Ganz: “Il mio addio all’Inter? Mi ha tradito la società”

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11 aprile 2017, 18:12
ganz

Maurizio Ganz ha parlato dell’imminente derby di Milano e del suo passato in cui ha vestito le maglie di entrambe le milanesi segnando nei derby sia con la maglia dell’Inter che con quella del Milan

In vista del prossimo Derby di Milano, Milan TV ha intervistato uno che di Derby se ne intende, ovvero Maurizio Ganz. L’ex attaccante ha infatti indossato le maglie sia dell’Inter che del Milan, giocando e segnando nei derby da entrambe le sponde dei Navigli. Ganz ha parlato della partita di sabato: “E’ un’atmosfera particolare, bellissima e vissuta nella quotidianità in giro per Milano. Ho avuto la fortuna di segnare con entrambe le maglie e di procurarmi rigori con tutti e due le squadre. Quelli passati servivano per vincere il campionato, quest’anno per entrare in Europa. Fa molto male alla città di Milano vedere le due squadre fuori dall’Europa”.

DALL’INTER AL MILAN- La carriera di Ganz fu caratterizzata da un passaggio dall’Inter al Milan con primo derby in rossonero bagnato dal gol, fatto che lo fece bollare come traditore da buona parte del tifo nerazzurro. A distanza di tanti anni l’ex attaccante ha voluto dare la sua versione dei fatti: “Inter? A livello realizzativo andavo alla grande, fisicamente no. Era bello segnare al Milan, per il blasone chiaramente della squadra. Poi ho segnato il 3-1 sotto la Curva del Milan. Subito in gol nel derby appena arrivato in rossonero? Avevo tanta rabbia in corpo, dopo tutto quello che avevo fatto con la maglia dell’Inter, volevo riscattarmi e dimostrare che si erano sbagliati a mandarmi via. Sentivo che era la mia serata, stavo bene, infatti feci una partita straordinaria. Quando vidi la palla entrare impazzii. Non vedevo l’ora di fare una grande prestazione per la maglia del Milan, non contro quella dell’Inter. Ho segnato contro il Milan negli anni successivi e non ho mai esultato, dipende come ci si lascia. Tradimento? L’ho ricevuto da parte della società, non dei tifosi. Ogni tanto quando vado in giro per Milano qualche battutina me lo fanno. Io non ce l’avevo con i tifosi, ma con la società”.







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