Ricordando quel Lazio-Inter: lo scandalo fu l’ipocrisia

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9 maggio 2015, 21:09
ohnoo

Il 2 maggio del 2010 un’Inter in piena corsa per il titolo vinse 2-0 sul campo della Lazio conquistando tre punti importanti nel bilancio di un campionato che la vedeva in un testa a testa serrato con la Roma, concluso vittoriosamente poche settimane dopo. Fu la partita dello scandalo per l’atteggiamento dei tifosi laziali descritto dal famoso striscione apparso in curva nord, ma il vero scandalo furono le reazioni e il veleno contro la squadra di José Mourinho.

2 maggio 2010, il campionato sta per finire e l’Inter, impegnata in un testa a testa con la Roma, gioca sul campo della Lazio. La partita fu preceduta da infinite polemiche per una Lazio senza obiettivi e descritta come poco propensa a fare un favore ai cugini e finì con un punteggio di 2-0 a favore dei nerazzurri grazie alle reti di Walter Samuel e Thiago Motta, che permisero a José Mourinho di tornare a Milano con tre punti pesantissimi in chiave scudetto. I tifosi laziali non furono certo disperati per quella sconfitta che rappresentava una grossa pietra sui sogni scudetto dei cugini romanisti e le foto dello striscione “Oh nooooo” apparso in curva nord al momento del gol di Samuel fecero il giro del mondo, ma fu un vero scandalo? La Lazio non giocò certo una grande gara, ma nemmeno si scansò: il portiere biancoceleste Muslera fu uno dei migliori in campo e fino a quando la partita restò inchiodata sullo 0-0 i biancocelesti non disdegnarono alcune puntate offensive che, condotte con più precisione, avrebbero potuto fare molto male alla retroguardia nerazzurra. A vincere fu meritatamente l’Inter, con il suo maggiore tasso tecnico, la sua maggiore compattezza di squadra e la sua voglia di vincere decisamente superiore a quella avversaria, determinata dalla consapevolezza di essere entrati nel mese in cui ci si giocava tutto.

Fu certamente “particolare” il comportamento della tifoseria laziale, che non nascose la sua preferenza per l’Inter. I boati della nord ai gol interisti e il famoso striscione sunnominato furono effettivamente qualcosa di bizzarro, ma in campo non c’erano certo i tifosi della Lazio, in campo c’erano i giocatori della Lazio che giocarono la loro onesta partita contro un avversario superiore non solo a loro, ma a qualsiasi altra squadra d’Europa, come fu quell’Inter della stagione 2009/10. Dove fu lo scandalo? Lo scandalo fu nelle reazioni, le reazioni che vennero dagli avversari, da certe parti della carta stampata, dai cosiddetti “opinionisti televisivi” di determinate fedi calcistiche, tutto quel mondo che José Mourinho definì “prostituzione intellettuale“. Lo scandalo fu la loro ipocrisia, la loro finta ostentazione di lealtà sportiva animata soltanto dal livore anti interista e dal livore nei confronti di una persona come José Mourinho che nei suoi due anni in Italia non gliele mandò mai a dire. Quell’Inter dava fastidio a tanti, soprattutto il fatto che stesse veramente realizzando qualcosa di storico dava fastidio a tanti, bisognava trovare un motivo per poter infangare anche quella vittoria, dopo aver sminuito le stagioni precedenti facendo largo uso di giri retorici e privi di significato su calciopoli. Trovarono l’occasione da uno striscione appeso in curva nord mentre l’Inter vinceva sul campo una partita come tante, ma quella Inter era più forte di qualsiasi avversario, aveva messo a cuccia i temutissimi marziani del Barcellona, non poteva certo preoccuparsi del livore di chi le vuole male e non lo fece: il 22 maggio quella coppa con le grandi orecchie sollevata al cielo di Madrid fu dedicata anche a loro, oltre che a tutto il popolo nerazzurro.