Per l’Inter è il momento della coerenza e della chiarezza

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14 giugno 2015, 09:18
Inter

Iniziano i bombardamenti di mercato, le notizie sparate compulsivamente dagli organi di informazione, gli spifferi riportati come fossero vere e proprie correnti d’aria. Giocatori che entrano e giocatori che escono alla velocità di un tweet o di un battito di ciglia, se preferite. In tutto questo è difficile, come ogni anno, tenere “la barra al centro” senza farsi pericolosamente distrarre, soprattutto se per passione si decide di seguire l’Inter.

CHIAREZZA – Il tifoso interista vuole da anni, diciamo dal giorno dopo la conquista della Champions a Madrid, chiarezza sui progetti della società. Vuole chiarezza sugli obbiettivi reali della società e sulle reali possibilità di intervento sul mercato. Purtroppo queste risposte non sono sempre state puntuali e hanno aumentato, in alcuni momenti, lo sconforto della tifoseria. Si è passati attraverso un cambio epocale di proprietà che ha inevitabilmente lasciato il segno. Ora si pretende che questo cambio coincida davvero con un altra svolta altrettanto importante: la chiarezza!

COERENZA Il mercato dell’Inter ha dei limiti evidenti che sappiamo, o pensiamo di sapere, tutti: limiti di spesa imposti dall’UEFA dopo le scellerate gestioni passate, limiti di obbiettivi e di progetto che sono sotto gli occhi di tutti. L’aspetto importante, per non illudere il tifoso, è parlare chiaro: è inutile sognare campioni fuori dalla portata del club, è inutile aspettarsi il miracolo dato da giocatori importanti che si riducono lo stipendio per giocare all’Inter. Sembra che certi “colpi di magia” riescano solo al Milan. L’Inter ha l’obbligo di stare con i piedi per terra e concentrata sulla ricostruzione di un gruppo di giocatori affamati di vittorie che possano dare un contributo importante alla risalita del club. Per fare questo bisogna operare con coerenza. La coerenza di chi ha ben presente fin dove può arrivare!

Il tifoso per ora può fare legittimamente solo queste due richieste, e non è poco. Affrontare una campagna di mercato sapendo già che ci sarà da soffrire per gli acquisti delle altre squadre ma avendo la consapevolezza che il proprio club non ha finto di essere qualcosa che, oggi, non può proprio essere.