ESCLUSIVA – Colonnese: “Inter, ecco la mia difesa. Icardi non leader, Ausilio…”

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20 maggio 2017, 18:59
colonnese

In vista della gara di domani tra Lazio e Inter, Inter-News.it ha contattato Francesco Colonnese, ex di entrambi i club e difensore della squadra che nel 1998 andò vicino al titolo. Di seguito il pensiero di Colonnese – che dopo le ultime prestazioni dell’Inter ha deciso di lanciare l’hashtag di protesta #NoPalleNoInter, subito apprezzato dalla tifoseria nerazzurra – su mercato, vicenda allenatore e dichiarazioni di Ausilio

Cosa ne pensi delle parole di Piero Ausilio in settimana e dei giocatori dopo Inter-Sassuolo? Cosa ti aspetti dalla società Inter in seguito a queste dichiarazioni?

«Ausilio ha parlato, dice delle cose esatte ma fuori luogo: andavano dette nello spogliatoio e prendere provvedimenti seri, poiché lui è il dirigente dell’Inter con poteri decisionali».

Appurato che il problema dell’Inter è più psicologico che tecnico, c’è uno spogliatoio da rifare: da chi ripartiresti e di chi ti sbarazzeresti immediatamente?

«Quello di ripartire è un discorso difficile sicuramente, prima bisogna prendere un grande allenatore e poi comprare qualche giocatore italiano forte e stranieri che già giocano in Italia. Bisogna mandare via molti giocatori, soprattutto chi ha dimostrato si non essere all’altezza dell’Inter, senza fare nomi (tanti)».

Da anni l’Inter subisce una marea di gol, finita l’era Lucio-Walter Samuel non si è più trovato un equilibrio difensivo: fossi tu il direttore sportivo, su chi punteresti per ridare sicurezza al reparto?

«Comprerei Antonio Rudiger della Roma e Stefan de Vrij della Lazio, poi Andrea Conti dell’Atalanta e Ricardo Rodriguez del Wolfsburg sulla sinistra».

Da tempo si parla di un possibile ritorno di Lele Oriali, figura storica per tutti gli interisti. Tu cosa ne pensi? Potrebbe anche essere collegato a un possibile arrivo di Antonio Conte sulla panchina dell’Inter?

«Oriali è un’ottima persona, è interista e potrebbe essere utile. Però non so se il suo arrivo sia legato all’arrivo di Conte».

Com’era il gruppo nel 1998? Perché il gruppo attuale non vede un leader in Mauro Icardi, a differenza di Ronaldo, non riuscendo quindi tutti quanti a dare il massimo?

«Quello era un gruppo fantastico di campioni veri, in campo e fuori. Un mix giusto di italiani e stranieri che si rispettavano in campo e fuori. Icardi non è un leader, è un grande attaccante, ma non per forza si è leader».

Perché secondo te Simone Inzaghi, scelto come ripiego dopo tutta la faccenda travagliata attorno a Marcelo Bielsa, è riuscito a fare bene nonostante i problemi durante l’estate, mentre Frank de Boer all’Inter ha fatto flop?

«Inzaghi ha dimostrato che è preparatissimo tatticamente e secondo me il suo successo è dovuto anche all’inserimento vicino a lui di una figura importantissima come Angelo Peruzzi – in qualità di dirigente -, che è un leader silenzioso e nel momento in cui qualche calciatore crea problemi al mister lo aiuta nel sistemare le cose con il suo carisma e la sua stazza».

Ringraziamo Francesco Colonnese (pagina ufficiale Facebook: www.facebook.com/colonneseciccio) e l’agenzia Molaro Graphic & Communication per la disponibilità mostrata. La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è consentita solo previa citazione della fonte Inter-News.it