Biabiany: da nerazzurro per caso ad arma segreta dell’Inter

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7 dicembre 2015, 15:34
Biabiany

Uno dei pregi maggiori dell’Inter, oggi in vetta alla classifica di Serie A, è la compattezza del gruppo che permette a Roberto Mancini di modificare moduli e formazioni senza che la squadra ne risenta. Ogni giocatore sente di essere importante in funzione dell’obiettivo da raggiungere e per questo riesce a fornire il massimo quando viene chiamato in causa. Jonathan Biabiany rappresenta l’esempio più illuminante in tal senso

NERAZZURRO PER CASO – Il legame fra Biabiany e l’Inter sembra destinato a essere guidato dalla casualità. Giunse a Milano appena sedicenne grazie all’osservatore dei nerazzurri, Pierluigi Casiraghi che, approdato in Francia alla ricerca di giovanissimi talenti, lo scovò in un campo di periferia in cui si era recato per visionare altri nomi sul taccuino. Una vittoria nel campionato Primavera, in cui fu votato come miglior giocatore del torneo, oscurato però dalla nascente stella di Mario Balotelli e poi il salto nel professionismo.
Fu Benitez che, dopo un periodo in prestito al Chievo e al Modena, lo lanciò in prima squadra, arrivando a farlo giocare nella finale del Mondiale per Club, in cui segnò il terzo gol con cui l’Inter sconfisse il Mazembe. Con l’avvicendamento fra il tecnico spagnolo e Leonardo, il francese venne ceduto, prima in prestito e in seguito definitivamente, alla Sampdoria, con cui precipitò in serie B a fine stagione, segnando un gol proprio nella partita che sancì la retrocessione, in un’incredibile saliscendi quasi da montagne russe.

DI NUOVO ALL’INTER – Da lì il Parma in cui parve aver trovato la sua dimensione e l’interesse del Milan. Era già tutto pronto per il passaggio ai rossoneri, ma la scoperta di un problema cardiaco bloccò tutto. Durante la riabilitazione, si verificò anche il fallimento della società ducale e, come accade a volte, proprio nei momenti più bui è possibile scoprire lo scintillio delle stelle. L’Inter decise infatti di tesserarlo, da svincolato e in estate il francese potè presentarsi in ritiro con i nuovi compagni. Un ritorno che suscitò la simpatia dei tifosi, convinti si trattasse di un ingaggio in funzione delle liste Uefa. Roberto Mancini non era della stessa idea. Il mister affermò infatti che Biabiany rappresentava un profilo unico nella squadra, trattandosi di un elemento capace di ricoprire diversi ruoli e di modificare così il modulo a partita in corso. Silenziosamente, partita dopo partita, l’ex Primavera si è ritagliato il suo spazio, rivelandosi un’arma preziosissima per i nerazzurri. Sabato sera le sue accelerazioni sulla fascia e la sua capacità di dribblare e di accentrarsi, duettando con gli attaccanti, hanno devastato la retroguardia genoana.
E Biabiany si gode ora la sua seconda vita nerazzurra, deciso a ottenere quelle soddisfazioni che merita per tutto l’impegno messo per arrivare fino a qui.