ESCLUSIVA – Durante: “Gabigol deve giocare! Sabatini…”

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10 maggio 2017, 17:25
Gabigol entra

Walter Sabatini è il nuovo Direttore Tecnico di Suning Sports, mentre Stefano Pioli è stato esonerato. Inter-News.it ha contattato Sabatino Durante, noto agente e esperto di calcio sudamericano. Di seguito le sue dichiarazioni, tra il futuro della panchina nerazzurra e il mancato impiego di Gabigol

L’arrivo di Sabatini come DT di Suning Sports gioverà all’Inter e se sì in che contesto? Potrebbero presentarsi problemi di gestione nel mercato e in generale nel rapporto con Ausilio? L’attuale DS ne esce ridimensionato?

«Io aspetterei prima di dare giudizi. Walter è un personaggio particolare: vive di calcio giorno e soprattutto la notte ed ha il coraggio di fare delle scelte che nel calcio alla fine pagano sempre. Meglio scegliere presto e bene piuttosto che tergiversare. Piero (Ausilio, ndr.) è più cauto e meno caotico. Con un po’ di buon senso e di intelligenza, che entrambi hanno, possono collaborare. Ausilio ha le sue competenze, Sabatini altre: non per forza dovranno entrare in contrasto. Poi i risultati faranno spostare la bilancia, è la legge del calcio. L’ago della bilancia va dove pesano i risultati. Ci si scandalizza dell’esonero di Pioli. Io mi scandalizzo per le tre sconfitte consecutive, per il mancato utilizzo di Gabigol e per lo scollamento della squadra. Motivare una squadra è il compito principale di un allenatore, il resto sono opinioni, tutte rispettabili, ma che non fanno punti e non fanno ambiente. Fare l’allenatore all’Inter (Lippi che è un grande ha fallito) non è facile e chi si siede su quella panchina sa a cosa va incontro…»

Negli ultimi anni Sabatini ha fatto ottimi affari in Sudamerica, soprattutto in Brasile, ma ha anche preso qualche granchio. Da tempo si parla di Arana, Thiago Maia e ora del gioiellino Alan: l’Inter come potrebbe muoversi in estate per rinforzare l’attuale rosa?

«L’Inter è ora che si svegli e compri o faccia partnership con una squadra di un campionato europeo minore (Belgio o Portogallo) dove mettere giovani talenti e testarli. Il salto dal Sudamerica a squadre top europee di un campionato difficile e complicato come quello italiano è molto grande. Arana, Thiago Maia e Alan sono giovanotti con qualche qualità e qualche chances ma non sono pronti per l’Inter. E poi andavano presi prima: due-tre anni fa nel caso dei primi due e un anno fa nel caso di Alan. Questi ragazzi vanno portati via il prima possibile dal Sudamerica perché costano poco e hanno più tempo per evolvere. Poi se dimostrano di calarsi nel contesto europeo possono essere trasferiti all’Inter oppure li si cede a squadre di altri campionati. Alla fine ci si perde poco: investimenti mirati, pochi rischi. E poi bisogna farla finita di affidarsi ai super procuratori che in genere hanno poco a che fare con il calcio, ma molto con le finanze. I direttori devono andare a cercare i talenti. Il supermercato in scala mondiale del calcio ha aumentato i costi e abbassato la qualità. I direttori devono lavorare per i propri club, fare gli interessi delle proprie squadre e non scendere a patti con i mercanti del calcio».

Come giudica l’esonero di Pioli? Per la panchina si parla con insistenza di Conte, forse Simeone, anche se l’alternativa più credibile al momento sembra Spalletti. E’ ipotizzabile qualche outsider non ancora pubblicizzato?

«Fare l’allenatore all’Inter è difficile, ha avuto problemi anche Mancini che, oltre ad essere un uomo intelligente ed un ottimo tecnico, conosce bene, benissimo l’ambiente. Mi auguro che non si esca fuori dal lotto dei tre nomi che lei ha citato: tutti e tre possono fare bene almeno sulla carta e spero che non si vada su stranieri che generalmente, fatta qualche eccezione, trovano difficoltà a capire il nostro calcio. Pioli ha fatto bene all’inizio, poi ha perso il controllo della squadra e all’Inter non ti puoi permettere di perdere tre partite. Mi dispiace, perché un esonero crea sempre sconquassi per chi lo subisce, anche nella squadra e nell’ambiente, ma occorre mettere una garza sulle ferite e nel calcio il primo a pagare è l’allenatore. Quindi è doloroso, ma ritengo normale l’esonero. Io, in realtà, lo avrei fatto prima, non si può permettere di andare a Genova e perdere in quel modo. Fossi stato in Pioli avrei attaccato al muro un po’ dei giocatori».

L’ultima spesa fatta da Sabatini in Brasile è Gerson, che ha promesso di portare nel suo prossimo club… E’ credibile? Quella dell’Inter è Gabigol, mai veramente tenuto in considerazione a Milano: qual è la reale situazione dei due in Italia? Si sta già muovendo qualcosa in vista della prossima stagione?

«Gabigol è un ottimo calciatore, è un talento a cui vanno spiegate alcune logiche tattiche del calcio italiano. Gerson ha un piede sinistro eccellente, ma ha poca testa e soprattutto ha un contorno complicato. E’ anche di difficile collocazione tattica…»

Pensa Gabigol possa partire in prestito durante la prossima estate?

«Io lo terrei e lo farei giocare! Molto dipenderà dall’allenatore. Gabigol era titolare della Nazionale olimpica brasiliana ed era tra i 22 della Seleção maggiore. Stessa cosa per Coutinho che con Ganso era in lizza per la maglia numero 10 della Nazionale di Mano Menezes, poi i dirigenti nerazzurri gli hanno messo davanti Kharja facendogli perdere opportunità all’Inter e nella Nazionale. Se spendi 30 milioni per un giocatore, deve giocare! Non c’è allenatore che tenga. A meno che l’allenatore non faccia faville e mi sembra che Pioli non abbia fatto cose così splendide».

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