Odi et amo: Zlatan Ibrahimovic, il grande ex

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30 dicembre 2014, 17:20
Ibrahimovic

Questa sera alle ore 20.00 va in scena l’amichevole tra Paris Saint-Germain e Inter, l’occasione giusta per rivedere in campo Zlatan Ibrahimovic, ma questa volta da avversario. I tifosi dell’Inter provano sentimenti contrastanti nei suoi confronti, io provo a dire la mia.

LA PARTITA DEL GRANDE EX – Quella tra PSG e Inter non è una sfida come tante, visto che si scontrano un’ex decaduta del calcio internazionale e una nuova ricca realtà dello stesso. Purtroppo per noi, l’ex decaduta è l’Inter. Non è un caso se Zlatan Ibrahimovic, una volta lasciata l’ormai “povera” Inter, è approdato subito a Barcellona, per poi fermarsi a Parigi dopo uno scalo a Milano, sponda rossonera.

ODI… – I suoi trasferimenti sono sempre stati mossi dai soldi, non solo per colpa sua, quanto per volere del suo “simpaticissimo” agente Mino Raiola: a Ibrahimovic interessava e interessa soltanto vincere da protagonista, ovviamente facendosi pagare per quanto offre. I tifosi dell’Inter, più che odiare Ibrahimovic, odiavano proprio Raiola, che, tra l’altro, ha dato il meglio di sé sfruttando un altro suo famoso assistito, quel Mario Balotelli che molti accostano all’Inter per il mercato di gennaio: ed ecco che viene alimentato nuovamente l’odio dei tifosi. I mal di pancia dello svedese sono stati ricorrenti e senza dubbio fastidiosi per tutti quelli che hanno a cuore l’Inter, che non riescono a sopportare l’idea di tifare un giocatore che non prova amore per la maglia del Biscione.

…ET AMO – Ma i tifosi dell’Inter, sotto sotto, non lo odiano, perché, uno che viene dalla Juventus (finita in Serie B, ndr) e ti fa vincere tre scudetti di fila, non si può odiare. Inoltre, tutti gli interisti lo amano per quella famosa doppietta sotto la pioggia di Parma: era il sedicesimo scudetto della storia nerazzurra, il secondo di fila per lui all’Inter, ma non l’ultimo. Con la maglia dell’Inter ha giocato 117 partite, di cui 88 in Serie A, 22 in Champions League, 4 in Tim Cup e 3 in Supercoppa Italiana. In totale ha segnato 66 reti: ben 57 in Serie A, 6 in Champions League, 3 in Tim Cup e nessuno in Supercoppa Italiana, dove fece il suo debutto contro la Roma come uomo-assist. Grazie ai suoi gol, l’Inter è riuscita a vincere tre Scudetti di fila e due Supercoppe Italiana, mentre a livello personale, con 25 gol, ha vinto il titolo di Capocannoniere della Serie A 2008/2009, prima di andare a Barcellona.

DOPO L’INTER, DI NUOVO ODIO? – Certo, Ibrahimovic ha lasciato l’Inter per vincere la Champions League con il Barcellona di Messi, ma poi sappiamo tutti com’è andata. Certo, poi Ibrahimovic è tornato in Italia per vincere con il Milan, ma anche in quel caso (grazie a Massimiliano Allegri, mi verrebbe da dire) sappiamo com’è andata. Con questa “doppietta”, ben diversa da quella del 18 maggio 2008, lo svedese si è fatto odiare da molti tifosi nerazzurri, che erano riusciti a innamorarsi di lui, nonostante il passato da juventino e tutti i suoi mal di pancia interisti.

IL PRESENTE E L’OSSESSIONE DI IBRA – Ed ecco infine il Paris Saint-Germain, ultima spiaggia di Zlatan per cercare di vincere la Champions League: ci riuscirà? Qualcuno gli augura di no, a me importa poco. Ibrahimovic va amato per il professionista che è stato nei suoi tre anni all’Inter, non per il suo passato (Juventus) o il suo futuro (Milan). L’ossessione di Ibrahimovic non è solamente vincere la Champions League, ma anche ciò che ne consegue: il Pallone d’Oro FIFA. Lo svedese vuole entrare nella lista dei calciatori che hanno vinto la Champions League, visto che vincere un Mondiale con la sua Svezia sarebbe utopia: solo in questo modo potrebbe avere qualche chance in più di sovrastare Cristiano Ronaldo e Lionel Messi per la corsa al massimo trofeo individuale riconosciuto dalla FIFA.

IO E ZLATAN – Come fatto intendere, almeno mi auguro, il rapporto di tifo che ho avuto e continuo ad avere con Zlatan è una continua contraddizione. Gli auguro di vincere il Pallone d’Oro, che merita dopo tutto ciò che ha fatto nella sua carriera, ma mi darebbe fastidio che lo facesse con un’altra maglia. Gli auguro di vincere la Champions League, dopo i tanti tentativi falliti, ma dall’altra parte vorrei che rimanesse nella storia ciò che avvenne dal 2008 al 2010: quando era all’Inter, la vinse il Barça; arrivato al Barça, la vinse l’Inter; andato al Milan, la rivinse il Barça. Tutto molto comico per noi interisti, non per Zlatan. Insomma, gli auguro tutto il meglio per i suoi ultimi anni di carriera, che siano al PSG o altrove, perché a differenza di altri (ogni riferimento a Balotelli&CO. è puramente voluto), come professionista se lo merita. Ibrahimovic riesce a farsi odiare e amare contemporaneamente, sia dai suoi amici (tifosi) sia dai suoi nemici (avversari), di questo gliene va dato atto. Grazie a tutto questo, il personaggio di Zlatan Ibrahimovic ha fatto la storia: la sua, quella dell’Inter, in parte anche la mia. Per questo ti dico: grazie, Zlatan.

…E SE TORNASSE? – Concludo il mio pensiero con un’assurdità tra sogno e realtà: non è che le voci su Mario Balotelli, dopo il ritorno di Roberto Mancini, possano essere la scusa per far riprendere i contatti tra Mino Raiola e l’Inter? La nostra società ha bisogno di tornare grande e il nome di Ibrahimovic potrebbe essere l’ideale per cambiare l’inerzia della nostra storia, come nel 2006. E se lo svedese vincesse il Pallone d’Oro FIFA con la nostra maglia, dopo aver vinto anche la Champions League, il residuo di odio nei suoi confronti svanirebbe nel nulla…

Tranquillo Erick, stavo scherzando! Forse.

Buon PSG-Inter a tutti i tifosi e forza Inter!

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