Inter, coperta corta in mezzo per de Boer: Medel non basta

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18 agosto 2016, 22:44
Medel

Il mercato dell’Inter non è ancora terminato, quello per de Boer neanche iniziato. Le ultime operazioni verranno fatte a cavallo tra le prime due giornate di campionato e – aspettando il colpo Joao Mario – un (doppio?) acquisto sembra essere più che necessario per completare la rosa entro il 31 agosto: Medel in mezzo non basta

INTER IN COSTRUZIONE – Nella rosa attuale dell’Inter si trovano portieri, terzini, giocatori offensivi – trequartisti e ali – e attaccanti a volontà, ma in mezzo la situazione non è così florida: le carenze sono sia dal punto di vista numerico sia da quello qualitativo. La difesa, infatti, si regge esclusivamente sulle prestazioni di Joao Miranda e Jeison Murillo. Al momento è Andrea Ranocchia (che potrebbe partire) la prima e unica riserva della coppia centrale dato che Marco Andreolli è ancora infortunato e non tanto sicuro di restare, mentre il giovane Eloge Yao sta per lasciare nuovamente l’Inter per farsi le ossa in provincia. A centrocampo le cose non vanno certo meglio, anzi se possibile è peggio: Geoffrey Kondogbia è la certezza, almeno questa è la speranza comune; Marcelo Brozovic attualmente c’è, ma sembra avere un piede e mezzo fuori da Milano (in caso di addio arriverà sicuramente un altro centrocampista, a prescindere dall’ossessione Joao Mario); Felipe Melo rischia di fare i bagagli dopo l’addio di Roberto Mancini, anche se non è una cessione scontata; il giovane Assane Gnoukouri dovrebbe seguire le orme dell’amico Yao, infatti si parla di imminente accordo con il Pescara per entrambi; infine, Ever Banega teoricamente ha un posto prenotato sulla trequarti, ma può far numero anche sulla linea mediana.

IL JOLLY MEDEL – All’appello manca volutamente Gary Medel, titolarissimo fin dal suo arrivo all’Inter e destinato a essere anche quest’anno una pedina tattica fondamentale: il cileno è l’unico calciatore in rosa a poter giocare senza problemi sia a centrocampo (ruolo naturale) sia in difesa (ruolo “nazionale”), l’importante è che il suo raggio d’azione venga limitato al compitino difensivo. Medel può equilibrare la linea mediana “olandese” fatta di più qualità e meno quantità rispetto alla filosofia “manciniana”, ma allo stesso tempo può sostituire uno dei centrali difensivi per mantenere la difesa a quattro oppure unirsi a loro per sfruttare la linea a tre già ipotizzata da Frank de Boer, che proprio per questo ha lodato – senza citarlo – il Pitbull cileno. De Boer, infatti, apprezza particolarmente quei giocatori che sanno adattarsi facilmente al doppio ruolo e Medel è uno dei difensori-centrocampisti più forti in circolazione. Nonostante ciò, la presenza del jolly Medel nella rosa di de Boer non basta e non basterà per competere su tre fronti: Serie A, Europa League e Tim Cup richiedono più giocatori e più qualità tra le riserve. All’Inter servono quattro centrali difensivi e sei centrocampisti centrali affidabili… più Medel.

LA DOPPIA LACUNA – Tornando al discorso mercato, negli ultimi giorni si sta verificando un fenomeno mediatico annunciato dopo l’approdo di de Boer sulla panchina dell’Inter: accostare ai nerazzurri ogni pupillo del tecnico olandese laddove si presenta una lacuna nella rosa nerazzurra. A chiunque e non solo a de Boer farebbe piacere (ri)avere Daley Blind e/o Jan Vertonghen, due brillanti esempi di difensori-centrocampisti (e anche terzini, tra l’altro entrambi sinistri e quindi particolarmente e storicamente appetibili all’Inter), ma si tratta di operazioni fuori budget e fuori mercato, salvo follia economica del gruppo Suning seguita da un’altrettanta follia tecnico-tattica di Manchester United e Tottenham. All’Inter serve sia un centrale di riserva (più affidabile di Ranocchia e più sano di Andreolli) sia un mediano di riserva, ma fare due operazioni simili last minute non è facile: acquistare un altro jolly come Medel sarebbe una mossa intelligente, ma bisogna ricordare che si sta cercando un profilo alternativo e non un titolare fisso. Per questo Piero Ausilio potrebbe stupire tutti estraendo dal cilindro del mercato un nome a sorpresa: ovviamente con l’OK di de Boer, anche se non dovrà essere per forza di scuola olandese.

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