Yaya Tourè: “Ecco perché non sono andato all’Inter”

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27 giugno 2015, 16:39
Yaya Touré

Roberto Mancini ha tentato in ogni modo di portarlo all’Inter, forte del rapporto di stima creato ai tempi in cui era alla guida del Manchester City. Nonostante gli sforzi del tecnico, Yaya Tourè ha infine deciso di rimanere in Inghilterra e oggi ha voluto spiegare le ragioni di questa sua scelta.

DIVENTARE UNA BANDIERA – Per un breve periodo è parso che il centrocampista ivoriano potesse approdare a Milano, sposando il progetto nerazzurro. Il suo no però non ha spiazzato gli uomini di mercato interisti, che hanno subito ingaggiato Geoffrey Kondogbia, strappandolo ai cugini del Milan. In un’intervista concessa al Manchester Evening News, Yaya Tourè ha chiarito i motivi che lo hanno portato a rispondere no alla chiamata dell’allenatore da lui tanto stimato.
Vorrei diventare per il Manchester City ciò che è stato Paolo Maldini per il Milan. Questo è il sogno di ogni giocatore. Ho provato a convincere alcuni giocatori a rimanere nel club e mi hanno risposto ‘Perché?‘”

AFFETTO DEI TIFOSI – “Perché è il caso di Maldini, di Franco Baresi, di Del Piero, così come di Totti. Tanti giocatori importanti che sono rimasti a lungo nei loro club.”
Il colloquio avuto con la dirigenza del Manchester City ha contribuito alla sua permanenza nei Citizens, ma, secondo le sue parole, è stato l’affetto dei tifosi a convincerlo a rimanere.
E’ molto, molto importante – sia come persona che come calciatore – vedere i tifosi che ti seguono. E’ difficile in certi momenti deluderli. I tifosi stanno facendo cose meravigliose per questo club. Quando la gente ti mostra la sua fedeltà, non puoi far finta di nulla. E’ per questo che voglio restare al City. E voglio rimanere a lungo.”