Spalletti ha già vinto il suo derby: Milan KO 2-0. Ora tocca all’Inter

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14 ottobre 2017, 16:45
Spalletti

Il primo Derby della Madonnina stagione 2017/18 è pronto ad andare in scena in quel di San Siro, prima però spazio a un divertentissimo scambio di pensieri sull’asse Milanello-Appiano Gentile: il protagonista assoluto è Spalletti, le sue “vittime” Montella e Mirabelli. Si tratta di un derby parallelo che poco ha a che vedere con quello di domani sera, ma meritevole di attenzione

BOTTA E RISPOSTA – L’attesissimo Derby di Milano avrà inizio esattamente tra ventotto ore – dal momento della pubblicazione di questo editoriale -, ma la vigilia è già stata movimentata dalle rispettive conferenze stampa dei due allenatori. Le prime parole arrivano da Casa Milan, seguono immediatamente quelle dall’ambiente Inter ed è un botta-risposta interessante che meglio non può introdurre la partitissima del “Giuseppe Meazza”. Se da Milanello partono frecciatine deboli che di concreto hanno ben poco, quelle che arrivano da Appiano Gentile sono bordate potentissime che mettono in chiaro la situazione odierna: l’Inter ha iniziato il campionato meglio del Milan per la chiarezza fatta in ogni sede (mercato escluso), lasciando il caos all’esterno. Ma andiamo per gradi.

PRIMA MONTELLA – Nella conferenza stampa di Vincenzo Montella, tra le varie cose, l’allenatore del Milan ha detto che secondo lui non ci sono sette punti di distanza tra Inter e Milan, oltre al fatto che il suo Milan gioca meglio dell’Inter. La risposta di Luciano Spalletti non si lascia attendere: «Anch’io sono convinto che questa classifica attuale non sia corretta, però Montella non se la prenda con noi: non c’entriamo niente, hanno fatto tutto da soli! Montella si prende il gioco e io? Io non mi prendo niente. Possibilmente prendo i punti: è quello a cui si aspira…». Gioco, partita e incontro a favore di Spalletti. Anzi, no: solo partita e incontro, il gioco lasciamolo a Montella.

POI MIRABELLI – Nella conferenza stampa di Spalletti, però, c’è spazio anche per un’altra perla rara. Stavolta il diretto interessato è l’ex Massimiliano Mirabelli, ieri Responsabile degli Osservatori dell’Inter e oggi Direttore Sportivo del Milan. Nei giorni scorsi Mirabelli ha detto che dev’essere l’Inter ad aver paura del Milan – e non viceversa, quindi -, la vicenda non sfugge a un carichissimo Spalletti: «Noi dobbiamo aver paura di loro? Con il dito alto? Detto così mi sembra il Prete di Frittole che dice a Massimo Troisi: “Ricordati che devi morire! Ricordati che devi aver paura!”. Mo me lo segno, mo me lo segno proprio, stia tranquillo (ride, ndr)». Più che tennis, quella di Spalletti è una stoccata tipica della scherma: Mirabelli infilzato davanti, mentre da dietro continua a guardare la targa di Spalletti, perché anche nella peggiore delle ipotesi l’Inter resterebbe in vantaggio – di quattro punti – e avrebbe ben poco da impaurirsi di questo Milan.

SPALLETTI VINCENTE – Riassumendo quant’è successo nel pomeriggio, Spalletti nel giro di pochissimi secondi ha giocato il suo personale derby mediatico – quello che piace a tifosi e soprattutto giornalisti -, vincendolo nettamente contro Montella e Mirabelli: un 2-0 nettissimo senza appello e senza VAR che, se ci fosse stato, avrebbe assegnato anche qualche punto in più all’allenatore dell’Inter. La meticolosa preparazione di Spalletti in sede di comunicazione sta mettendo in crisi il sistema italiano come prima di lui seppe fare solo un altro (ex) allenatore nerazzurro, che anni fa mise nel mirino proprio il tecnico toscano in quanto principale rivale scudetto, vincendo sia ai microfoni sia in campo (ma non con il gioco, bensì con la strategia). E quel nome è chiaro a tutti, non serve scomodare la patria Portogallo e la città di Manchester per citarlo qui.

ORA TOCCA ALL’INTER – Tornando con l’attenzione sul rettangolo di gioco, dove avrà effettivamente luogo il derby che interessa altrettanto ai tifosi e alla società per questioni di classifica e obiettivi, all’Inter basterà (basterebbe…) essere carica al 50% di quanto lo è Spalletti: seguendo e provando a emulare il proprio tecnico, i giocatori nerazzurri non avrebbero problema alcuno ad avere la meglio sui cugini rossoneri. Facile a dirsi, difficile a farsi considerando tutte le variabili che entrano in gioco in una partita simile, dove c’è da far ragionare e muovere più pedine verso lo stesso obiettivo. Il problema è proprio quello: Spalletti è uno (contro tutti), i giocatori sono undici (contro undici). Buon derby a tutti e forza Inter! Parola di Spalletti.