Yaya Touré: l’uomo giusto da cui ripartire?

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30 aprile 2015, 13:31
Yaya Touré

Settimana dopo settimana si continua a parlare con sempre più insistenza di Yaya Touré come possibile acquisto estivo dell’Inter di Roberto Mancini; un vero e proprio sogno per i tifosi nerazzurri che sembra diventare sempre più probabile con il passare del tempo tra voci di accordi già raggiunti e dichiarazioni del giocatore nelle quali parla di sfide professionali e progetti tecnici come più fondamentali dei soldi per quanto riguarda la scelta della sua prossima squadra (ma del resto non potrebbe fare altrimenti).

Una squadra che potrebbe non essere più il Manchester City, club con il quale il rapporto non è mai stato poi così idilliaco nonostante i tanti soldi incassati dall’ivoriano in questi cinque anni durante i quali è riuscito a conquistare due Premier League, una FA Cup e una Coppa di Lega ma adesso le cose potrebbero cambiare con Yaya che potrebbe decidere di salutare per provare così a misurarsi con l’ennesimo campionato (il sesto dopo aver giocato in Belgio, Grecia, Francia, Spagna e Inghilterra).

O almeno questa sembra essere la speranza del suo ex allenatore Roberto Mancini e di tanti tifosi che sognano di poter vedere nuovamente un campione del suo calibro vestire la maglia della Beneamata dopo cinque anni di acquisti non proprio esaltanti durante i quali l’Inter cadeva a picco, dopo aver raggiunto il tetto d’Europa prima e del mondo poi, mentre Yaya viveva invece il periodo migliore della sua carriera dimostrando a tutti di non essere il semplice “faticatore” che a Barcellona correva per tre pur di permettere a Xavi e Iniesta di dare spettacolo.

Un talento che il Mancio aveva già adocchiato ai tempi in cui giocava nel Monaco senza però riuscire a portarlo sulla sponda nerazzurra di Milano proprio a causa dell’inserimento da parte del club catalano. Tre stagioni dopo le strade dei due si sono finalmente incrociate in quel di Manchester creando un sodalizio talmente forte da permettere al centrocampista classe ’83 di accettare l’offerta di una società assolutamente blasonata ma che ad oggi non può garantirgli né un super un ingaggio né la possibilità di disputare la prossima Champions League.

Tanto per capirci, Touré percepisce attualmente quasi 10 milioni di euro netti fino al giugno del 2017 tra cifra fissa e bonus legati agli obiettivi raggiunti dalla squadra, mentre l’idea del presidente Thohir sarebbe invece quella di spalmare quella stessa cifra su un contratto quadriennale che lo legherebbe all’Inter fino al raggiungimento del suo trentaseiesimo compleanno. Un bel rischio per un giocatore che già in questa stagione ha dimostrato di essere entrato nella fase finale della sua carriera ma che in Italia potrebbe ancora benissimo dire la sua.

Del resto i ritmi della Serie A sono decisamente più bassi rispetto a quelli della Premier e uno con il suo fisico e il suo talento sarebbe quindi assolutamente in grado di andare avanti a buonissimi livelli per almeno altri 2/3 anni. Scordiamoci però di vedere un giocatore disposto particolarmente a sacrificarsi e correre dall’inizio alla fine di ogni partita, ma uno molto più propenso ad attaccare piuttosto che a difendere. Non un sostituto di Medel quindi ma più un trequartista in un 4-3-1-2 o nel 4-2-3-1 o una mezz’ala con spiccate doti offensive sempre nel rombo o nel 4-3-3.

Naturalmente in questi casi verrebbe da chiedersi quanto convenga acquistare un campione over-30 piuttosto che usare quella stessa cifre per prendere uno con le sue caratteristiche ma con 6/7 anni in meno (spendendo di più per il cartellino ma molto meno a livello di ingaggio), sopratutto considerando che il City stesso, nel caso in cui dovesse sostituirlo, lo farebbe provando ad assicurarsi giovani come Paul Pogba, Hector Herrara, Gundogan, KramerKondogbia, Pjanic o Marco Verratti.

Tutto giusto, il problema è che una società come quella di Manchester ha già una rosa piena di campioni e quindi può anche permettersi di affidarsi ad un giocatore più giovane sapendo che tanto non avrà il minimo problema a qualificarsi alla prossima Champions League, mentre l’Inter ha il bisogno disperato di certezza immediate per tornare nella massima competizione europea che porterebbe nelle casse del club di Corso Vittorio Emanuele II non solo una marea di soldi tra premi UEFA, sponsor e diritti TV (oltre ad una maggiore visibilità a livello mondiale) ma anche tanti nuovi campioni.

Insomma, continuare a fare il solito ragionamento che tanto piace alle squadre italiane (pensare quasi solo al presente e molto meno al futuro) pur di raggiungere subito i vertici della classifica e grazie a questo mettere i conti a posto e poter così iniziare veramente a programmare e costruire una squadra con un’età media molto più bassa evitando così di affidarsi in futuro a chi la sua carriera la sta quasi concludendo.