Serie A dopo Juve-Inter: campionato dei se, dei forse e dei però

Articolo di
7 febbraio 2017, 00:00
Rizzoli Icardi

C’era una volta il Campionato Italiano di Serie A. Il più bello. Il più competitivo d’Europa. Il più ambito al Mondo. Poi c’è stato il calo. Gli scandali. Il boom degli altri Paesi. Quello che si è verificato prima, durante e dopo la partita dello “Juventus Stadium” accentua tutti gli aspetti negativi del calcio italiano odierno: Juventus-Inter firmata Rizzoli segna l’ennesimo salto nel vuoto di un ambiente malato e senza alcun voglia di guarire, come dimostrato da giornali e TV che si sono piegati di nuovo al sistema mentendo sapendo di mentire. Proprio come un fallo di confusione fischiato ad hoc (all’Inter) in area di rigore

SE – Se l’Inter battesse la Juventus, si riaprirebbe il campionato. Se Roma e Napoli tenessero il passo della Juventus, la lotta scudetto resterebbe viva. Se Roma e Napoli non lo facessero, da una parte il campionato sarebbe finito (in favore della Juventus) e dall’altra tornerebbe di moda la lotta per il terzo posto (con l’Inter). Se la Lazio continuasse così, potrebbe inserirsi nella competizione. Se arrivasse il closing del Milan, i cinesi ci farebbero vedere di cosa sono capaci. Se se se, solo se. Tanti se, troppi se. In realtà la situazione in Serie A è piuttosto chiara: quando un equilibrio rischia di essere rotto, forze oscure agiscono per ristabilire la “normalità”. Un po’ come successo la settimana scorsa in Coppa Italia: Inter e Cesena hanno lottato per guadagnarsi il posto in semifinale, ma alla fine lo spettacolo del derby Lazio-Roma (che in campo non hanno rubato nulla, sia chiaro, ma hanno goduto entrambe di episodi arbitrali piuttosto “utili”) è stato un richiamo troppo forte per rinunciarci. Ed è solo un banale esempio, probabilmente insignificante, per sottolineare quanto influisca la potenza e il nome nell’economia odierna. Quindi, perché provare a riaprire tutto il campionato nel periodo più delicato per chi è al vertice sportivo ed economico in Italia? Adesso bisogna concentrarsi sulla Champions League, meglio non rischiare di accorciare le distanze tra chi è primo e chi insegue (inutilmente). Sembra quasi che questo scudetto debba essere vinto nuovamente dalla Juventus, che resta comunque la più forte e non avrebbe bisogno di favori per farlo, soprattutto negli scontri diretti.

FORSE – Forse l’Inter ha perso perché Stefano Pioli ha optato per il 3-4-2-1, facendo capire di aver paura della Juventus. Forse l’Inter ha perso perché non è riuscita a fare gol né un tiro nello specchio della porta difesa da Gianluigi Buffon. Forse l’Inter ha perso perché lo “Juventus Stadium” mette soggezione ed è impossibile fare punti lì. Forse l’Inter ha perso perché non è (ancora) all’altezza della Juventus. Forse Napoli e Roma hanno perso e perderanno perché, come l’Inter, non sono all’altezza della situazione. Forse su forse. Forse sì, forse no. Eppure, chiunque capisca un po’ di calcio potrebbe affermare che, entrare in area di rigore in più occasioni per poi essere atterrati senza ricevere la massima punizione, significa aver prodotto una significativa azione da gol, dunque la base di un potenziale vantaggio nel risultato visto lo 0-0 momentaneo. L’1-0 di Torino sarebbe stato diverso se l’arbitro Nicola Rizzoli avesse svolto il suo operato con la giusta correttezza e non è detto che la partita si sarebbe poi conclusa con la vittoria dell’Inter, anzi (all’andata l’Inter nella ripresa ha ribaltato lo 0-1 bianconero…). Dunque, perché gettare fumo negli occhi dei tifosi e degli sportivi in generale facendo passare l’ennesimo messaggio falso? Gli errori – anche arbitrali – sono umani, dirigere una partita in maniera unidirezionale è una scelta precisa dettata da chissà quale “simpatia”. La prestazione di Rizzoli è resa ancora più grave dalla posizione del fischietto di Bologna, internazionale (fino a ieri…) e premiato come miglior arbitro italiano. Ai vertici del calcio italiano va bene così, punto.

PERO’ – Però la Juventus è più forte, le polemiche arbitrali sono ininfluenti. Però il campionato è già finito, una sconfitta in più o in meno non cambia nulla. Però l’Inter ha perso terreno nella prima parte di stagione, quindi deve pensare solo ai propri errori e non agli arbitri. Però l’Inter con Frank de Boer in panchina è riuscita a battere la Juventus, evidentemente il problema è Pioli. Però Rizzoli una volta ha sbagliato contro la Juventus. Però però, apperò! Solo considerando l’espulsione diretta di Ivan Perisic (due giornate) e la squalifica di Mauro Icardi (idem), motivate con espressioni gravemente irriguardose (Rizzoli è quello dei “vaffa” di Francesco Totti) e pallone calciato in direzione dell’arbitro senza colpirlo (Rizzoli è quello della “testata” di Leonardo Bonucci), c’è da ridere fino al 2020. Purtroppo da ridere c’è poco. Già ammettere l’errore sarebbe un passo avanti, richiesta esagerata. L’Inter ne esce sconfitta in campo (zero punti) e fuori (due squalificati). Dopo aver condizionato Juventus-Inter, il rischio è condizionare anche Inter-Empoli e Bologna-Inter (ma stranamente non Inter-Roma…) se la doppia squalifica verrà confermata. Rizzoli, in stretta collaborazione con l’addizionale Daniele Orsato, è riuscito a innervosire i nerazzurri con il solito atteggiamento di superiorità: provocazione ben riuscita, nulla da dire. L’Inter ora deve digerire questa delusione e pensare esclusivamente al proprio cammino: il terzo posto resta l’unico obiettivo stagionale (pena altro anno in Europa League) e, seppur arduo da raggiungere, ci sono le possibilità per centrarlo grazie alle qualità a disposizione e alla reazione d’orgoglio richiesta in questi casi. Terzo posto dei se, dei forse e dei però: se l’Inter lotta; forse è possibile; però è difficile. Lega Serie A permettendo, perché di (veder) mistificare la realtà siamo tutti un po’ più stanchi.

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