Inter: la violenza delle parole non dette da Melo

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29 novembre 2015, 21:49
melo

Napoli-Inter, sfida al vertice che andrà in scena allo stadio ′San Paolo′ lunedì alle ore 21.00, ha scatenato polemiche ancor prima di vedere come andrà sul campo. Succede, soprattutto quando qualche quotidiano sportivo esagera con i titoli ad effetto, costruendo prime pagine su parole che non sono mai state dette. È successo proprio questo con l’intervista che Felipe Melo ha rilasciato qualche giorno fa alla ″Gazzetta dello Sport″ 

FAMA DA DUROFelipe Melo, centrocampista ex Galatasaray fortemente voluto da Roberto Mancini, non è sicuramente una novità per il campionato italiano. Il brasiliano aveva infatti giocato in passato con le maglie di Fiorentina e Juventus. Eppure sembra che qualcuno lo stia scoprendo adesso. Melo è un bonaccione in campo? No. Melo ha sempre dimostrato di essere un giocatore coriaceo? Sì. Melo ha mai detto di voler menare qualcuno per fargli male? MA QUANDO MAI! Melo ha intenzione di farlo? Secondo la ″Gazzetta dello Sport″ sì. Chiunque abbia letto la prima pagina pubblicata dal giornale sopra citato due giorni fa, si sarà certamente accorto delle presunte dichiarazioni attribuite al numero 83 nerazzurro, riguardanti il ″trattamento″ da riservare a Gonzalo Higuain: ″Ho battuto Messi a casa sua, figuriamoci se posso aver paura di Gonzalo. Lui è come Balo: va menato″. Parole forti, che a primo impatto destano rabbia e stupore. Poi, siccome sono state attribuite a un giocatore con la fama da duro come Melo, qualcuno non avrà fatto fatica a crederci. E infatti si vocifera di una presunta denuncia fatta pervenire presso le sedi di F.I.G.C e A.I.A. Bufala o verità? L’unica cosa certa è che tutto questo è francamente grottesco.

VOTO DIECI ALLA FANTASIA – Poi, sfogliando il giornale, come per magia quelle dichiarazioni svaniscono nel nulla. Anzi, leggendo l’intervista è lo stesso Melo che smentisce le parole usate in prima pagina. L’intervistatore, rifacendosi a una vecchia affermazione del brasiliano in cui diceva che Balotelli va ″menato″ perché è forte, gli domanda appunto se si può fare lo stesso discorso per il centravanti argentino del Napoli. Il centrocampista nerazzurro risponde così: «Ecco, anche su quella frase è stato fatto un romanzo. Melo istiga alla violenza, Melo qui e là, come quando si fece male un giocatore del Chievo che mi venne addosso o Pazzini, situazione nella quale scivolai addirittura prima… Quella frase sul ‘menare’ l’ho detta sorridendo. L’ho detta perché Balotelli è un giocatore differente da tutti. Come Higuain. E bisogna dedicargli molta attenzione. Ecco il senso». Già, ecco il senso. Che, guarda caso, non è quello che lasciava intendere il titolo in prima pagina. Perché buttare benzina sul fuoco di una sfida già di per sé molto sentita? Perché stravolgere il senso delle frasi pronunciate da Melo? Metodi della moderna editoria, direte voi. Beh, metodi infelici a quanto pare. Non è ammissibile che un quotidiano sportivo di tale portata crei casi e polemiche su frasi mai dette. Non è giusto per chi legge e non è giusto per il protagonista dell’intervista. Che non è il primo, e certamente non sarà nemmeno l’ultimo.

CASO ROMAGNOLI – Una cosa molto simile era successa con il difensore rossonero Alessio Romagnoli, intervistato sempre dalla rosea, che in prima pagina titola: ″Difendo come Nesta. Ho il tocco di Zidane″. Che autostima! – avranno pensato i lettori. E invece, anche in questo caso, la presunta dichiarazione è totalmente priva di fondamento. Il caso diplomatico si è protratto per giorni, tanto che la redazione della ″Gazzetta″ decide a un certo punto di spegnere le polemiche e specificare attraverso un comunicato il senso di quel titolo: ″Il titolo sulla bella intervista a Romagnoli pubblicata sulla Gazzetta di ieri ha sollevato qualche polemica tra i lettori e un po’ di imbarazzo nel giocatore. Diciamo subito, a scanso di equivoci, che voleva essere un titolo giocoso. A volte però lo sforzo di sintetizzare un concetto e di renderlo frizzante va oltre il pensiero dell’interessato e può apparire come una forzatura voluta. Intenzione che in questo caso non c’era assolutamente. Conosciamo bene la serietà e la sana voglia di emergere del neo milanista. E sappiamo che in lui non c’è nessuna volontà di apparire a tutti i costi. Prenda questo titolo come l’auspicio della Gazzetta di una carriera lunga e importante″. E sul caso Melo cosa verrà detto invece? Niente, probabilmente. Al massimo un’altra invenzione.