dalla Dea bendata! Pochi secondi dopo arriva il fischio finale, la partita finirà 2-1 per il Napoli ma quanto orgoglio per gli interisti, che hanno la consapevolezza di essere una squadra davvero tosta.

TANTA RABBIA – Il giorno dopo, solitamente, è tempo di considerazioni. Cosa rimane dopo questa sconfitta? Prima di tutto una buona posizione in classifica, perché fa male perdere la vetta ma rimanere a una sola lunghezza dalla capolista non è poi una tragedia. Poi, certamente, rimane l’amaro in bocca. Perché partite così, con una preparazione iniziale più accurata e un impegno maggiore, si possono certamente vincere. Provoca rabbia pensare all’Inter abulica del primo tempo, soprattutto se paragonata a quella del secondo, capace in dieci uomini di impaurire un Napoli complessivamente più maturo e collaudato, che viaggia come un treno sia in campionato che in Europa League. Non era certamente una partita semplice quella contro l’armata di Sarri, e nemmeno decisiva. Ma un po’ di delusione sulla sponda nerazzurra è sacrosanta, la possibilità di allungare in classifica era concreta e avrebbe certamente infuso coraggio e forza alla squadra, e non c’è pacca sulla spalla che tenga. Ma, paradossalmente, crescono anche le consapevolezze. L’Inter ha le palle. L’Inter lotta. L’Inter vuole dire la sua. L’Inter è frutto del lavoro di Mancini, che sta cercando di dare mentalità e personalità a questo gruppo, passando attraverso esperimenti che a volte riescono e a volte no e sconfitte che fanno indubbiamente male, ma servono al percorso di crescita. E se nel frattempo arrivasse qualche altro risultato ″brutto″ e funzionale behforse non sarebbe proprio un male. Voi che ne dite?