Inter, lo strano caso di una Europa che conta solo a parole

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30 settembre 2016, 15:17
Europa League

L’Inter, dopo la magra figura contro l’Hapoel Be’er Sheva nella prima sfida del girone di Europa League, si ripete anche contro lo Sparta Praga: i nerazzurri di Frank de Boer rimangono dunque a zero punti e con speranze di qualificazione che vanno via via affievolendosi. Non è tanto il risultato quello che fa discutere quanto l’atteggiamento arrendevole e superficiale degli undici scesi in campo. Dunque l’Europa conta solo a parole?

FIGURE INDECOROSE – L’Europa League non è la Champions League, è vero: non ha lo stesso prestigio, non ha lo stesso fascino e non attira particolarmente l’attenzione. Però è una competizione europea che permette alla squadra vincitrice di accedere alla Champions (chiedere delucidazioni al Siviglia), che porta introiti economici e che andrebbe rispettata. L’Inter invece sembra fare il discorso opposto: due sconfitte in altrettante partite, zero punti in un girone certamente abbordabile se ti chiami F.C. Internazionale e speranze di qualificazione sempre più ridotte. Qualcuno dirà che i vincoli apposti alla lista UEFA da quella croce che porta il nome di Fair Play Finanziario stanno risultando certamente determinanti ma il discorso non può fermarsi solo a questo: semmai questo è uno dei problemi ma non il principale. Perché è vero che non possono giocare sempre e solo i titolarissimi ma è pur vero che le seconde linee esistono appositamente per questo. E quelle nerazzurre stanno dimostrando di non essere all’altezza e di non meritare la fiducia di Frank de Boer che, ricordiamolo, si trova a dover fare scelte obbligate dettate dai limiti di cui sopra e dall’imminente sfida di campionato contro la Roma.

EUROPA SOLO A PAROLE – Siccome durante l’anno assistiamo spesso alle dichiarazioni dei diretti interessati che esaltano il blasone dell’Inter e l’importanza dell’Europa per i colori nerazzurri, poi non è ammissibile assistere a figure decisamente poco decorose (se è vero che ti chiami Inter, come spesso sentiamo ripetere). L’atteggiamento è quello che fa la differenza, che si tratti di Juventus in campionato o di Hapoel in coppa. E quello visto in queste prime due sfide di Europa League è inammissibile e basta osservare il secondo gol messo a segno ieri dallo Sparta Praga, una roba da dilettanti (per dirla alla de Boer). Ora, visto che c’è una qualificazione in ballo, è tanto chiedere impegno e professionalità a tutti quei giocatori che finora sono scesi in campo senza fare il proprio dovere e senza dimostrare il blasone che tanto ostentano? Oppure l’Europa conta solo a parole?

 

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Viviana Campiti

Viviana Campiti

Nata e cresciuta in Calabria, dove si laurea in Scienze dell'Educazione. Amante del calcio in tutte le sue forme, dalla Terza Categoria alla Serie A. Interista per predisposizione naturale e onestà intellettuale. Pazza come Maicon, passionale come Stankovic, fedele come Zanetti. Nel tempo libero ama il cinema, ma soprattutto scrivere.