Inter battuta da Guardiola… o Mancini? Cercando un Gabriel

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27 settembre 2016, 23:56
la frase del giorno

Alla fine l’Inter ha virato su Gabriel Barbosa – meglio conosciuto come “Gabigol” – dopo aver dovuto abbandonare la pista Gabriel Jesus, che specifica i motivi del suo no: analizziamo le sue parole attraverso la rubrica “La frase del giorno sull’Inter”

LE PAROLE DI GABRIEL JESUS – «Inter e Juventus? Ma io tifo Milan (ride, ndr). No, ha pesato il fattore Guardiola. Ho ricevuto consigli da persone che hanno lavorato con lui e da altri che hanno giocato negli altri club interessati al mio acquisto, ho valutato e poi scelto il Manchester City».

GABRIEL DELLA DISCORDIA – Le dichiarazioni di Gabriel Jesus fanno capire che la scelta finale è ricaduta sul Manchester City soprattutto grazie alla presenza di Pep Guardiola in panchina, ma non solo. Il talentuoso attaccante brasiliano classe ’97 ancora per pochi mesi in forza al Palmeiras, infatti, ha chiesto informazioni anche sull’Inter (e sulla Juventus e tutti gli altri club interessati a lui), ricevendo probabilmente una recensione negativa. In quel periodo, però, sulla panchina nerazzurra sedeva ancora Roberto Mancini, piuttosto restio a lanciare i giovani preferendo loro giocatori esperti (infatti voleva Zlatan Ibrahimovic, poi finito sulla sponda United di Manchester). Domanda banale: e se ci fosse già stato Frank de Boer, che del lavoro con i giovani ha fatto il suo credo, cosa e chi avrebbe scelto Gabriel Jesus? L’Inter, perso Jesus, ha chiuso praticamente senza pensarci due volte per il suo compagno di reparto nella Nazionale Olimpica Brasiliana, il classe ’96 ex Santos Gabriel Barbosa, soprannominato “Gabigol” e arrivato a Milano per dimostrare di non essere inferiore all’altro Gabriel: tra qualche anno sapremo chi tra Inter e City ha fatto l’affare carioca.

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.