Facciamo chiarezza: il vero ruolo di Gagliardini

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7 gennaio 2017, 19:03
Gagliardini

Regista, mediano o interno? Poco cambia nella sostanza, ma in molti hanno fatto confusione sul vero ruolo di Roberto Gagliardini. Andiamo ad analizzare le 13 presenze in campionato, con la maglia dell’Atalanta, del futuro centrocampista dell’Inter.

CENTROCAMPISTA COMPLETO – Dopo un inizio di stagione a dir poco opaco, l’Atalanta di Gasperini ha cominciato a navigare a velocità di crociera dopo la sfida contro il Crotone, a fine settembre. Il tutto è coinciso con l’utilizzo costante tra i titolari dei ‘ragazzi terribili': Caldara, Conti, Kessiè, Spinazzola, Petagna ed infine, appunto, Gagliardini. Il classe 1994, prossimo a firmare con l’Inter, ha trovato la sua dimensione ideale in mezzo al campo, in coppia con Kessiè. Dopo un paio di gare di rodaggio giocate con il 3-5-2, dove Gagliardini occupava il ruolo di centrale, l’Atalanta ha raggiunto la quadratura del cerchio con il 3-4-1-2, avanzando Kurtic a ridosso delle due punte, Gomez e Petagna. Gagliardini e Kessiè hanno così preso possesso della zona nevralgica del campo, dividendosi in parti uguali i compiti. Nessuno dei due ha le caratteristiche del regista classico; entrambi possono diventare (vista la tenera età) dei completi centrocampisti moderni. Gagliardini, nello specifico, possiede un’ottima tecnica di base, facilità di corsa e garantisce anche una buona dose di contrasti e di palloni recuperati. D’altronde il fisico non mente: 188 cm di altezza.

ALL’INTER – Le tre ultime vittorie consecutive dell’Inter sono arrivate tutte con lo stesso modulo. Un 4-2-3-1 pronto a trasformarsi camaleonticamente in un 3-4-2-1. Il tutto con gli stessi uomini in campo. D’Ambrosio stringe la sua posizione per passare alla difesa a tre; Candreva e Ansaldi sulle fasce; Joao Mario (o Banega) e Perisic a supporto di Icardi. L’unica costante è rappresentata dai due centrocampisti in mezzo al campo: si gioca in coppia, con la certezza Brozovic. A lui sono stati affiancati Kondogbia e Felipe Melo in queste tre gare. E Gagliardini arriva proprio per coprire questa zona di campo, in tandem con il croato, proprio come succede all’Atalanta con Kessiè. La speranza dell’Inter è che il classe 1994 possa unire la giusta dose di qualità e quantità. Il suo ambientamento in nerazzurro sarà facilitato dalla continuità, o meno, che dimostrerà l’Inter in questa fase. Nel frattempo chiamatelo centrocampista completo. Non regista.