Elogio della Follia: Inter, da anti-calcio a Scudetto in una notte

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2 dicembre 2015, 17:36
Mancini

Il post Napoli-Inter, come da previsione, è ricco di dichiarazioni, opinioni e sentenze. Stranamente, queste ultime, tendono a candidare la squadra di Mancini allo Scudetto. Ma come? Mesi e mesi di critiche sulle vittorie ottenute quasi per caso e senza giocare a calcio e adesso, in una notte, l’Inter è la super favorita alla vittoria finale? Dopo una sconfitta contro il superbo Napoli di Sarri? Qualcosa non torna, forse

ANTI-CALCIO INTER E FIORENTINA SUGLI SCUDI – Dunque, ricapitolando, l’Inter ottiene cinque vittorie consecutive nei primi cinque turni di campionato. Certo, gli avversari non erano di certo irresistibili (Milan a parte, forse) ma i punti sono comunque arrivati. Ovviamente senza merito, a giudizio degli esperti. Sì, perché i nerazzurri sono stati fortunati, poco belli, anche un po’ cattivi e spesso non hanno segnato più di un gol. E poi segna sempre Jovetic! Ma dove andranno a finire se per caso dovesse fermarsi il montenegrino? Presto detto: JoJo si ferma e la sua squadra perde contro la Fiorentina. NOI LO AVEVAMO DETTO! – tuonano i detentori della verità assoluta. Quindi era tutto un fuoco di paglia, la Viola di Sousa vincerà di certo il campionato, giocano a calcio dal primo al novantesimo minuto, sono splendidi e affascinanti. Così ha deciso la giuria di qualità.

CULOVIC – Jovetic si blocca, non riesce più a segnare, con Icardi non trova il giusto feeling. È crisi nera, anzi nerazzurra. Ma l’Inter, pur avendo tutti questi problemi (compreso il mal di pancia del suo capitano), continua a vincere. Dunque come la mettiamo? Semplice, merito di Culovic! Perisic, Ljajic, Kondogbia? NO! Il miglior acquisto di Mancini è stato sicuramente Culovic. Ma non può mica durare in eterno questa storia, adesso a ′San Siro′ arriva la Roma di Garcia che gioca un calcio spettacolare e farà capire a tutti chi comanda (la Fiorentina, nel frattempo, è già stata messa da parte). Bene, i nerazzurri vincono con un gol da fuori area di – udite udite – Medel! PROPRIO LUI!!! – come direbbe Sandro Piccinini. Assurdo, ma com’è possibile? La Roma gioca e l’Inter vince? Handanovic addirittura si mette a parare? I difensori difendono? Nagatomo e D’Ambrosio fermano quei velocisti imprendibili di Salah e Gervinho? Un fenomeno paranormale. Mancini e i suoi ragazzi sono nuovamente in testa alla classifica.

NAPOLI, PENSACI TU – Nel frattempo la storia è sempre la stessa, l’Inter è brutta, Mancini fa un calcio vecchio e antico, la noia imperversa tra i tifosi nerazzurri sempre più dispiaciuti di vedere la loro squadra dominare la Serie A. Però adesso sembra davvero la volta buona per far fuori quei Barbari boscaioli nerazzurri, c’è il Napoli di Sarri, macchina perfetta e imperforabile. Non ci sono dubbi, i Mancini’s Boys non possono reggere il confronto. E infatti così sarà, nello scontro diretto più atteso della stagione (anche se siamo solo alla quattordicesima giornata) vinceranno i partenopei scalzando l’Inter capolista, e piazzandosi in vetta dopo ben venticinque anni dall’ultima volta. A questo punto i pianeti sembrerebbero allineati, l’Inter non è più prima e il calcio ha vinto. E invece, paradossalmente, si capovolge il mondo.

A TESTA ALTA – L’Inter esce sconfitta dal ′San Paolo′, ma a testa alta. Ormai si usa dire così alla squadra perdente, che di certo si è battuta molto bene, sfiorando più di una volta il pareggio e per di più in dieci uomini. Ma insomma, i risultati morali non esistono. Una sconfitta è una sconfitta, zero punti e sorpasso in classifica, pur rimanendo a una sola lunghezza dalla squadra partenopea. E la nostra giuria di qualità cosa fa in questo caso? Cambia sinfonia. L’Inter perde, ma in realtà vince. Sì, avete capito bene. In una sola serata e grazie a trenta minuti di gioco a ritmi alti e forsennati la squadra nerazzurra ha dimostrato di essere forte. Perché i 30 punti in classifica, la seconda posizione e una delle migliori difese del campionato (proprio insieme a quella del Napoli) non bastavano, no! Era necessaria una sconfitta immeritata per capire che forse forse gli uomini di Mancini non sono poi così malaccio. Com’è strana questa giuria di qualità, da anti-calcio a Scudetto in una sola notte! Un Elogio della Follia.