Inter, specchio riflesso: Mancini e l’onta camaleontica

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28 novembre 2015, 12:57
Mancini

Roberto Mancini ha fino ad oggi indovinato tutto. Eccetto il match con la Fiorentina, forse più influenzato da episodi individuali negatici che dall’organizzazione tattica a tre dei nerazzurri, in ogni big match e più in generale in questa prima parte di campionato, il tecnico di Jesi ha sempre trovato la strada giusta.

MANCINI, MAN IN THE MIRROR – Non farà eccezione il match del San Paolo: l’Inter come il Napoli, Mancini come Sarri. Con interpreti differenti però, l‘Higuain nerazzurro potrebbe avere le sembianze non di Icardi, bensì di uno Jovetic o Ljajic schierato in qualità di falso nueve. Che si possa vedere un’Inter molto vicina a quella che ha battuto la Roma è un’eventualità probabilissima, per interpreti e modulo. 4-3-3, Medel-Melo-Brozovic, Ljajic-Perisic-Jovetic. Con due dubbi, Guarin e Biabiany ad insidiare Brozovic e Perisic: la sensazione è che alla fine Icardi rimarrà fuori, sarà un’Inter bassa e pronta a partire in contropiede, decisamente non la situazione tattica ideale alle caratteristiche del bomber argentino.

Nagatomo e D’Ambrosio hanno disputato un match da 8 contro le terribili ali giallorosse, hanno alte probabilità di confermare la loro titolarità contro Insigne e Callejon. Un’Inter mutevole, che non sarà bella, non avrà un’identità ben definita ma…vince.

E, parafrasando qualcuno, “è l’unica cosa che conta…