Primo bilancio sui nuovi: Kondogbia cresce, Montoya scende

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3 agosto 2015, 19:22
kondogbia

Il mercato nerazzurro ha già portato diversi nuovi arrivi su richiesta di Roberto Mancini, in attesa dei colpi finali d’agosto. C’era grande attesa per l’amichevole contro il Galatasaray per capire come avrebbero giocato gli acquisti tutti insieme. Dopo le prime prestazioni, è tempo di un primo bilancio, anche se prematuro

MONTOYA, PRIMI PROBLEMI – I primi approcci sul campo di Martin Montoya sul campo non sono stati certamente dei migliori. Il terzino spagnolo ha evidenziato diversi problemi nella copertura difensiva e nel posizionamento, oltre a diversi errori negli assist. Ieri il messaggio di Roberto Mancini è stato chiaro: far partire Davide Santon, proprio lui, da titolare è sembrato una piccola bocciatura per l’ex Barcellona, in attesa dei miglioramenti tattici, fisici e tecnici.

MURILLO, IL LEADER EFFICACE – Una delle note liete del pre-campionato nerazzurro è stato certamente Jeison Murillo. I quaranta minuti contro il Bayern Monaco in Cina hanno stupito tutti, confermando le qualità intraviste in Copa America con la maglia della Colombia. Murillo è un difensore completo, veloce ed esplosivo, ma che ha ancora diversi margini di miglioramento: qualche errore di concentrazione e di posizionamento può ancora essere corretto.

KONDOGBIA, COLPI E INCOSTANZA – Fino ad adesso, il pre-campionato di Geoffrey Kondogbia è stato all’insegna dell’incostanza. Il francese ha alternato grandi giocate a errori banali, segno di talento, ma anche di una condizione fisica ancora lontana da quella migliore. Il mediano ex Monaco sta crescendo partita dopo partita e la sua importanza nel centrocampo nerazzurro sembra già palese alla maggioranza, sia in fase difensiva che offensiva.

MIRANDA E JOVETIC, TROPPO POCO – Una sola apparizione a disposizione per giudicare Joao Miranda e Stevan Jovetic. I due grandi colpi del mercato estivo nerazzurro sono sembrati ben lontani dalla condizione richiesta. Il brasiliano, decisamente imballato sulle gambe, ha compiuto diversi errori peccando in dinamismo e arrivando spesso in ritardo. L’attaccante ex Manchester City e Fiorentina ha mostrato, invece, qualche colpo notevole, ma la sua capacità di corsa è sembrata decisamente limitata a pochi metri. La qualità di entrambi non si discute, ma Brunico è una tappa fondamentale per ritrovare la condizione migliore.

 

 

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