Mancini: “Rimpianto CL, ho costruito un colosso! Aspetto…”

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7 settembre 2016, 09:04
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Roberto Mancini – dopo aver fatto il punto della Serie A invocando Touré e Ibrahimovic -, nella terza e ultima parte della sua intervista al “Corriere dello Sport” odierno, tratta argomenti fuori dal tema Inter: dal suo City (il colosso) alla Nazionale Italiana, passando per il rimpianto Champions e l’attesa di un progetto serio

MADE IN ITALY IN PANCHINA – Periodo di pausa, poi Roberto Mancini tornerà ad allenare: «Aspetto un progetto serio, non ho fretta. Ogni tanto staccare fa bene. Non ho preclusioni, lavorare in Inghilterra è stato fantastico. La Premier League resta il top. Quest’anno sarà un testa a testa tra Manchester United e Manchester City, la mia ex squadra resta sempre la più forte, sulla carta. Sono ancora orgoglioso di aver costruito quel colosso: Yaya Touré, David Silva, Sergio Aguero…. Dall’altra parte di Manchester c’è Zlatan Ibrahimovic: sarà un duello appassionante, ma occhio al Chelsea. Antonio Conte è già partito benissimo. Claudio Ranieri ha raccontato una favola diventata leggenda. Ha tenuto duro, ha colto l’attimo. Ora penso che per il Leicester City sarebbe un successo altrettanto grande arrivare nelle prime sei. Il loro scudetto ricorda quello dell’Hellas Verona. Sampdoria e Lazio, invece, avevano un progetto alle spalle, investimenti fatti sul mercato per vincere. La nostra scuola è davvero al top: siamo allenatori di punta, esportiamo il nostro calcio in tutto il mondo. Certo, vederne così tanti in Inghilterra fa un certo effetto conoscendo quanto loro siano nazionalisti. Carlo Ancelotti è un tecnico e uomo straordinario. Sempre sereno ma, credetemi, quando vuole è duro anche lui. Vincerà la Bundesliga con il Bayern Monaco, è abituato a gestire grandi squadre e non avrà molte difficoltà nell’impatto con la nuova realtà».

RIMPIANTO CHAMPIONS – «La Champions League? Ecco un altro grande rimpianto. La inseguo dalla notte in cui l’ho persa con la Sampdoria contro il Barcellona per una questione di centimetri. Io ci credo, come sempre. A volte vai in un club, vinci lo scudetto e subito anche la Coppa più importante. Detto questo, difficile prevedere chi partirà con il ruolo di grande favorita: posso dire il Barcellona perché ha Lionel Messi, Neymar Jr e Luis Suarez, ma quando si entra nella fase finale tutto può accadere. L’anno scorso Zinedine Zidane ha gestito il suo ingresso in quel colosso grazie all’esperienza accumulata da giocatore. Ripetersi è sempre difficile, ma è chiaro che la squadra di Cristiano Ronaldo è sempre tra le candidate al successo».

ORGOGLIO (E SOGNO) NAZIONALE – «Giampiero Ventura è stato intelligente, ha lavorato sulla base costruita da Conte e ha messo in moto la macchina. Nel biennio potrà utilizzare talenti emergenti come Ciro Immobile, Marco Verratti, Lorenzo Insigne, Federico Bernardeschi, Daniele Baselli. I giocatori ci sono e il CT è un maestro di calcio. E’ una squadra in cui credo, che avrei allenato con piacere come tutti quelli che fanno il mio lavoro. La Nazionale del proprio Paese è un punto di arrivo, un motivo di orgoglio. Sentire l’inno e rappresentare gli italiani è una sensazione che ho provato in Inghilterra con il City. Da brividi. Chissà…».