Candreva riesce nell’impresa con l’Inter in Champions: 0 gol, dietro Brignoli

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21 maggio 2018, 23:01
Antonio Candreva Inter-Chievo

Facile parlare di numeri quando puoi goderti – nuovamente – il capocannoniere della Serie A (Icardi), ma bisogna sottolineare anche i dati negativi che si concretizzano al termine di una stagione perlopiù positiva per l’Inter: i zero gol di Candreva nell’annata del ritorno in Champions fanno clamore

CANDREVA A 0 GOL – A campionato terminato e in attesa del mercato è tempo di bilanci, soprattutto di analisi di alcuni dati, ad esempio quello dei gol fatti. Nello specifico da parte degli attaccanti (o presunti tali…). A inizio stagione sembrava normale amministrazione in attesa che si sbloccasse, tanto nel frattempo segnavano i due compagni di reparto. A metà campionato, quando l’Inter è entrata nel tunnel della solita crisi “esistenziale”, ci si aspettava una sua reazione sotto porta, non verificata, accettandolo per via del periodo negativo di tutta la squadra. Alla fine, invece, si è trasformato tutto in una barzelletta poco simpatica: Antonio Candreva ha terminato la sua stagione con il numero 0 alla voce “gol segnati”. Un’impresa (negativa) non da poco considerando le 36 presenze – di cui ben 33 dal primo minuto – in Serie A, 37 compresa la Coppa Italia. Quasi 2700 minuti giocati senza segnare, praticamente 45 ore, ovvero quasi 2 giorni di calcio, ma non gol. Un titolare in attacco che fa – o meglio, non fa – zero gol, eppure l’Inter centra l’obiettivo Champions League: incredibile crederci. Eppure è così e dovrebbe far riflettere più di una persona in casa nerazzurra, soprattutto quest’estate in sede di mercato…

BRIGNOLI FA MEGLIO – Nel corso dei mesi se ne sono dette tante, anche scomodando paragoni illustri, ma davvero nessuno si sarebbe potuto immaginare che Candreva mantenesse questo score fino all’ultima giornata. Certo, aspettarsi il gol dell’ex decisivo a Roma contro la Lazio sarebbe stato effettivamente troppo… Guardando solo in casa Inter, un gol l’ha segnato Yann Karamoh, riserva designata di Candreva: 16 presenze – di cui solo 4 dal primo minuto -, oltre a quella in Coppa Italia contro il Pordenone, e il gol tanto bello quanto decisivo e importante contro il Bologna. Perfino Andrea Ranocchia, da riserva in difesa, ha segnato 2 gol nei pochissimi spezzoni avuti a disposizione e a fine stagione è stato utilizzato più da centravanti proprio per sfruttare le sue “qualità offensive”. Guardando al di là, la situazione più assurda, però, è quella che vede protagonista Alberto Brignoli, portiere di riserva del Benevento, ultimissimo e retrocesso anzitempo, autore del gol del pareggio contro il Milan: 13 presenze e 31 gol subiti, ma il gol fatto resterà nella storia. Perché Brignoli (almeno) un gol l’ha fatto, Candreva no. A guardare il bicchiere mezzo pieno, per fortuna Candreva non ne ha subito 31…







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