Inter resiste a Goldrake, Spalletti gonfia petto. Fattore C? No, M

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22 ottobre 2017, 15:54
Spalletti

L’Inter ieri sera è uscita indenne dal San Paolo, consolidando il 2^ posto in classifica a due punti di distanza dal Napoli di Maurizio Sarri. Gli uomini di Luciano Spalletti hanno retto l’urto dei “figli di Goldrake”, per citare lo stesso tecnico nerazzurro nel post-match: i nerazzurri dunque, dopo aver battuto Roma e Milan e aver bloccato la capolista, forse iniziano a diventare credibili agli occhi di chi vede solo Samir Handanovic e il fattore C

GONFIO DI ORGOGLIO – «Continuate a dirci che siamo fortunati, ma la mia vera fortuna è allenare questi giocatori». C’è tutto Luciano Spalletti in questa frase: pungente e consapevole. Consapevole di aver plasmato un gruppo, una squadra che fa ancora storcere il naso ai più sofisticati ma dopo aver bloccato il Napoli al San Paolo forse inizia anche ad apparire credibile: «Sappiamo di essere fortunati, ma ci sono anche i giocatori… E forse piano piano ve ne accorgerete».

MERITI – Ieri sera al San Paolo i più si sono accorti di Samir Handanovic. Ed è anche giusto, perché il numero uno sloveno è stato esaltante in almeno due occasioni. Ma come fa ancora a stupire il portiere nerazzurro? I suoi interventi dovrebbero esser considerati del tutto normali, perché l’estremo difensore di una squadra che ambisce al vertice deve fare questo, vale a dire essere decisivo quanto e come un centravanti. E lui spesso lo è, ma questa non deve diventare una discriminante negativa per l’Inter. Perché poi a volte sembra quasi un’accusa quella di avere un portiere salva-risultato. Oppure un difensore sempre attento. O ancora un attaccante che segna al primo colpo. Semmai è un merito e Spalletti fa bene a sottolinearlo sempre, altro che fattore C: fattore M, come i meriti che ha questa squadra. Ora però la bella prova con il Napoli va messa da parte, martedì sera arriva la Sampdoria a San Siro. E a vederla giocare possiamo giurare che sarà tutto, tranne che una sfida semplice.