Il mercato che sarà: Mancini chiede, Thohir risponde?

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31 dicembre 2014, 16:59
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Roberto Mancini è stato chiaro: vuole determinati giocatori e li vuole al più presto. Le richieste del tecnico nerazzurro sono tante ed è impensabile che vengano soddisfatte tutte, almeno a livello qualitativo. Il DS Ausilio è già al lavoro e nelle prossime ore potrebbe chiudere i primi acquisti, ma il mese di gennaio è lungo e ci sarà modo e tempo per portare a termine tutte le trattative avviate, sia in entrata che in uscita.

CAPITOLO DIFESA

Le partenze – Con il passaggio dalla difesa a tre a quella a quattro, l’Inter si trova con alcuni giocatori da riadattare, in particolare Campagnaro. L’argentino è in scadenza, ma dovrebbe rimanere a Milano fino a fine stagione, fungendo da riserva sia nel ruolo di terzino destro sia in quello di centrale. Nonostante le dichiarazioni di allenatore, agente e società, la situazione riguardante Vidic rimane delicatissima: ieri sera Mancini gli ha preferito Andreolli dal primo minuto, per poi inserirlo nella ripresa nel ruolo di centrale destro, ma si sa che l’ex Manchester United ha giocato per una carriera da centrale mancino. Se il tecnico jesino continua a non vederlo, il serbo potrebbe fare le valigie già a gennaio, nonostante un contratto importante. Quanto a Mbaye, il discorso è analogo: Mancini deciderà se trattenere il ragazzo o lasciarlo andare, anche se l’agente non vuole sentir parlare di un altro prestito in provincia. Donkor, invece, dovrebbe rimanere a far spola tra Primavera e Prima Squadra. Confermatissimi i titolari Juan Jesus e Ranocchia, che in queste settimane dovrebbe rinnovare il suo contratto con l’Inter, così com’è confermato Andreolli, nel ruolo di riserva e prodotto del vivaio per la Lista UEFA. Insieme ai centrali, resteranno a Milano anche i tre esterni utilizzati finora: D’Ambrosio, Nagatomo e Dodò. L’incognita riguarda Jonathan: il brasiliano non ha ancora rinnovato il suo contratto in scadenza e l’Inter non sembra intenzionata a soddisfare le sue richieste, pertanto potrebbe finire sul mercato già alla riapertura del mercato invernale.

Le richieste – Roberto Mancini non si è esposto più di tanto sulla situazione difensiva della sua Inter, ma ha fatto capire che la rosa, costruita da Mazzarri sulla base di una difesa a tre, non è perfettamente adattabile alla sua idea tattica. Pertanto, le sue richieste vanno in due direzioni: un centrale difensivo affidabile e un terzino destro. Insomma, due giocatori adatti alla difesa a quattro, visto che Campagnaro e Jonathan, per fare due nomi tra i principati indiziati a lasciare l’Inter tra gennaio e giugno, non lo sono affatto. Conoscendo Mancini, l’ideale sarebbe l’acquisto di un centrale forte fisicamente e dai piedi buoni, un leader difensivo capace di dare sicurezza a tutto il reparto, insomma una sorta di Vidic, ma atleticamente più fresco. Per quanto riguarda il terzino destro, il tecnino jesino riabbraccerebbe volentieri il Maicon di turno, quindi accetterebbe di buon grado l’acquisto di un esterno molto offensivo da educare tatticamente alla fase difensiva.

Gli arrivi – Qualora partisse un difensore centrale tra Vidic e Campagnaro, l’Inter si tufferebbe immediatamente su un usato sicuro, come specificato da Mancini. Il nome in cima alla lista resta quello dell’ex Rolando, ormai fuori squadra al Porto, ma su di lui ci sono anche Juventus e altri club. Oltre al portoghese, rimane nella lista dei papabili anche Schar, che ancora non ha rinnovato il suo contratto con il Basilea ed è in scadenza a giugno 2015. In caso di prestito, l’Inter si farebbe avanti anche per avere Chiriches dal Tottenham, e si monitora Murillo del Granada. Sfuma invece il sogno di Mancini, Nastasic, troppo costoso per le casse nerazzurre, mentre Balanta resta un’idea per la prossima stagione. Per quanto riguarda le fasce invece, l’unica possibile di vedere un nuovo arrivo in casa Inter è condizionato dalla partenza di Jonathan: in quel caso potrebbe arrivare un terzino destro, più adatto del brasiliano nella difesa a quattro, a meno che non si decida di promuovere Mbaye in quel ruolo. Il nome ricorrente è quello di Montoya del Barcellona, secondo molte fonti vicino alla Juventus, ma sempre troppo costoso per il budget nerazzurro. Così com’è costoso il brasiliano Mario Fernandes del CSKA Mosca, mentre potrebbe rientrare nei parametri dell’Inter l’inglese Johnson, in scadenza con il Liverpool.

CAPITOLO CENTROCAMPO

Le partenze – Mancini ha deciso di giocare con il 4-2-3-1, ma vuole utilizzare comunque quattro centrocampisti contemporaneamente: due davanti alla difesa, uno sulla trequarti e uno sulla fascia. Per i primi due posti, la rosa attuale è già in esubero: Medel è preziosissimo, sebbene Mancini non impazzisca per lui come titolare; Kuzmanovic è rinato con la cura Mancini, che ha fatto intendere di voler puntare sul serbo, almeno fino a fine stagione, però si parla di un tentativo dell’Inter di piazzarlo in prestito in Italia o a titolo definito all’estero già a gennaio; M’Vila non ha alcuna intenzione di lasciare l’Inter anzitempo e il tecnico nerazzurro sta dimostrando di avere fiducia nei suoi mezzi, anche se alcuni parlano già di fine prestito per il francese; Krhin, invece, potrebbe rimanere solo a far numero per la Lista UEFA, visto che è l’eterna ultima scelta. Al contrario dello sloveno, che potrebbe partire senza lasciare vuoti, rimarrà sicuramente a Milano Obi, jolly tuttofare. Sulla trequarti, Kovacic è intoccabile, mentre la cessione di Hernanes è impensabile per questioni di bilancio: la minusvalenza del brasiliano, dopo dodici mesi dall’investimento fatto, non rientra nei piani di Thohir. Pertanto, si riaprono le trattative che prevedono la cessione di Guarin, ovviamente all’estero e a titolo definitivo: Mancini apprezza molto il colombiano, ma sa che se la sua Inter vuole fare il salto di qualità, è necessario un sacrificio per acquistare giocatori più adatti al suo nuovo modulo e Guarin oggi non rientra in questi piani.

Le richieste – In questa zona del campo, Roberto Mancini è stato chiaro: serve un giocatore di qualità, capace di giocare davanti alla difesa da leader, insomma, serve il Cambiasso di dieci anni fa. Trovare un centrocampista che abbini qualità e quantità non è facile al momento, pagarlo poco è praticamente impossibile. L’Inter di Mancini necessità di un centrocampista intelligente, un regista basso che sappia interdire e costruire l’azione. Oltre al mediano ideale, il tecnino jesino ha chiesto un’ala: in questo caso si tratta di un centrocampista offensivo, uno dei tanti esterni che amano giocare larghi sulla trequarti. Non serve un giocatore dal fisico possente, David Silva è l’esempio ideale: rapido, tecnico e utile in entrambi le fasi di gioco.

Gli arrivi – Affinché arrivi almeno uno dei giocatori richiesti da Mancini in mezzo al campo, è necessario che qualcuno parta. Ma quel qualcuno non può essere solo Krhin, per questo ci si aspetta almeno una coppia di cessioni per arrivare almeno a un nuovo mediano. Il tecnico nerazzurro sogna Lucas Leiva, lo ha ribadito più volte, ma sa che è difficile arrivare al brasiliano del Liverpool. Per questo motivo, nelle ultime ore è entrato con insistenza in orbita Inter il francese Lassana Diarra, attualmente svincolato, ma con una situazione contrattuale particolare. L’altro nome potrebbe essere quello dello spagnolo Camacho del Malaga, uno di quegli acquisti, a sorpresa, low cost, così come il francese Veretout del Nantes. Meno probabile l’arrivo a gennaio di Allan dall’Udinese, viste le richieste esagerate di Pozzo. Tra gli esuberi delle grandi squadre potrebbe esserci il nome dello spagnolo Illaramendi del Real Madrid, un altro di quei giocatori da prendere in prestito con diritto di riscatto, in modo da aggirare la politica del Fair Play Finanziario. Stessa formula con cui arriverebbe Paulinho dal Tottenham, ma per lui si tratta solo di un rumor di mercato. Per quanto riguarda il ruolo di ala, i nomi sul taccuino del Direttore Sportivo Piero Ausilio sono molteplici: in cima alla lista c’è Shaqiri, pronto a lasciare il Bayern Monaco, ma dal costo troppo elevato per le casse dell’Inter. Al contrario, un giocatore che farebbe comodo a Mancini sarebbe Salah del Chelsea, vista la possibilità di acquistarlo in prestito con diritto di riscatto. Tra i giocatori in scadenza, invece, rimane in auge il nome di Konoplyanka del Dnipro, mentre per Bakkali se ne potrebbe tornare a parlare a luglio, quando potrà arrivare a Milano a parametro zero. Meno credibile, infine, l’idea che vedrebbe l’inglese Milner riabbracciare Mancini dopo l’esperienza al Manchester City. Dall’Inghilterra, invece, potrebbe approdare in nerazzurro Januzaj, in prestito dal Manchester United: sarebbe solo l’ultima alternativa per Mancini, per evitare di trattenere Alvaro Pereira o far tornare Schelotto. Un nome a sorpresa, infine, potrebbe essere quello dell’ex milanista Taarabt, pronto a tornare in Italia e proprio all’Inter, per fare un dispetto ai cugini rossoneri.

CAPITOLO ATTACCO

Le partenze – In avanti la situazione era già tragica con Stramaccioni, Mazzarri lo sa bene, Mancini non può adeguarsi alla pochezza offensiva della sua squadra come hanno fatto i suoi predecessori. Per questo motivo a gennaio non partirà nessuno, nemmeno il Livaja di turno (Bonazzoli, ndr), quindi rimarrà anche il tanto richiesto Icardi. Mancini, inoltre, vuole recuperare psicologicamente Palacio e punta molto su Osvaldo, il centravanti ideale nella sua rosa attuale.

Le richieste – Così come per il centrocampo, la richiesta è identica: serve un giocatore di fascia e serve subito. Oltre all’ala di centrocampo, serve un’ala d’attacco da piazzare nel 4-2-3-1, ma all’occorrenza anche nel 4-3-3. Insomma, non serve un centrocampista adattabile ad attaccante, ma una vera e propria punta esterna, capace di creare superiorità sulla fascia, saltando l’uomo ed entrando in area di rigore con nei piedi la doppia chance: segnare direttamente o far segnare un compagno.

Gli arrivi – Il sogno di Roberto Mancini, neanche tanto nascosto, è quello di riportare a Milano Balotelli dal Liverpool, con l’idea di rimetterlo a sgroppare sulla fascia come nella sua prima esperienza nerazzurra: sarebbe un fallimento già annunciato, nonostante la stuzzicante idea. Per questo motivo il vero obiettivo nerazzurro è diventato Lavezzi, ormai in rotta con il Paris Saint-Germain: l’argentino costa troppo, l’Inter non può competere a certe cifre per un giocatore prossimo ai trentanni. A differenza dell’argentino, il tedesco Podolski dell’Arsenal potrebbe rientrare nel budget nerazzurro grazie a un iniziale prestito e con un ingaggio nettamente ridimensionato, per questo dovrebbe essere proprio lui il primo acquisto del mercato di gennaio interista. Tra i giocatori in scadenza, c’è da segnalare Giovinco della Juventus, da anni accostato all’Inter, ma mai realmente cercato per le richieste esagerate di Juventus e Parma: adesso si potrebbe prendere in saldo o aspettare il 1° luglio 2015 per prenderlo a zero, l’Inter potrebbe farci un pensiero anche in ottica lista UEFA, ma sarebbe un altro chiaro segnale del ridimensionamento del club.

GLI ALTRI NOMI – A meno di clamorosi stravolgimenti di mercato, i nomi che ruotano intorno all’Inter per la finestra di gennaio sono questi, alcuni più credibili, altri meno. Il DS Ausilio andrà alla ricerca dei giocatori scontenti, i cosiddetti “esuberi” nelle varie rose europee, con particolare attenzione ai giocatori in scadenza e ai giovani con ingaggi irrisori. Il mercato dei Ronaldo e dei Vieri è finito, ma non si possono accettare ancora scempi economici come gli acquisti di Schelotto e Rocchi, a cui va dato atto di aver onorato la maglia nerazzurra più di molti altri fenomeni strapagati. L’Inter non ha bisogno di giocatorini di provincia o di vecchie glorie, a gennaio servono giocatori pronti e da subito utili alla causa: bisogna costruire una rosa ponta a lottare su due fronti nella seconda parte di stagione. Servono almeno tre acquisti importanti per presentarsi all’appuntamento con l’Europa League ai massimi livelli, ma servono tre ricambi anche per far rifiatare i titolari in campionato, visto che il terzo posto non è poi così lontano.

E THOHIR COSA FARA’? – L’allenatore Roberto Mancini ha fatto le sue numerose richieste, il Direttore Sportivo Piero Ausilio è già all’opera per cercare di accontentare il tecnico di Jesi, ma l’ultima parola spetta al presidente Erick Thohir, anzi, al suo portafoglio. L’anno scorso, durante il mercato di gennaio, il numero uno nerazzurro ha fatto un notevole sforzo economico per regalare Hernanes a Mazzarri: un acquisto costoso, affrettato e pertanto sbagliato, quest’anno di sicuro sarà più prudente prima di accontentare Mancini. Inoltre, il cambio sulla panchina ha già svuotato le casse nerazzurre, già povere di cash da investire sul mercato. Per questo, prima di acquistare, è ammissibile aspettarsi delle cessioni, più o meno dolorose. A gennaio qualcosa si muoverà, ma sarà perlopiù un mercato fatto di prestiti in entrata e probabilmente anche in uscita, vista la difficoltà di piazzare i nostri lontano da Appiano Gentile.

LA MIA PREVISIONE – Verosimilmente, Thohir regalerà a Mancini solo tre giocatori: un mediano e due esterni. Evitando cessioni nel pacchetto arretrato, la rosa a gennaio potrebbe essere rafforzata dal solo Lassana Diarra in mezzo al campo, vista la favorevole condizione di svincolato, e da due esterni offensivi. Podolski e Salah in prestito sembrano i nomi più appetibili, in particolare il tedesco, ormai vicinissimo all’Inter. Quanto all’egiziano, Mourinho potrebbe convincerlo a trasferirsi a Milano, nonostante le dichiarazioni che lo vedono come incedibile: potrebbe rivelarsi un Wallace bis, ma non avendo alternative, vale al pena rischiare. Meno credibile l’acquisto, ovviamente in prestito, di Shaqiri: chissà, però. Se poi arrivasse davvero Balotelli, su costrizione di Mancini, si aprirebbe un nuovo capitolo di storia, ma c’è tempo prima di prepararsi all’ennesima battaglia mediatica che vede e vedrà protagonista il numero 45: Why always me, Roberto?

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